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lo stadio di san siro bartali e la grande storia molto con poco gli scacchi e il movimento olimpico Milano-Sport-XX-secolo |
Rivoluzione russa del 1905
Il 22 gennaio a San Pietroburgo una folla di operai guidata da un pope si recò di fronte al palazzo d’Inverno per consegnare una supplica allo Zar. Lo zar Nicola II non abitava a San Pietroburgo e in più nessuno lo aveva avvertito della manifestazione. Le truppe di guardie, formate da Ulani e Cosacchi, caricarono la folla di pacifici e fedeli sudditi uccidendo 1000 persone e ferendone 2000. Lo zar, dopo essere stato informato indusse un’inchiesta per punire i colpevoli, ma a San Pietroburgo e a Mosca gli operai scesero in sciopero, vi furono sollevazioni di contadini, alcuni reparti dell’esercito si ammutinarono a Mosca, in Lettonia, negli Urali e in Polonia. Si ammutinarono anche la base navale di Kronstadt e la squadra navale del Mar Nero.
Manifesto di ottobre Spaventati da ciò che stava accadendo membri dell'alta borghesia e della nobiltà terriera fecero pressioni sul regime affinché concedesse almeno il minimo necessario a riportare l'ordine. Nell'ottobre 1905 lo zar Nicola II pubblicò un documento, detto poi Manifesti di Ottobre, con cui concedeva una costituzione e proclamava i basilari diritti civili per tutti i sudditi. Il documento prevedeva anche l’elezione di una Duma (parlamento) con poteri limitati e un sistema elettorale basato sul censo. I ministri eletti dal parlamento avrebbero continuato a essere responsabili solo davanti allo zar. Il fronte di opposizione rivoluzionario si divise tra coloro che tendevano ad accettare i contenuti del Manifesto e i gruppi più radicali che auspicavano il rovesciamento della monarchia. Dimostrazioni e rivolte ripresero in tutto il paese, provocando la controffensiva del governo: i leader del Soviet di San Pietroburgo furono arrestati e le insurrezioni nelle campagne furono represse nel sangue dalle truppe cosacchi. Gruppi dell’estrema destra reazionaria si scatenarono contro dissidenti e cittadini delle nazionalità non russe e lanciarono persecuzioni contro gli ebrei che trovarono il consenso della popolazione e non furono osteggiati dalle autorità. A metà del 1905 il governo zarista aveva ripreso il totale controllo sul paese. I partiti rivoluzionari furono isolati e il tentativo di far espandere a dicembre il movimento insurrezionale fuori da Mosca fu represso nel sangue; nel marzo del 1906 ebbero luogo le elezioni per la Duma. I politici che accettarono le condizioni poste dal Manifesto vennero a formare quello che verrà poi designato come partito degli ottobristi. Tale partito rappresentava gli interessi dell’alta borghesia e riceveva l’appoggio anche della nobiltà meno retriva. Il partito degli ottobristi era contrario al suffragio universale. Anche l'Unione della Libertà si era nel frattempo trasformata in un vero e proprio partito denominato Partito Costituzional-Democratico ma conosciuto come partito dei cadetti, dalla pronuncia della sigla KD che identificava il partito. I cadetti erano favorevoli al suffragio universale. Il primo parlamento La prima Duma fu eletta nel marzo del 1906. Alle elezioni non parteciparono, ufficialmente, i partiti della sinistra, ma un certo numero di indipendenti legati a tale schieramento scelsero comunque di candidarsi. I risultati delle elezioni videro vincitori i Cadetti ed i loro alleati, con i progressisti di sinistra senza partito leggermente più deboli degli Ottobristi e dei senza partito di centro destra. Anche un certo numero di delegati socialisti, presentatisi come indipendenti, vennero comunque eletti. La prima Duma ebbe vita breve e travagliata, le sue relazioni con il governo Stolypin furono ostili fin dall'inizio. Lo scoglio principale tra i Cadetti ed il regime restò la riforma agraria. Dopo meno di un anno lo zar, sperando che nuove elezioni portassero ad una Duma più malleabile, sciolse il parlamento. La rivoluzione del 1905 ebbe risultati contraddittori. Da un lato permise un’apertura riformista che ruppe il sistema autocratico zarista con l’elezione dell’assemblea legislativa, la legalizzazione dei partiti politici e la garanzia dei diritti civili; d’altro lato, le richieste di una democrazia piena, della distribuzione della terra ai contadini e di miglioramenti nelle condizioni di vita degli operai non furono soddisfatte. Le ragioni del malcontento rimasero quindi irrisolte, ponendo le basi per la successiva rivoluzione del 1917, dove l’esperienza dei soviet del 1905 avrebbe giocato un ruolo fondamentale. |
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Ultimo aggiornamento:
30-09-10
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