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lo stadio di san siro bartali e la grande storia molto con poco gli scacchi e il movimento olimpico Milano-Sport-XX-secolo |
gli avvenimenti più importanti
Bilancio di un secolo
Il secolo dell'indipendenzaIl Novecento è il secolo in cui moltissimi paesi hanno raggiunto l'indipendenza. Cento anni fa i paesi veramente indipendenti erano solamente una ventina, mentre la maggior parte era sottoposta al controllo - diretto o indiretto - dei grandi imperi: inglese, francese, russo, austriaco, tedesco. Oggi i paesi formalmente indipendenti, contando quelli membri delle Nazioni Unite, sono 190. Il secolo della rivoluzione demograficaCertamente una delle rivoluzioni più importanti del secolo è stata quella demografica. Il Novecento è stato il secolo in cui la popolazione mondiale ha registrato incrementi vertiginosi: in pratica si è quadruplicata nel corso di cento anni. Nulla di paragonabile con i secoli precedenti. Il secolo nel quale si vive di piùNessun secolo precedente
ha visto aumentare in tutto il mondo la speranza di vita. Nel Novecento,
invece, si sono Il secolo del benessereIn tutto il mondo sviluppato il benessere si è esteso a strati di popolazione sempre più ampi. In molti paesi si è affermato il Welfare state (letteralmente" Stato del benessere"), che ha messo a disposizione di centinaia di milioni di persone sistemi di assistenza, di previdenza, di protezione sociale. Bisogna ricordare, d'altra parte, che nei paesi sottosviluppati, la popolazione ha continuato e continua a vivere in una situazione di estremo abbandono e povertà. Il secolo della politicaIl Novecento è stato anche il secolo della grande estensione della partecipazione politica, durante il quale l'elettorato (cioè l'insieme di coloro che hanno diritto di voto) è aumentato, tanto che in quasi tutti i paesi si vota oggi con il suffragio universale maschile e femminile. All'inizio del secolo, invece, la possibilità di partecipare alle consultazioni elettorali era in gran parte limitata dal censo o dall'estrazione sociale, oppure dal sesso (le donne, infatti, non potevano votare), mentre in molti paesi non esisteva affatto. Il secolo delle guerre e dei massacriIl Novecento è stato
anche il secolo di innumerevoli e grandi massacri: le due guerre mondiali
e i lager nazisti e Il secolo del progressoIl Novecento è stato (con una decisa accelerazione negli ultimi cinquant'anni) il secolo delle grandi scoperte scientifiche e degli enormi progressi tecnologici: dal telefono al cinema, dalla radio alla televisione, dai transistor al computer. La radio, per esempio, ha aperto la possibilità di trasmettere segnali di qualsiasi tipo mediante le onde elettromagnetiche diffuse nell'etere. Pensiamo agli sviluppi che quest'ultima scoperta ha avuto in molti campi: la rivoluzione dei telefoni cellulari è sostanzialmente una rivoluzione radiofonica, perché senza l'invenzione delle trasmissioni attraverso l'etere, non ci sarebbe oggi lo sviluppo della telefonia cellulare, e non ci sarebbero nemmeno le comunicazioni via satellite e le comunicazioni TV captate attraverso l'utilizzo di un'antenna. Il secolo della velocitàII Novecento si sviluppa all'insegna del mito del progresso e si caratterizza come il secolo del movimento, della velocità, dello spostamento sempre più veloce e agevole di persone, merci, denaro e informazioni. Il secolo "vive" sotto il segno dell'auto e dell'aereo, ben presto destinati a divenire strumenti di massa. In Italia, nel 1905 le auto circolanti erano circa 2119, alla fine del secolo passano a 33.995.500 (una vettura ogni 1,7 abitanti). Il traffico passeggeri negli aeroporti italiani era, nel 1926, di 3991 persone, nel 1999 i passeggeri sono stati 35.300.800. UNA TRAGEDIA DEL NOVECENTO: L'OLOCAUSTO Abraham Bombè non era ancora diciottenne quando venne catturato dalle truppe tedesche nel 1942 nel suo villaggio in Polonia ed inviato nel campo di concentramento di Treblinka. Aveva appena iniziato a lavorare come parrucchiere e i tedeschi lo utilizzarono al meglio: avrebbe tagliato i capelli delle vittime pochi secondi prima che entrassero nella sala delle "docce", come l'organizzazione del campo di sterminio presentava le camere a gas per limitare il rischio di rivolte tra i deportati. Un giorno arriva un nuovo convoglio e lui scopre con orrore che vi è anche tutto il suo villaggio, compresa la sua famiglia. Loro lo riconoscono, un volto amico nell'inferno. E lo tempestano di domande: "Cosa sarà di noi? Dove andremo? Come si vive qui?". Ma cosa può fare? Le SS sorvegliano che i parrucchieri non parlino ai prigionieri: basta un cenno ed è finita. Così Bombè può solo limitarsi a rallentare il taglio, indugiare un attimo in più nel toccare i capelli delle sorelle, accarezzare il capo della madre, guardare gli occhi del padre già secchi di lacrime. Una manciata di secondi e poi li vede sparire nelle "docce". |
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Ultimo aggiornamento:
30-09-10
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