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seconda guerra mondiale

prima parte

Verso la guerra

Dopo essersi impadronito dell'Austria e della Cecoslovacchia e ormai sicuro dell'appoggio della Russia, nell'estate del 1939 Hitler aumentò le sue pretese. Intimò alla Polonia di lasciare il porto di Danzica e di restituire i territori che dividevano la Prussia orientale dal resto della Germania.

Hitler era convinto che le democrazie occidentali avrebbero protestato, ma non sarebbero intervenute, che Inglesi e Francesi non erano disposti, come fu detto, a "morire per Danziaca".
Con questa mossa egli pensava di ottenere de vantaggi senza correre rischi.  Nel 1938 la Germania invase l'Austria. Mussolini, che nel 1934 si era opposto duramente, lasciò fare. L'anno dopo, in compenso, occupò a sua volta l'Albania.
Nel 1939 l'Italia firmò con la Germania il Patto d'Acciaio. Con questa sciagurata alleanza militare l'Italia si legò completamente alla Germania e si avviò a seguirla nella tragica avventura della seconda guerra mondiale. 
Il grande errore di Mussolini fu quello tipico di molti altri dittatori: egli si isolò sia dalla società italiana che dalla cultura degli altri paesi europei.
Nessuno di quelli che lo circondavano avevano il coraggio di contraddirlo o di aprirgli gli occhi.
Finì per credere di avere sempre ragione e di essere alla testa di una nazione militarmente potente.
Inoltre Mussolini non si rese conto che il popolo italiano non condivideva la delirante aggressività del nazismo né la sua politica antiebraica.
Di fronte a questi fatti, molti che avevano sostenuto o tollerato il fascismo, molti giovani allevati nelle idee fasciste, persino molti militari persero la fiducia nel regime. In seguito non pochi sarebbero diventati antifascisti e avrebbero combattuto nelle file della resistenza.

Invasione della Polonia

La repubblica polacca non accettò le imposizioni tedesche e si rifiutò do consegnare i territori richiesti. Di conseguenza, il primo settembre 1939 l'esercito tedesco iniziò l'invasione della Polonia senza neppure presentare una formale dichiarazione di guerra.
Nel giro di poche settimane le truppe polacche furono annientate dai carri armati tedeschi e la Germania occupò tutte le regioni occidentali del paese, compresa la capitale Varsavia.
Nel frattempo l'Unione Sovietica di Stalin occupava le regioni polacche orientali e, l'anno seguente, le repubbliche del Baltico: Lettonia, Estonia, Lituania.
Il tre settembre Francia e Inghilterra presero le armi contro la Germania: iniziava così la seconda guerra mondiale.

Europa in guerra

Nel primo anno di guerra la Germania occupò la Danimarca e la Norvegia, dove costituì due governi collaborazionisti.
Nel maggio del 1940 sul fronte occidentale l'esercito tedesco, preceduto da veloci colonne di carri armati e protetto dall'aviazione, invase Belio e Olanda senza curarsi del fatto che si trattava di paesi neutrali. Di lì attaccò immediatamente la Francia.
La tattica tedesca della guerra lampo si rivelò vincente: i carri armati presero alle spalle l'esercito inglese che riuscì a evitare la distruzione soltanto raccogliendosi a Dunkerque e imbarcandosi per l'Inghilterra.
Il passaggio dal Belgio e dall'Olanda permise ai tedeschi di aggirare la potente linea Maginot, le fortificazioni che la Francia aveva preparato sul confine tedesco, Senza incontrare ostacoli le truppe di Hitler raggiunsero e occuparono Parigi.

Non belligeranza italiana

Quando le truppe naziste attraversarono il confine polacco Mussolini non era stato nemmeno avvisato. In base al patto d'acciaio l'Italia avrebbe dovuto intervenire a fianco della Germania immediatamente, ma decise di aspettare qualche anno che l'esercito italiano fosse pronto.
Dopo i rapidi successi riportati dall'esercito tedesco Mussolini rimase impressionato e pensò che la guerra sarebbe stata ormai breve e sicuramente vittoriosa per Hitler. Benchè le armate italiane fossero impreparate Mussolini si persuase che l'Italia dovesse ugualmente partecipare alla guerra per beneficiare dei vantaggi provenienti dalla vittoria.

LA SCONFITTA DELLA FRANCIA

Le truppe italiane attaccarono senza successo i francesi sulle Alpi. In sostanza, l'intervento italiano non ebbe alcun effetto.
Pochi giorni dopo, la Francia chiedeva alla Germania un armistizio. Tutte le regioni settentrionali del paese, inclusa Parigi, passarono sotto l'occupazione militare tedesca. La repubblica francese, sotto il governo autoritario e collaborazionista del maresciallo Pétain, fu ridotta alle regioni meridionali; la sua nuova capitale fu posta nella cittadina termale di
Vichy.
Nel frattempo il generale Charles De Gaulle, fuggito da Londra, costituì il governo in esilio della Francia libera e arruolò truppe francesi per combattere al fianco dell'Inghilterra.

LA GUERRA NEI CIELI, LA BATTAGLIA D'INGHILTERRA

L'Inghilterra rimase sola a sostenere il peso della guerra in Europa e nel Mediterraneo. Winston Churchill un conservatore energico e vigoroso, decisissimo a resistere a ogni costo, divenne il capo di un governo di coalizioni nazionale.
Hitler cercò di convincere gli inglesi a firmare una pace separata così da poter aggredire con tutt6e le sue forze l'Unione sovietica.
Per circa due mesi l'aviazione tedesca attaccò ogni giorno l'Inghilterra. Sottoposta a crudeli bombardamenti essa seppe resistere coraggiosamente grazie all'abilità e allo spirito di sacrificio dei piloti della sua aviazione.
Fu chiamata battaglia d'Inghilterra il terribile combattimento aereo che si svolse nei cieli britannici fra il settembre e l'ottobre del 1940. Grazie anche a un nuovo strumento, il radar, che permetteva agli inglesi di avvistare in tempo d'arrivo dei bombardieri tedeschi, la Luftwaffe perse 1700 aerei contro le 900 perdite registrate dall'aviazione britannica.
Le incursioni via via si diradarono fino a cessare del tutto. Nel frattempo Londra e diverse altre città erano state pesantemente bombardate e Coventry venne addirittura distrutta.

LA GUERRA SUI MARI

Intanto la flotta britannica da guerra, la Royal Navy, manteneva il controllo dei mari; la maggior corazzata tedesca, la Bismark progettata per essere la più potente del mondo, venne affondata nel 1941.
Inoltre la flotta britannica fu impegnata nella sorveglianza del canale della Manica, nella scorta alle navi da carico che portavano rifornimenti dagli Stati Uniti e nella difesa del Mediterraneo contro la flotta italiana.
Fondamentale per la resistenza dell'Inghilterra fu l'aiuto degli Stati Uniti. Con la legge Afflitti e Prestiti il presidente Roosevelt garantì la concessione di mezzi navali, aerei e terrestri americani ai paesi impegnati contro il nazismo. Aiutò e rifornì in questo modo la Gran Bretagna, e più tardi anche L'Unione Sovietica.
Contro la superiorità della Royal Navy la Germania si affidò alla guerra sottomarina, come già aveva fatto nel corso del primo conflitto mondiale; fu chiamata battaglia dell'Atlantico quella condotta dai sommergibili tedeschi contro i convogli di navi mercantili che attraversavano l'oceano per rifornire Inghilterra.
Protetti da navi da battaglia provviste di armamenti antisommergibili, questi convogli si difesero validamente, tanto che circa 800 sottomarini tedeschi furono affondati nel corso della guerra.

HITLER CONTRO STALIN

Il 21 giugno 1941 Hitler attaccò di sorpresa l’Unione Sovietica. Impreparato nonostante i due anni guadagnati col patto Molotov- Ribbentrop, l’esercito sovietico subì inizialmente gravi sconfitte. Le truppe tedesche dilagarono: a nord conquistarono i paesi baltici e la Bielorussia; a sud occuparono quasi tutta l’Ucraina arrivando fino al mar Nero e alla penisola di Crimea. Dopo le prime sconfitte, l’Armata Rossa riuscì a riorganizzarsi, aiutata in questo dall’inverno russo che, con la neve e il fango, ostacolava e rallentava sia l’avanzata dei tedeschi sia l’arrivo dei loro rifornimenti. L’invasione ebbe inoltre l’effetto di unire le diverse popolazioni sovietiche, rafforzando il loro patriottismo e il loro spirito di resistenza di fronte al nemico. Nei territori occupati si formarono importanti nuclei di resistenza, mentre le truppe russe, prima di ritirarsi, distruggevano i raccolti, le stalle e i granai, impedendo alle forze tedesche di rifornirsi di viveri. Era la vecchia tattica della "terra bruciata" che centotrent’anni prima aveva fermato Napoleone. L’offensiva tedesca si arrestò nell’inverno 1941-42 e poi riprese più lentamente, arrivando nell’estate 1942 a insidiare Mosca e Stalingrado, e avvicinandosi ai pozzi di petrolio del Caucaso.

 

LA GUERRA IN GRECIA E NEI BALCANI

Nel frattempo Mussolini decise di attaccare la Grecia. Fu una decisione presa solo per motivi di prestigio, che si rivelò ancora una volta improvvisata e dannosa.
L'idea di Mussolini era infatti quella di affermare l'Italia come potenza dominante del Mediterraneo particolarmente ora che la Francia era uscita di scena. Egli intendeva realizzare una serie di "conquiste parallele" a quelle che la Germania stava ottenendo così da non restare in secondo piano rispetto al potente alleato.
Gli effettivi risultati furono ben diversi. La Grecia resisté a lungo e per sconfiggerla si rese necessario l'intervento delle
truppe tedesche.
La Grecia e poi la Jugoslavia vennero occupate militarmente. Per controllare il vasto e accidentato territorio della penisola Balcanica dove i gruppi di partigiani svolgevano continue azioni di guerriglia l'Italia e la Germania chiamata in soccorso furono costrette a impiegare consistenti truppe togliendole da altri fronti.

LA GUERRA NEL MEDITERRANEO E IN AFRICA SETTENTRIONALE

Numerosi combattimenti si svolsero anche in Africa settentrionale e nel Mediterraneo che la flotta inglese controllava grazie alle basi navali di Gibilterra, Alessandria d'Egitto e soprattutto Malta. Nonostante i ripetuti bombardamenti a cui fu sottoposta, Malta non cedette e, di conseguenza, la flotta italiana ebbe grandi difficoltà a difendere dagli attacchi inglesi i convogli di navi mercantili che portavano rifornimenti per le truppe impegnate in Africa.
Qui, ancora una volta, si rivelò l'impreparazione dell'esercito italiano dotato di mezzi del tutto superati proprio nel settore più importante: carri armati e aerei. Il comando e l'iniziativa in Africa settentrionale passarono ancora una volta all'esercito tedesco del generale Erwin Rommel detto "la volpe del deserto" per la sua abilità e le sue astute tattiche militari. Sotto la sua guida le truppe italo- tedesche arrivarono a breve distanza da Alessandria d'Egitto e dal canale di Suez.

IL CORPO DI SPEDIZIONE ITALIANO IN RUSSIA

L'aggressione tedesca alla Russia costrinse a Mussolini a inviare un corpo di spedizione italiano nella Russia meridionale a fianco dell'alleato nazista.

Anche in questo caso il regime fascista rivelò la sua incapacità organizzativa. Vennero inviati in Russia reparti privi di carri armati, di autotrasporti, di collegamenti radio. Bersaglieri, fanti e alpini dovettero avanzare in regioni sterminate, spesso a piedi senza riuscire a tenersi in contatto tra loro. Nel terribile inverno russo vennero a mancare scarpe adatte, indumenti pesanti, generi alimentari, benzina. Gli esempi di valore e di spirito di sacrificio furono frequenti ma non poterono cambiare la situazione. In questa occasione si verificò l'ultima coraggiosa, tragica e inutile carica di soldati a cavallo della storia, eseguita dal reggimento Savoia Cavalleria.

A seguito delle controffensive sovietiche, il corpo di spedizione italiano dovette ritirarsi. Abbandonati, sbandati, lasciati privi di viveri, migliaia di soldati italiani morirono in mezzo alla neve e al ghiaccio. Altri vennero catturati e morirono di fame e di stenti nei campi di prigionia sovietici.

 

L’INTERVENTO DEL GIAPPONE

Fino al 7 dicembre1941 lo scenario della guerra era rimasto limitato dall’Europa. Ma quel giorno l’aviazione giapponese attaccò di sorpresa la flotta americana ancorata nella baia di Pearl Harbour, nelle isole Hawaii.
Alle 7 di mattina di una tranquilla domenica di pace, mentre l’ambasciatore del Giappone in USA fingeva di trattare, bombardieri e aerosiluranti giapponesi distrussero gran parte della flotta americana nel Pacifico. Subito dopo anche le Germania e l’Italia, legate al Giappone da un patto di alleanza, dichiaravano guerra agli Stati Uniti.
Il colpo subito a Pearl Harbour fu durissimo , ma non decisivo: gli Stati Uniti riuscirono a rimettere in mare un’altra flotta. Il loro intervento, inoltre, significò soprattutto l’entrata in scena della gigantesca industria americana, capace di produrre in un solo anno 50000 aerei, 20000 carri armati 4000 navi da guerra.
Inizialmente gli Stati Uniti si impegnarono nell’oceano Pacifico, per ostacolare la vittoriosa avanzata del Giappone che aveva rapidamente occupato le Filippine, l’Indocina, la Malesia, Singapore. Poi, lentamente, iniziò la controffensiva americana condotta dalla flotta a dall’aviazione mentre l’esercito si preparava a combattere in Europa.

L’EUROPA NAZISTA

Verso la metà del 1942 gran parte dell’Europa e quasi tutto il Nordafrica erano caduti sotto il dominio tedesco. Nei pochi paesi dell’Europa orientale che non furono direttamente sottomessi, come l’Ungheria, la Bulgaria e la Romania, si costituirono governi alleati o collaborazionisti. Unici paesi neutrali restavano la Svezia, la Svizzera, il Portogallo e la Spagna del generale Franco. Quest’ultimo, dopo una guerra civile che aveva causato oltre 700.000 morti, riuscì con astuzia a tenersi fuori dal conflitto mondiale, resistendo alle pressioni degli alleati nazisti e fascisti. L’occupazione tedesca dell’Europa continentale portò a un durissimo sfruttamento dei popoli sottomessi, alimentato dall’ideologia razzista del nazismo. Milioni di uomini vennero deportati in Germania e costretti con la forza a lavorare nelle industrie o nei campi. Gli oppositori politici, gli zingari, i prigionieri russi o slavi, tutti coloro che venivano considerati di "razza inferiore" furono internati a milioni nei campi di concentramento (i lager). Qui essi venivano impiegati in lavori pesantissimi (nel campo austriaco di Mauthausen per esempio c’era una cava di pietra da sfruttare a forza di braccia, senza l’ausilio di mezzi meccanici), malnutriti e maltrattati tanto che quasi la metà degli internati morì per la fame o per la fatica. Molti altri furono invece vittime di torture o usati come cavie umane di esperimenti medici e chirurgici, tanto folli quanto crudeli.

 

Ultimo aggiornamento: 06-02-10 Hit Counter