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Decolonizzazione e terzo mondo
I movimenti di liberazione
L'Unione Sovietica appoggiò alcuni dei movimenti di liberazione i cui capi, pur dichiarandosi favorevoli al comunismo, erano di origine borghese. Un accenno di borghesia locale si era formato nelle colonie quando nella prima metà del 900 Francia, Inghilterra, Belgio e Olanda vi avevano investito ingenti capitali allo scopo di sfruttare al meglio le loro risorse: questo aveva favorito la nascita di un ceto commerciale, impiegatizio, burocratico. Furono costoro o i loro figli che, dopo aver studiato nelle università europee o americane, presero coscienza dello sfruttamento subito dai loro paesi e cominciarono a rivendicare libertà civili e politiche. Nacquero così in molti paesi asiatici e africani i movimenti politici che porteranno al raggiungimento dell'indipendenza. L'indipendenza dell'India
Il programma politico di Gandhi prevedeva la tolleranza verso tutte le religioni, compresa quella musulmana, diffusa in molti territori dell’India, e il riconoscimento della parità tra uomo e donna. Egli sosteneva, inoltre, la necessità di abolire il tradizionale sistema delle caste, che derivava dalla religione induista e divideva la popolazione in livelli diversi di rispettabilità e di valore: gli ultimi, i paria (o "intoccabili"), non potevano nemmeno essere sfiorati dagli altri. Tuttavia, tale divisione, oggi cancellata dalla legge, viene di fatto ancora seguita in vaste zone dell’India, soprattutto nelle campagne. Conclusa la seconda guerra mondiale, gli inglesi concessero l’indipendenza (1947) all’enorme colonia indiana. Appena un anno dopo, Gandhi venne assassinato da un fanatico indù, contrario alla sua politica di tolleranza religiosa. I diversi capi di governo che si
succedettero in India (ricordiamo Nehru e la figlia Indira Gandhi) promossero
importanti riforme in agricoltura e riuscirono a sviluppare l'industria, ma la
miseria non fu sconfitta completamente sia perché i problemi molto gravi
duravano da tanto tempo, sia per le forti tensioni religiose, ma soprattutto
perché la popolazione è cresciuta moltissimo ed è ormai vicina al miliardo.
Indira Gandhi fu assassinata nel 1984, il figlio Rajiv fu assassinato nel 1991
da fanatici religiosi. Nel 1949 l'Indonesia ottenne l'indipendenza dall'Olanda; nel 1963 la Malaysia ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna. Indocina
La secolare indipendenza di Cambogia e Vietnam era stata interrotta nella seconda metà dell'800 dalla Francia, che conquistava l'intera Indocina. Nel 1945 Ho Chi Min, a capo di un movimento
comunista e nazionalista, proclamò l'indipendenza del Vietnam. La guerra contro
i Francesi prosegui fino al 1954 e si concluse con la vittoria dei contadini
vietnamiti che si batterono per difendere le terre che erano state loro
assegnate da Ho Chi Min.
Il Sud Vietnam fu attaccato ripetutamente dalle truppe del Nord che voleva unificare il Paese. Nel 1965 gli Stati Uniti d'America intervennero in aiuto del Vietnam del Sud in coerenza con la politica di arginamento del comunismo. In questa impresa gli americani impiegarono modernissimi e potenti armamenti e 35 mila uomini. L'intervento americano provocò la reazione negativa dell'opinione pubblica mondiale e anche di molti giovani e intellettuali americani. Il regime di Saigon, sostenuto dagli americani, era autoritario, corrotto e non aveva niente di democratico. Molti contadini del sud appoggiavano l'offensiva del nord. Nel mondo molti pensavano che il conflitto vietnamita fosse un problema dei vietnamiti nel quale gli Americani non c'entravano né tanto né poco. La guerra del Vietnam per gli americani fu un fiasco completo: l'opposizione alla guerra cresceva sempre di più mentre sul piano militare i potentissimi bombardieri facevano migliaia di vittime tra i civili, mentre non riuscivano a scalfire la resistenza dei nemici nascosti tra le foreste e mimetizzati tra i contadini. Infine nel 1975 gli Stati Uniti furono costretti a ritirarsi sia dagli insuccessi militari che dalle proteste sempre più forti dell'opinione pubblica americana. Il Vietnam divenne uno stato unificato con capitale Hanoi. Oggi il Vietnam ha stabilito vivaci rapporti commerciali con gli Stati Uniti e il Giappone, ma il regime comunista che lo guida nega alla popolazione libertà e molti diritti civili. Mao
Nel biennio 1911-12 un movimento nazionalista aveva scacciato l'ultimo imperatore e in Cina era stata proclamata la repubblica. Negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale il Giappone occupò zone sempre più vaste del territorio cinese, contrastato da un'alleanza di nazionalisti e comunisti.Nel 1911-12 un movimento nazionalista aveva mandato via l’ultimo imperatore e la Cina era divenuta una repubblica. Più tardi, negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, il Giappone occupò parti sempre più vaste del territorio cinese, contrastato da un’alleanza di combattenti nazionalisti e comunisti. Nel 1948 i comunisti riuscirono a imporsi agli antichi alleati nazionalisti che ripararono a Formosa (oggi Taiwan) e crearono un governo comunista. Guida supremo della Cina Comunista era Mao Tse Tung. Egli in un primo momento fu alleato dell'URSS, in seguito se ne allontanò perché aveva in mente uno sviluppo economico e sociale diverso. Infatti Mao favorì un comunismo agrario che si basava su cooperative agricole, ma conservava piccolissime proprietà delle singole famiglie contadine. Accanto all'agricoltura fu sviluppato anche l'artigianato, mentre lo sviluppo industriale avvenne con gradualità e tempi più adeguati alle condizioni dell'immenso paese asiatico. I risultati ottenuti furono abbastanza buoni: ebbe termine l'assoluta povertà, cessarono le ricorrenti carestie e fu garantita almeno la possibilità di sfamarsi all'enorme popolazione (oggi un miliardo e 200 milioni di abitanti). Dal punto di vista della libertà personale e dei diritti civili il comunismo cinese non fu diverso da quello sovietico. Durante la "rivoluzione culturale" della fine degli anni 60 il regime cinese tentò di rieducare con la forza tutti quelli che non si adeguavano perfettamente alle direttive dei capi del partito. La "rivoluzione culturale ebbe termine prima della scomparsa di Mao, avvenuta nel 1976. Le manifestazioni di piazza Tien-an-Men Nella guerra fredda la Cina svolse un ruolo proprio, non appoggiandosi né al blocco sovietico, né a quello occidentale, ma sostenne le ex colonie che realizzavano una forma di comunismo nazionale indipendente dall'URSS. Quando negli anni settanta l'economia cinese apparve ormai abbastanza matura da consentirle di esportare i suoi prodotti, essa cominciò a stabilire buoni rapporti con l'Occidente. I rapporti commerciali con l'occidente non si limitavano alle esportazioni, ma la Cina gradualmente apriva sempre più ai prodotti occidentali, anche quelli in passato ritenuti tipici di una società consumista e decadente. Alla maggiore libertà economica non corrispose un'eguale libertà democratica. Nel 1989 una grande manifestazione studentesca fu repressa dall'esercito nella principale piazza di Pechino, piazza Tien an Men, con contorno di morti, feriti e arrestati. In seguito la vita degli abitanti delle città si è in parte occidentalizzato, ma la democrazia deve ancora fare tanta strada.
L'Africa In Africa alcuni paesi raggiunsero
l'indipendenza pacificamente: Marocco e Tunisia nel 1956. Altri affrontarono
guerre sanguinose: tra questi lo Zaire (ex Congo belga), il Mozambico e l'Angola
(colonie portoghesi) liberatesi solo nel 1975. Molti Francesi risiedevano in Algeria da
tanto tempo e si opponevano alla decolonizzazione. In Algeria la questione fu complicata dal fatto che erano
numerosi i francesi che da tempo vi risiedevano e si opponevano alla
decolonizzazione. Ci fu bisogno del prestigio del generale De Gaulle, che aveva
salvato l'onore della Francia nella seconda guerra mondiale, per convincere il
Paese ad abbandonare la colonia per la quale aveva sostenuto una guerra di otto
anni (guerra d'Algeria, dal 1954 al 62). Spesso i colonizzatori finanziarono forze armate locali che ostacolassero la decolonizzazione; ad esempio nel katanga alcuni gruppi industriali belgi finanziarono per anni un piccolo stato ribelle contro il legittimo governo del Congo. Il primo ministro Lumumba fu ucciso e sostituito da Mobutu (1965) più disponibile nei confronti degli interessi occidentali.
Africa povera e armata Il raggiungimento dell'indipendenza africana ha avuto un cammino difficile e doloroso. I paesi africani mancavano spesso di una vera e propria classe dirigente autoctona e di un'amministrazione pubblica organizzata,e questo era un problema grave come la presenza di rivalità etniche e tribali perduranti da secoli.
Mancando una vera e propria classe dirigente, spesso l'unico potere forte nei paesi africani rimaneva l'esercito, in mano a bande di prepotenti rozzi e violenti appoggiati a volte dai sovietici, a volte dagli americani, a volte da gruppi industriali: da ciò centinaia di guerre dimenticate sanguinose e terribili per le morti dovute non solo alle ferite, ma anche alla fame, alle malattie, alla miseria, tristi effetti collaterali. Le lunghe guerre civili africane di cui si parla sui nostri giornali solo di sfuggita, e in occasione di stragi particolarmente mostruose, spesso sono state aggravate anche da fattori etnici e religiosi. Tutto questo ha aumentato l'instabilità del continente, la sua spaventosa povertà, la mortalità infantile. Sudafrica
Dalla rivoluzione cubana al regime di Fidel Castro
Approfittando della stretta collaborazione venutasi a creare con il governo di Cuba l'URSS installo una base missilistica nell'isola. Appena gli americani si accorsero di questo fatto reagirono duramente e le basi furono smantellate nel 1962. In cambio dello smantellamento delle basi missilistiche Kennedy si impegnò con Krusciov di rispettare l'indipendenza dell'isola. Il regime castrista divenne sempre più simile a quello sovietico e sempre più duro nei confronti delle opposizioni; questo portò a una vasta migrazione di profughi negli USA. La rivoluzione castrista ottenne notevoli risultati sul piano sanitario e scolastico, ma si rivelò fallimentare sul piano economico, anche grazie al sabotaggio feroce da parte degli USA. Dopo la fine dell'URSS, che aveva permesso all'economia cubana di sopravvivere, il governo cubano si è rivolto verso forme economiche più libere, ma ad una reale ripresa si oppone l'ostilità americana, la cui collaborazione sarebbe invece necessaria per lo sviluppo definitivo dell'isola. D'altra parte il prezzo da pagare sarebbe il cambiamento completo del sistema politico ed economico cubano.
Le sanguinose dittature di Cile e Argentina Nella storia recente di molti paesi dell'America Latina classi dirigenti ricchissime e corrotte si sono appoggiate spesso a dittature militari per reprimere le richieste degli strati più miseri della popolazione. Nell'America Latina all'enorme ricchezza di pochi privilegiati si contrappone una diffusa povertà. Ma anche tra le classi inferiori bisogna distinguere: i più deboli sono i discendenti degli antichi abitatori o degli antichi schiavi. Inoltre molti oppositori, non avendo la possibilità di esprimersi liberamente, sono respinti nella lotta armata. La scarsa stabilità politica, l’esistenza di una classe dirigente chiusa a qualsiasi cambiamento, l’influenza esercitata sui regimi politici dalle grandi società multinazionali che sfruttano le miniere e le piantagioni, la debolezza delle tradizioni democratiche, la povertà e l’analfabetismo di molti, il peso sproporzionato dei militari: sono queste le ragioni che rallentano o impediscono lo sviluppo sia sociale che economico dei paesi latinoamericani, tanto di quelli ricchi di risorse naturali come il Brasile o il Messico, quanto di quelli più poveri come il Perù, la Bolivia e l’Ecuador Ricordiamo due casi tra i tanti: Cile e
Argentina. Nel 1988, abbandonato anche dalle classi benestanti che lo avevano sempre appoggiato, Pinochet fu costretto a lasciare il potere rendendo possibili libere elezioni e l'istituzione di un governo democratico. Solo nel 1988 Pinochet, sempre più impopolare anche fra le classi benestanti che lo avevano sostenuto, fu costretto a lasciare il potere. Questo rese possibile lo svolgimento di libere elezioni e la costituzione di un governo democratico. Asfissiante e crudele fu anche la
dittatura miltare che resse l'Argentina dal 1976 al 1983: furono uccisi e fatti
sparire nel nulla migliaia di oppositori. Nel 1982, forse nella speranza di
unire attorno a sè il popolo argentino, si avventurarono in una guerra inutile
contro l'Inghilterra per il possesso delle minuscole e quasi disabitate isole
Falkland (o Malvinas). La sconfitta militare fu disastrosa, ma almeno servì a
far andar via i generali. Purtroppo i nuovi governi democratici si trovarono a
dover affrontare una situazione economica disastrosa. Negli ultimi anni sembrava
che le cose si fossero messe a posto, ma negli ultimi giorni (oggi è il 6
febbraio 2002) l'economia argentina ha dichiarato fallimento, la popolazione non
può ritirare i propri risparmi dalle banche, gli stipendi valgono zero, le merci
mancano, tanta gente per sopravvivere è costretta a incontrarsi in appositi
spazi della città per scambiare oggetti o piccoli servizi e lavoretti con roba
da mangiare.
una patria per gli ebrei Molti Ebrei dell'Europa Orientale,
all'inizio del 900, avevano cominciato ad emigrare in Palestina per sfuggire
all'antisemitismo. La Palestina era allora abitata da una popolazione araba ed
era controllata dagli Inglesi, i quali inizialmente agevolarono l'immigrazione
ebraica. Inizialmente essi comprarono molte terre
con i contributi raccolti dagli ebrei di tutto il mondo, poi nel 1974 l'ONU
raccomandò la spartizione della Palestina fra i coloni ebrei e gli arabi
palestinesi, ma la proposta fu respinta dai paesi confinanti. Il 14 maggio 1948
gli ebrei costituirono ugualmente il loro stato e lo chiamarono Israele: il
nuovo paese fu subito attaccato, ma le truppe assalitrici furono respinte dal
piccolo esercito israeliano.
Guerra e pace in Palestina Le guerre tra arabi e palestinesi
continuarono a più riprese nei decenni successivi. Il problema dei rapporti tra
i due paesi è stato e continua ad essere un motivo di instabilità in Medio
Oriente. Ogni tanto sembra che la pace sia più vicina, ma poi si riallontana. |
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Ultimo aggiornamento: 22-04-08 |