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Il mondo alla fine della II guerra

La seconda guerra mondiale aveva fatto onore alla sua definizione: aveva interessato l'Europa, l'Asia, l'Atlantico, il Pacifico. Era stata una guerra molto lunga e intensa, che aveva messo a dura prova l'apparato produttivo degli stati in conflitto, sia dal punto di vista quantitativo che tecnologico. Può essere definita guerra totale perché coinvolse anche la popolazione civile, interessò gran parte del pianeta, provocò un numero spaventoso di vittime, ebbe conseguenze di dimensioni mai prima conosciute. Inoltre la seconda guerra mondiale vide fronteggiarsi due concezioni opposte dell'uomo, della cultura e dei rapporti umani: da una parte una concezione razzista che teorizzava la supremazia di un gruppo umano su tutti gli altri, dall'altra una concezione del mondo nata dalle diverse dichiarazioni dei diritti dell'Uomo scaturite dall'Illuminismo, dalla Rivoluzione Americana, dalla Rivoluzione francese. Anche per questo la fine della guerra vide il processo di Norimberga contro i crimini di guerra nazisti.

La Germania divisa

La compromissione delle stato tedesco con il regime nazista precluse alla Germania la possibilità di sedersi al tavolo della pace. Gli Alleati pretesero una resa incondizionata della Germania, la occuparono e l'amministrarono in proprio. A Jalta era già stata decisa la divisione politica sotto l'amministrazione degli stati vincitori: USA, URSS, Francia e Gran Bretagna. Ognuno dei quattro stati avrebbe amministrato una zona; anche Berlino fu divisa in quattro zone d'influenza.
La Germania venne anche privata dell'esercito e i suoi confini furono fissati, nella conferenza di Potsdam del luglio 1945, lungo la linea dei fiumi Oder-Neisse, con la perdita della Pomerania e della Slesia a favore della Polonia,della Prussia Orientale a favore dell'URSS. Tali spostamenti di confine causarono l'esodo verso ovest di 2 milioni di profughi.

Le perdite dell'Italia

L'Italia, per fortuna, non dovette subire la stessa sorte della Germania, ma comunque dovette sottostare ad alcune perdite, dato che fino al 1943 era stata alleata dei nazisti. In base agli accordi di Parigi del 1948 l'Italia dovette abbandonare le colonie, lasciò alla Francia i territori di Moncenisio, Tenda, Briga. Alla Jugoslavia dovette cedere l'Istria, Fiume, Zara, parte della Venezia Giulia, le isole della Dalmazia. In un primo tempo anche Trieste venne proclamata città libera, staccata dal territorio italiano, divisa in due e amministrata per una parte dagli Inglesi e per l'altra dalla Jugoslavia. Solo nel 1954 la città istriana tornò all'Italia.

L'Albania, sottratta al dominio italiano, tornò ad essere indipendente. Riacquistarono l'indipendenza anche la Libia, l'Eritrea e l'Etiopia, mentre la Somalia fu affidata all'amministrazione italiana fino al 1960. Le isole del Dodecanneso che l'Italia aveva sottratto all'impero turco all'inizio del secolo, passarono alla Grecia.

Il Giappone occupato

Anche i Giappone subì la sorte della Germania: non fu ammesso al tavolo dei trattati di pace e dovette arrendersi senza condizioni. Dovette cedere tutti i territori conquistati nel conflitto e perse anche la Manciuria e la Corea, che controllava da molti ani prima della guerra. Anche il Giappone dovette subire l'umiliazione dell'occupazione militare e dell'amministrazione dei vincitori. Nel 1947 esso riprese l'autonomia, ma con una costituzione preparata dagli USA: essa prevedeva la smilitarizzazione del Giappone e negava la natura divina dell'Imperatore.
Gli Stati Uniti conclusero in fretta i rapporti con il Giappone per avere un problema in meno e un alleato in più nel nuovo scontro epocale che si stava delineando tra URSS e America, che avrebbe caratterizzato tutto la seconda metà del XX° secolo.

 

due sole potenze

 

 

due sole potenze mondialiAll'inizio della seconda guerra mondiale le grandi potenze erano sei: Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Germania, Giappone, URSS. Alla fine ne rimasero solo due: USA e URSS. Da questa egemonia mondiale in duopolio risulto un mondo diviso in due blocchi: le democrazie liberali aventi come punto di riferimento gli Stati Uniti, gli stati dell'Europa orientale occupati dall'Armata Rossa e gli stati di ispirazione comunista, che facevano riferimento all'URSS.

La guerra fredda

Le conferenze di pace avevano seguito due principi almeno in parte contrastanti: quello della responsabilità dei vincitori a mantenere la pace, e quella della divisione del mondo in due aree d'influenza.

Il primo principio portò alla creazione dell'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite). Il secondo, definito nelle conferenze di Jalta e Potsdam portò alla divisione del mondo in due blocchi distinti: quello orientale sotto l'egemonia sovietica e quello occidentale controllato dagli USA.

Per fortuna le tensioni tra i due blocchi, tra alti e bassi, non sfociarono mai in un confronto armato diretto, data la paura delle armi nucleari, che non avrebbero dato scampo a nessuno dei due contendenti. Per questo tra le due super potenze si scatenò la cosiddetta "guerra fredda": un conflitto ideologico fatto di propaganda, di spionaggio, di appoggio economico e militare agli stati di uno schieramento o dell'altro.
L'Europa subì le conseguenza peggiori della guerra fredda, perché fu divisa a metà da quella che Churcill definì "la cortina di ferro".

Il blocco di Berlino

La guerra fredda trovò il primo terreno di scontro a Berlino.

Mentre Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti cercavano di favorire la nascita di uno stato liberale e democratico, l'URSS temeva che questo indebolisse il suo controllo sugli stati dell'Europa Orientale.

Stalin allora decise una prova di forza nei confronti degli Alleati e fece isolare Berlino, situata nella porzione di territorio sotto il controllo sovietico. La polizia sovietica bloccò tutti gli ingressi ai settori della città amministrati dagli occidentali tra il giugno del 48 e il maggio del 49. Berlino sopravvisse grazie al ponte aereo degli alleati che rifornì la città di viveri e materiali e fece fallire il blocco. Di conseguenza gli occidentali accelerarono la costituzione della repubblica e la Germania nel 49 si ritrovò divisa in due realtà politiche opposte.

La guerra di Corea

Un solo scontro aperto ebbe luogo tra i due blocchi: la guerra di Corea. La penisola asiatica era stata occupata dai sovietici a nord e dagli americani a sud del 38° parallelo. Le due super potenze favorirono  la creazione di due stato politicamente contrapposti, ciascuno dei quali sosteneva di essere il governo coreano legittimo. Nel 1950 la Crea del Nord invase la Corea del Sud e il mondo fu sull'orlo del disastro.

Gli Stati uniti, alla testa anche di altri stati dell'ONU, che aveva condannato l'aggressione nordcoreana, intervennero militarmente e combatterono anche contro le truppe della Cina Comunista inviate in aiuto della Corea del Nord.

Il generale Mac Artur propose l'uso dell'atomica contro le basi cinesi nella Corea del nord, ma per fortuna il presidente Truman lo sostituì, la situazione militare si stabilizzò e l'URSS fece pressioni sulla Cina per addivenire ad un accordo. La pace di Pammunjon del 1953 confermò di fatto la situazione precedente alla guerra.

Marschall e De Gaulle

La dottrina Truman

Le armi della politica e dell'economia sostituirono i cannoni durante la guerra fredda. Un punto importante della "dottrina Truman per il contenimento del Comunismo" fu il piano Marshall, un imponente piano di aiuti lanciato nel 1947 per risollevare le economie dei paesi europei. Il piano era diretto anche ai paesi orientali, ma l'URSS proibì gli aiuti. L'effetto di tali aiuti fu di accelerare la ripresa economica dell'Europa occidentale e di rafforzare il legame tra questa e gli USA.

All'iniziativa americana l'URSS rispose sostenendo l'attività dei partiti comunisti presenti nei diversi paesi: nel 1947 fondò un nuovo meccanismo di controllo, il Cominform, dopo aver sciolto il Comintern nel 1943, nel pieno della guerra, in segno di amicizia e collaborazione con i governi alleati.

Gli Americani "costrinsero" i governi alleati di Francia e Italia a estromettere dalle coalizioni i partiti comunisti francese e italiano. In Grecia il partito comunista, molto forte anche militarmente, venne abbattuto da truppe inglesi e americane mentre stava per prendere il potere. In base agli accordi di Jalta la Grecia era stata assegnata alla sfera occidentale, quindi Stalin non aiutò i comunisti greci.

I governi democratici

soldati NATO in EuropaL'Europa del blocco occidentale era diviso in due gruppi:  gli stati democratici del Nord e del Centro Europa (Gran Bretagna, paesi scandinavi, Francia, Belgio, Olanda e Germania Ovest, Italia) e i regimi autoritari della penisola iberica e della Grecia.
Nei paesi democratici si affermarono tre movimenti politici principali: socialdemocrazia, democrazia cristiana, comunismo. Sconfitti furono i partiti della destra autoritaria molto forti negli anni trenta.

La socialdemocrazia ebbe il merito, durante la guerra fredda, di conciliare libertà e giustizia sociale, spesso sacrificate, l'una o l'altra, a causa della reciproca diffidenza tra i due blocchi. La democrazia cristiana, invece, conciliava riformismo e religiosità. Anche i partiti comunisti occidentali avevano ricavato prestigio dalla partecipazione alla Resistenza e proposero una giustizia sociale derivata dal marxismo rivoluzionario.
La socialdemocrazia ebbe il sopravvento nei paesi scandinavi e in Inghilterra, la democrazia cristiana in Italia.

Inghilterra e Francia

Alla fine della guerra il partito di Churcill perse le elezioni vinte dai laburisti. Questi ultimi si impegnarono ad istituire un sistema progressivo di tassazioni sui redditi insieme con una politica di riforme per proteggere le classi più deboli: nacque il Welfare State. Inoltre i laburisti non si opposero all'indipendenza delle colonie, ma gliela concessero e stabilirono con esse nuove intese economiche.

In Francia tutti i partiti della Resistenza formarono una coalizione presieduta da Charles De Gaulle. Fu conferito il voto alle donne e fu istituita un'assemblea costituente che preparò una nuova Costituzione. In Francia si formò un governo di coalizione, tra tutti i partiti della Resistenza, guidato da Charles De Gaulle. Fu conferito il voto alle donne nel 1945 e un'assemblea preparò una nuova costituzione. Seguì un lungo periodo di instabilità dovuto ai contrasti tra le forze di governo e ai disordini causati dai movimenti di indipendenza delle colonie.

Le dittature                                       

Dopo aver vinto la guerra civile Francisco Franco represse ogni opposizione e cercò di portare il paese verso un modesto progresso economico. Dopo la sconfitta della Germania il regime di Franco fu isolato politicamente. Nel 1947 un plebiscito risultò favorevole alla monarchia. La guerra fredda indusse gli americani a rivedere la propria politica nei confronti della Spagna e nel 1953 conclusero un accordo per le basi militari su territorio spagnolo in cambio di aiuti economici e materiale bellico. Nel 1955 la Spagna fu riammessa all'ONU. Nel 1956 la Spagna perde territori nel Nordafrica a favore del Marocco. Gli studenti inscenano manifestazioni di protesta contro l'intolleranza del regime; dal 1962 ci sono anche agitazioni sindacali in parte sostenute dal basso clero. La Spagna ottiene comunque un buon progresso economico. Nel 1975 la morte del dittatore; il giovane re Juan Carlos riporta la democrazia.

Lo stesso avvenne per il Portogallo dei dittatori Antonio Salazar, morto nel 1968, e Marcello Caetano. Quest'ultimo, indebolito dalla ribellione delle colonie di Angola e Mozambico, fu sconfitto nella cosiddetta "rivoluzione dei garofani" nel 1974. Nel nuovo Portogallo democratico divenne primo ministro il socialista Mario Soares.

In Grecia nel 1945 i partigiani comunisti tentarono di prendere il potere con la forza, ma furono sconfitti, nella guerra civile dagli oppositori affiancati da truppe inglesi e americane. Il regime monarchico e conservatore che ottenne il potere dal 1949 risultò molto fragile e, in seguito a diverse crisi politiche, si instaurò nel 1967 la dittatura militare detta "dei colonnelli". I Greci riconquistarono la democrazia mediante un referendum del 1974 che instaurò la repubblica; dal 1975 è in vigore una Costituzione democratica. A metà degli ani settanta si concluse il cammino verso la democrazia di tutto il blocco occidentale europeo.

Il confronto tra i blocchi

Eisenauer e Mac CartyIl confronto tra i due blocchi divenne particolarmente aspro verso l'inizio degli anni 50. Gli americani stabilirono una serie di patti militari con i propri alleati allo scopo di stringere l'URSS in un cerchio di sicurezza. Il Patto Atlantico nel 1949 strinse in un'alleanza militare di reciproca difesa gli USA e i paesi dell'Europa Occidentale (la NATO - Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico). Altri trattati in funzione anticomunista: ANZUS (tra Australia, Nuova Zelanda, USA), il SEATO tra Australia, Nuova Zelanda, Filippine, Thailandia, Francia e USA nel 1955.

 

Gli Stati Uniti negli anni Cinquanta

I paesi del blocco occidentale erano talvolta molto diversi tra loro, ma avevano in comune una forte opposizione politica ed ideologica al blocco comunista. Anche negli USA, benché fisicamente lontani dalla cortina di ferro, era comunque forte la preoccupazione per la forza dell'URSS.

La notizia che anche l'URSS aveva prodotto la bomba nucleare e l'invasione della Corea del Sud da parte della Corea del Nord portarono l'opinione pubblica americana su posizioni conservatrici. Fu approvata una legge che limitava il diritto di sciopero e fu imposto ai sindacalisti un giuramento anticomunista. La paura del comunismo raggiunse negli USA livelli tali da limitare forte mente la libertà di opinione e di espressione artistica. Nacque un clima di caccia alle streghe, questo periodo della storia americana prese il nome di maccartismo dal nome del senatore repubblicano Joseph MacCarty che guidò le inquisizioni volte a scoprire simpatie filosovietiche: vittime di tali inquisizioni furono alcuni illustri rappresentanti della stampa, del teatro e del cinema i quali persero il lavoro; altri furono ricattati e costretti a denunciare i propri colleghi.

Il fanatico senatore finalmente fu isolato politicamente e abbandonato dal suo stesso partito durante la presidenza del repubblicano Dwight Eisenhower, eletto nel 1952. Così la caccia alle streghe ebbe termine.

Negli anni Cinquanta l’Europa si "americanizza"

Alberto Sordi, nel film Un Americano a Roma ridicolizza la mania di imitare gli AmericaniPer i cittadini europei gli americani erano l'immagine della forza, della libertà e della vittoria, ma anche i portatori di un nuovo stile di vita fatto di musica diversa, di balli diversi, gomma da masticare, sigarette, cioccolata; questi modelli arrivavano attraverso il cinema, la radio, i dischi, e facevano moda specialmente tra i giovani.

L’espressione "americanizzazione" dell’Europa sta, in effetti, a testimoniare l’impronta profonda impressa dagli Stati Uniti sul vecchio continente, riguardo a due aspetti in particolare:

  • la diffusione delle idee di libertà e di modernità;

  • l’estensione all’Europa di un modello di crescita fondato sull’espansione dei consumi privati, individuali e familiari (quello che in seguito verrà definito consumismo) e basato sulla diffusione crescente di merci (utili, ma anche superflue) come radio, televisioni, automobili, frigoriferi, aspirapolvere, lavatrici.

Lo stile di vita americano trovò soprattutto nel cinema, un potente canale pubblicitario capace di far presa sulla gente. In Italia, sarà l’attore Alberto Sordi, nel film Un americano a Roma (1954) a prendere in giro gli aspetti più estremi di questa identificazione.

Germania Ovest

I due partiti che si contesero il potere furono la democrazia cristiana e i socialdemocratici, mentre il comunismo fu messo fuori legge.

Il democristiano Konrad Adenauer guidò la Germania Ovest dal 49 al 63, e grazie agli aiuti americani del Piano Marshall, la portò ad un livello economico molto alto seguendo la via del liberismo e della concorrenza.

I governi tedeschi furono molto stabili grazie alla costituzione che prevedeva forti poteri per il primo ministro (cancelliere) e dimissioni del governo solo in caso di alternativa già costituita in parlamento.

La nuova frontiera

John Kennedy propose obiettivi come pace, giustizia, progresso, richiamandosi a simboli che colpivano la fantasia e il cuore degli americani. Nel discorso elettorale del 1 giugno 1960 paragonò chi credeva in lui ai pionieri dell'epopea americana: come i pionieri avevano allargato l'orizzonte e i confibni degli Stati Uniti ai tempi della conquista del West, così ora gli Americani dovevano raggiungere la nuova frontiera. Io vi dico che siamo di fronte alla nuova frontiera, lo vogliamo o no. Al di là di questa frontiera si stendono i campi inesplorati della scienza e dello spazio, i peoblemi irrisolti della pace e della guerra, le sacche d'ignoranza e di pregiudizio non ancora eliminate, e le questioni ancora senza risposta  della povertà e della sovrapproduzione. Io penso che il nostro tempo esiga spirito d'iniziativa e d'invenzione, immaginazione e decisione. Vi chiedo di essere i nuovi pionieri di questa nuova frontiera.

20 gennaio 1961, giorno dell'insediamento alla Casa Bianca A coloro che nelle capanne e nei villaggi di metà del mondo lottano per infrangere le catene di una diffusa miseria, promettiamo i nostri sforzi migliori per aiutarli a provvedere a se stessi, per tutto il tempo che sarà necessario, non perché i comunisti facciano altrettanto, non perché desideriamo il loro voto, ma perché questo è giusto. Se una società libera non riesce ad aiutare i molti che sono poveri, non riuscirà mai a salvare i pochi che sono ricchi"

Il Piano Marshall


La ricostruzione dell'Europa dopo la seconda guerra mondiale e lo sviluppo economico delle nazioni occidentali sono legati all'iniziativa di George Marshall, segretario di stato del presidente Harry Truman. In un famoso discorso Marshall affermò: "E' logico che gli Stati Uniti facciano tutto ciò ch'é in loro potere per aiutare il mondo a ritrovare la salute economica normale, senza la quale non vi può essere né stabilità politica, né sicurezza di pace.
La nostra azione non è rivolta contro alcun paese, né contro alcuna dottrina, ma contro la fame, la povertà, la disperazione, il caos. Il suo fine dev'essere la rinascita di un'economia sana nel mondo che permetta di instaurare condizioni politiche e sociali  propizie alle libere istituzioni"

Il piano Marshall aveva due scopi.
Il primo, economico, offrire ai paesi che li accettavano aiuti in prodotti alimentari e industriali, finanziamenti, collaborazione di consiglieri pèer ricostruire l'economia dopo la guerra.
Il secondo scopo era politico: gli Stati Uniti volevano rafforzare i legami con le nazioni dell'Europa occidentale per evitare che, prevalendo prevalendo i partiti comunisti, passassero al campo sovietico.
Il piano Marshall, che tra il 1948 e il 1952 distribuì circa 13 miliardi di dollari in aiuti, centrò gli obiettivi che si era prefisso, ma non potè allargarsi ai paesi dell'Europa Orientale per l'opposizione di Stalin: l'URSS aveva capito il pericoli che quegli aiuti rappresentavano per la sua egemonia.

Wellfare state


Diritto allo studio, diritto al lavoro, diritto alla pensione, diritto alla salute: oggi pensiamo che questi diritti siano scontati. Il Welfare state, lo stato che si occupa del benessere e dei diritti di tutti i cittadini ha le sue premesse nella questione sociale di fine ottocento, quando Italia, Germania, Inghilterra fecero le prime leggi di tutela dei più deboli. Negli anni trenta venne realizzato in Svezia e negli USA del New Deal. Un poco alla volta tutti gli stati europei  attuarono legislazioni e costituzioni attente ai diritti sociali dei cittadini.
Il wellfare state comportò un aumento delle tasse per pagare i costi delle riforme.
Negli anni ottanta gli Stati Uniti, la Svezia, l'Inghilterra smantellarono gran parte dello stato sociale creando nuove povertà.

 

Ultimo aggiornamento: 06-02-10 Hit Counter