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Sommario del capitolo

Dal_Comune_alla_signoria_e_al_Principato
La_politica_dellequilibrio
Le_milizie_mercenarie

 

Dal Comune alla signoria e al Principato

Emanuele Filiberto di SavoiaNel 300 l'Italia centro-settentrionale era frammentata in innumerevoli feudi e comuni. Nello stesso periodo l'Italia meridionale e insulare comprendeva il Regno di Napoli, sottoposto alla dinastia francese degli Angiò, e il regno di Sicilia, sottoposto agli Aragona di Spagna. Tra Italia centro-nord e Italia del sud si estendeva lo Stato della Chiesa.

Nei comuni avvenivano scontri molto violenti tra le famiglie dei magnati, le quali disponevano di piccoli eserciti personali. I magnati erano le famiglie dominanti che lottavano per il potere. La popolazione appartenente alle corporazioni minori era esclusa dalla rappresentanza e spesso sfogava la sua rabbia in manifestazioni violente senza risultati.

Tra i magnati di diversi comuni riuscì ad emergere un personaggio forte che sconfigge le famiglie rivali ed ottiene l'appoggio dei popolani, i quali rinunciano alla partecipazione e alla democrazia in cambio dell'ordine e della pace.

Questi comuni a governo dittatoriale furono definiti signorie. Col tempo molti signori ottennero un titolo nobiliare trasformando i loro domini in ducati o principati.

La politica dell'equilibrio

Cosimo I de MediciLe signorie che, con la legittimazione da parte dell'imperatore erano diventate principati, dovettero combattere per la conservazione e per l'espansione territoriale. Non si poteva stare in pace, la lotta per l'esistenza era perpetua. Principati s'ingrandivano, sparivano, ricomparivano di continuo, tra alleanze, tradimenti, avvelenamenti, matrimoni, assedi e scontri campali.

I principi italiani e i loro ambasciatori divennero maestri di diplomazia. Alcuni principati emersero sugli altri e si estesero a una o più regioni geografiche. Dalla grande e sanguinosa confusione emersero sei stati italiani: Il Ducato di Savoia, il Ducato di Milano, la Repubblica di Venezia, la signoria Firenze, lo stato della Chiesa, il Regno di Napoli. Dopo numerosi e inutili tentativi nessuno di essi fu in grado di sottomettere gli altri: nacque quindi una politica di equilibrio che sarà rotta dalle invasioni straniere del 500.

Il ducato di Milano era appartenuto prima alla famiglia dei Visconti e passando poi agli Sforza.

La Repubblica di Venezia non aveva subito lotte intestine, era retta da un Doge e dal Gran Consiglio, formato da membri delle famiglie aristocratiche.

La Signoria di Firenze, fondata da Cosimo de Medici e dominata dalla sua famiglia, una delle più ricche e potenti d'Europa. Dal 1469 al 1492 essa fu retta da Lorenzo, detto il Magnifico, per la sua personalità, intelligenza e per il Mecenatismo. Lorenzo fu il più prestigioso custode della politica d'equilibrio.

Lo stato della Chiesa fu retto da Papi mecenati e abili politici.

Il regno di Napoli, dal 1442 riunito dagli Aragona alla Sicilia e alla Sardegna dopo aver scacciato gli Angioini.

Il ducato di Savoia si estendeva tra il territorio italiano e quello francese. I Savoia erano originari della Borgogna e tra il X e l'XI secolo avevano conquistato numerosi feudi alpini tra Francia, Svizzera e Italia. Si erano arricchiti controllando i passi del San Bernardo e del Moncenisio. Essendo degli ottimi comandanti militari i Savoia offrivano il loro valore e la loro competenza alle gradi potenze e in tal modo allargavano i propri domini a quasi tutto il Piemonte. Nel quattrocento ottennero il titolo di duchi. Il ducato di Savoia era completamente diverso da tutti gli altri stati italiani. Esso aveva un duca di origine feudale e non mercantile o mercenaria. Il suo territorio era costellato di castelli e non di fiorenti città mercantili. Torino era un piccolo borgo.

Le milizie mercenarie

statua equestre di Bartolomeo ColleoniLe lunghe guerre per la formazione e per la conservazione di signorie e principati, nonché per la formazione degli stati nazionali, favorirono lo sviluppo delle compagnie mercenarie, dette di ventura. I Capitani di Ventura erano cavalieri senza terra, spesso figli cadetti di nobili famiglie. Essendo ben addestrati nelle armi diventavano militari di professione. Erano detti condottieri perché stipulavano dei contratti detti condotte. Ciascuno di essi comandava una compagnia formata da ex contadini, banditi, poveri emarginati, i quali ricevevano una paga, il mantenimento e parte del bottino ottenuto in battaglia.

Durante i periodi di pace le compagnie di ventura costituivano un problema serio per i territori attraversati, infatti spesso si davano al saccheggio di fattorie, bivaccavano nei villaggi e rapinavano i viaggiatori.

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 06-02-10