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sintesi
- Continuò la decadenza di Germania e Italia mentre iniziava
quella della Spagna
In Francia si affermò la monarchia assoluta, l'Inghilterra divenne
una monarchia costituzionale e parlamentare, l'Olanda si organizzò
come Stato federale
Si rafforzarono anche la Svezia, la Prussia e la Russia
In America del Nord sorsero le prime colonie inglesi
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Il Seicento vide la decadenza della Spagna e
della Germania. Al contrario si svilupparono la Francia,
l'Inghilterra, e l'Olanda.
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L'Europa fu segnata dal 1618 al 1648 dalla
sanguinosa guerra dei Trent'anni. Il conflitto vide l'Austria, la
Spagna e i principi cattolici tedeschi, contro la Boemia e i
principi protestanti ,appoggiati da Svezia, Danimarca e Francia. La
pace di Westfalia del 1648 riconobbe la libertà religiosa e politica
dei principi tedeschi.
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In Francia con Luigi XIII la monarchia
si rafforzò per opera di due abili ministri cardinali, Richelieu e
Mazzarino. La Francia divenne così una monarchia assoluta e Luigi
XIV (1661-1714) ne fu la massima espressione.
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In Inghilterra, dopo la morte di Elisabetta il
trono passò nelle mani del cattolico Carlo I Stuart (1625). Egli
volle realizzare una monarchia assoluta simile a quella francese,
abolendo i poteri del Parlamento. Il suo disegno scatenò la guerra
civile e i sostenitori del Parlamento, guidati da Oliver Cromwell lo
sconfissero e lo giustiziarono (1649). Dopo la dittatura e la morte
di Cromwell, il Parlamento inglese chiamò al trono l'ultimo degli
Stuart: il cattolico Giacomo 1. Di fronte a un suo nuovo disegno
assolutista, il Parlamento lo cacciò e chiamò al suo posto la figlia
Maria 5tuart col marito Guglielmo d'Orange. Essi furono incoronati
dopo la promessa di rispettare la Dichiarazione dei diritti
approvata dal Parlamento (1689). Da questi eventi (la "gloriosa
rivoluzione") sorse una monarchia parlamentare e costituzionale.
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Nel corso dei Seicento si formarono le prime
colonie inglesi d'America: il popola mento delle nuove terre,
dove trovarono rifugio anche le minoranze religiose, consentì lo
sviluppo di una solida economia. La prima colonia inglese fu fondata
nel 1620 nel Massachusetts da un gruppo di puritani scozzesi (i
"padri pellegrini").
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L'Olanda si impadronì delle colonie
portoghesi in Oriente e vi pose delle basi commerciali. L'Atto
di navigazione inglese del 1651 vietò i traffici con le colonie
inglesi alle navi di altri paesi. Questo provvedimento colpì
duramente la marina olandese. La guerra fra i due Stati che segui si
concluse con la vittoria dell'Inghilterra.
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Nella prima metà del Seicento in Europa si
affermò nel Baltico la potenza della Svezia. Sotto la monarchia di
Gustavo Adolfo (1611-1632) furono gettate le basi dello sviluppo
economico del paese e si formò il primo esercito nazionale del
tempo. Altri Stati emergenti furono la Prussia (sotto la guida dei
sovrani Federico I e Federico Guglielmo I) e la Russia, che sotto
Pietro il Grande (1689-1 725) avviò un grande processo di
modernizzazione. La Polonia, invece, perse l'indipendenza e fu
divisa fra Prussia, Russia e Austria.
Mutamenti politici ed economici
Nel corso del Cinquecento si erano realizzati
avvenimenti di enorme rilievo come le grandi scoperte
geografiche, la Riforma protestante, il Concilio di Trento. Il
Seicento fu forse un secolo meno ricco di grandi eventi, ma le
tendenze e i cambiamenti iniziati nel Cinquecento si
svilupparono ulteriormente. L'Europa ne uscì più profonda mente
modificata, sia dal punto di vista politico sia economico.
L'elemento
forse più importante fu la crisi della potenza della Spagna, che
si era gravemente impoverita nel tentativo di affermarsi in
Europa. L'Italia e la Germania videro anch'esse ridursi la loro
importanza, divise come erano in piccoli Stati. Proprio la
Germania fu il teatro di una sanguinosissima guerra, che durò
trent'anni e impoverì grandemente il paese.
Si svilupparono invece gli Stati che già nel
Cinquecento avevano posto le basi del loro successo: l'Olanda,
l'Inghilterra e la Francia. Si trattava di nazioni forti e
organizzate, che tuttavia adottarono sistemi di governo
profondamente diversi. La Francia realizzò infatti una monarchia
assoluta, l'Inghilterra una monarchia parlamenta re e
costituzionale, l'Olanda uno Stato federale. Vedremo nelle
prossime pagine le diverse caratteristiche di queste tre forme
di governo.
Il rafforzamento di questi Stati non dipese
soltanto dai loro sistemi politici, ma anche dallo sviluppo
della loro economia. In particolare, l'Inghilterra e l'Olanda
rafforzarono i loro commerci mondiali a svantaggio della Spagna. |
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LA GUERRA DEI TRENT'ANNI
La
prima metà del Seicento europeo fu dominata dal la lunga e
sanguinosa guerra dei Trent'anni, combattuta soprattutto in
Germania, dal 1618 al 1648.
La guerra fu determinata da due motivi
fondamenta li, uno religioso, l'altro politico.
Come si ricorderà, il mondo tedesco era ormai
diviso tra protestanti e cattolici. Gli Asburgo d'Austria,
cattolici e sovrani del sacro romano impero, cercarono di
imporre a tutti il ritorno al cattolicesimo, anche come
mezzo per stabilire la loro autorità di imperatori.
Contro questo tentativo si ribellarono i
protestanti della Boemia: a Praga i funzionari imperiali vennero
gettati da una finestra del castello reale. Questo fatto, la
cosiddetta defenestrazione di Praga, segnò l'inizio del la
guerra. A sostegno dell'Austria scesero in campo la Spagna
e i principi cattolici tedeschi. Con la Boemia si
schierarono i principi protestanti, appoggiati dalla
Svezia, dalla Danimarca e dalla Francia:
cattolica quest'ultima, ma soprattutto nemica della Spagna e
dell'Impero.
La guerra devastò soprattutto la Germania, ma
si allargò anche ad altri fronti: in Italia, dove venne
saccheggiata Mantova; in Catalogna (la regione intorno a
Barcellona), dove i Catalani si ribellarono contro il governo di
Madrid; ai confini francesi con i Paesi Bassi.
Dopo trent'anni di guerra tutti i paesi
partecipanti erano stremati, a corto di uomini e di denaro. Si
arrivò così alla pace di Westfalia (1648) che per gli Asburgo
rappresentò una grave sconfitta. |
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LA CULTURA EUROPEA
Il
Seicento vide il grande sviluppo culturale di alcune nazioni. In
qualche caso esso andò di pari passo con la crescita politica ed
economica.
Appartengono all'Olanda del Seicento, ad
esempio, grandissimi pittori come Vermeer e Rembrandt. Nello
stesso secolo il filosofo e giurista Ugo Grozio gettò le basi
del diritto internazionale. L'Inghilterra ebbe grandi
scienziati come il fisico Isaac Newton e Wiìliam Harvey che
studiò la circolazione del sangue.
Diverso fu il caso della Spagna. Anche se
avviata ver so un grave declino politico ed economico, questa
nazione ebbe nel Seicento un notevolissimo sviluppo culturale,
tanto che gli storici hanno definito il Seicento come il secolo
d'oro della cultura spagnola. Un successo straordinario ebbero
lo scrittore Miguel de Cervantes col suo Don Chisciotte della
Mancia, gli autori teatrali Calderon de la Barca e Lope de
Vega, i pittori El Greco, Murillo e Velàzquez. Quest'ultimo
celebrò nei suoi quadri la gloria militare spagnola e la corte
di Madrid.
In Francia il Seicento vide l'affermazione di
grandi pensatori come Blaise Pascal e René Descartes (chiamato
anche, alla latina, Cartesio). Grandi autori teatrali come
Corneille, Racine e Molière contribuirono a diffondere in Europa
la cultura francese. |
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LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA
L'autorità
dell'imperatore fu molto ridimensionata e i principi tedeschi videro
confermata e persino allargata la loro indi pendenza. Anche la Spagna
uscì dalla guerra indebolita e impoverita, tanto da dover
definitivamente rinunciare ai sogni di dominio europeo.
La guerra dei Trent'anni restò per molto tempo nel
ricordo di tutti come la più crude le e sanguinosa mai verificatasi.
Città e villaggi furono saccheggiati e distrutti. Il bestiame e i viveri
dei contadini furono requisiti dagli eserciti e rapinati da torme di sol
dati sbandati e affamati. Le pesantissime tasse con cui gli Stati
cercarono di coprire le spese di guerra impoverirono per lungo tempo
l'economia europea.
Nel 1618 la Germania aveva circa 15 milioni di
abitanti; nel 1650 ne contava invece solo 12 milioni. Circa tre milioni
di persone erano morte in conseguenza della guerra e della peste, che
infuriò al seguito degli eserciti.
Infine, dal punto di vista politico, la guerra segnò
l'inizio di una lunga decadenza della Germania, divisa in 39 Stati e
città libere, separati fra loro da motivi religiosi, da interessi
economici e da rivalità commerciali.
LA FRANCIA DI RICHELIEU E MAZZARINO
Nel 1610
Enrico IV venne assassinato da un fanatico che non gli perdonava la sua
politica di tolleranza religiosa. Poiché l'erede aveva solo nove anni,
la vedova, Maria de' Medici, assunse la reggenza. Fu un periodo
difficile: l'autorità monarchica era debole e la nobiltà ne approfittò
per ampliare i suoi privilegi.
Divenuto maggiorenne, il nuovo re Luigi XIII cercò di
rafforzare la posizione della monarchia all'interno del paese e il ruolo
della Francia nella politica europea.
Il suo abilissimo primo ministro, il cardinale
Richelieu, si dedicò a rafforzare l'autorità monarchica contro la
nobiltà e contro gli ugonotti.
Contro gli ugonotti, che si erano organizzati militar
mente, Richelieu intervenne con durezza. Con un esercito assediò e
conquistò La Rochelle, la loro più importante fortezza. Poi tuttavia
confermò la libertà religiosa dei protestanti purché si tenessero
lontani dalla politica.
Per ridurre i poteri della nobiltà Richelieu
riorganizzò l'amministrazione dello Stato, inviando in tutte le pro
vince propri funzionari, di origine borghese, che svolgevano compiti di
governo locale e riscuotevano le tasse. Il fatto che questi funzionari
rispondessero diretta mente al primo ministro rese la Francia uno Stato
ac centrato, dove tutte le decisioni facevano capo al governo di Parigi.
Dopo aver rafforzato la monarchia, Richelieu inter
venne nella guerra dei Trent'anni a favore dei protestanti e contro la
Spagna. L'esercito francese, che era stato potenziato e riorganizzato,
ottenne delle splendide vittorie, mentre la marina ampliò l'impero
coloniale della Francia in Senegal, nel Canada e nelle Antille.
Alla morte di Richelieu (1642) divenne primo ministro
il cardinale Mazzarino, un italiano di modeste origini, abilissimo nella
diplomazia. Mazzarino proseguì la poli tica di Richelieu, ma soprattutto
fu il protagonista delle trattative che posero fine alla guerra dei
Trent'anni.
L'ASSOLUTISMO DI LUIGI XIV
Mazzarino
morì nel 1661, lasciando al nuovo re, il giovane Luigi XIV, una Francia
rinnovata, divenuta ormai lo Stato più potente d'Europa. La Spagna era
infatti in forte decadenza e gli imperatori d'Au stria avevano ormai
perso molto del loro potere. Per parte loro, né l'Inghilterra né
l'Olanda erano interessate al dominio militare dell'Europa: esse
preferivano infatti concentrare l'attenzione sullo sviluppo dei
commerci.
All'interno della Francia, l'opposizione dei nobili
contro il re era stata stroncata. Moltissimi entrarono a far parte della
splendida corte del sovrano, nel nuovo e lussuoso palazzo di Versailles.
Il potere era ormai tutto nelle mani del re: un
potere assoluto e senza limiti, riassunto in una sua celebre fra se: "Lo
Stato sono io
Anche se questa frase forse non venne mai pronunciata
davvero, esprimeva bene il significato di quella organizzazione
politica.
Essa fu chiamata dagli studiosi assolutismo o monar
chia assoluta, e si realizzò pienamente nella Francia di Luigi XIV.
IL"RE SOLE"
Secondo l'idea dell'assolutismo, lo Stato si
identificava con la persona del re che regnava per grazia e volontà di
Dio. Tutti coloro che risiedevano nel paese erano suoi sudditi e gli
stessi ministri erano solo suoi collaboratori, dotati di poteri
che il re poteva in ogni istante cancellare. Adulato come il "re Sole"
per lo splendore della sua potenza e della sua corte, Luigi XIV si
considerò davvero per la Francia come il Sole per la Terra: il centro
del sistema da cui tutto dipende.
Luigi XIV trovò un grande ministro in Jean-Baptiste
Colbert, che fece in modo di sviluppare le manifatture e le fabbriche
francesi. Ingaggiati con alti stipendi, tecnici italiani e olandesi
portarono in Francia i segreti del proprio mestiere. Nacquero così le
manifatture della seta, le fabbriche di specchi e di carrozze, i
cantieri navali, le manifatture della maiolica e della porcellana.
Luigi XIV mori nel 1714 e il suo tempo finì con due
inutili e sanguinose guerre: la prima contro l'Inghilterra e l'Olanda e
la seconda per unire nella sua persona i due regni di Spagna e di
Francia. Questo fallito tentativo di dominare l'Europa costò alla
Francia un pesante sacrificio di uomini e di ricchezze.
NEI RICORDI DI LUIGI XIV UN
MESSAGGIO AL SUCCESSORE
L uigiXlV proseguì l'opera
di Richelieu e Mazzarino e re se la Francia uno Stato forte e
accentrato. Nelle sue 'Memo rie" egli celebrò la propria atti vità di
governo, sottolineando l'importanza e l'efficacia delle sue riforme. In
questo passo il sovrano descrive la difficile situazione della Francia
all'inizio del suo regno.
Figlio mio, molte ragioni, e
tut te assai importanti, mi hanno fatto risolvere a lasciarvi, con
gran lavoro per me, in mezzo alle più gravi occupazioni, queste Memorie
del mio re gno e delle mie principali azioni.
Cominciai a posare gli occhi su
tutte le varie parti dello Sta to, e non con occhi indiffe renti,
ma con occhi da padrone, profondamente turbato di non vederne alcuna che
non mi invitasse e non mi soIlecitasse a mettervi mano. I nobili
e i militari, abituati ai continui maneggi. si faceva no sempre un
immaginario di ritto su tutto ciò che era di loro convenienza. Le
finanze, che danno Il movimento nell'attività a tutto il grande corpo
della monarchia, erano completamente esaurite, ad un punto tale che era
difficile vedervi un rimedio. La Chiesa, senza contare i suoi mali ordi
nari, era infine apertamente minacciata di uno scisma da persone tanto
più pericolose in quanto avrebbero potuto essere utilissime, e di
grandi meriti. La giustizia, a cui toc cava riformare tutto il resto, mi
sembrava proprio la più difficile da riformare. E tutto questo insieme
di mali, o le lo ro conseguenze ed effetti, ricadevano principalmente
sul basso popolo, oberato di imposte, tormentato dalla miseria e
bisognoso soprattutto di essere sgravato dalle tasse.
IN INGHILTERRA UN RE VIENE GIUSTIZIATO
Elisabetta I non si sposò e non ebbe figli.
Alla sua morte (1603) salirono al trono i parenti più prossimi: i
cattolici Stuart.
Carlo I Stuart, voleva realizzare in Inghilterra una
monarchia assoluta simile a quella francese. Per questo motivo
sciolse il Parlamento. Ma la piccola e media nobiltà, e soprattutto
l'attiva e ricca borghesia di Londra, non intendevano rinunciare a un
diritto che da secoli li garantiva contro l'eccessivo potere del
sovrano.
Ne seguì una guerra civile fra sostenitori del
re e sostenitori del Parlamento. Questi ultimi trovarono in Oliver
Cromwell un comandante abile e deciso. Il suo esercito sconfisse quello
del re, che venne condannato a morte e giustiziato (1649).
L'Inghilterra di Cromwell divenne una repubblica
(oggi si direbbe piuttosto una dittatura). Essa sviluppò ancor più
la marina e i commerci. Con un'apposita legge (l'Atdel 1651),
tutti i traffici e tutti gli scambi commerciali, sia in partenza che in
arrivo, furono obbligati a servirsi di navi nazionali. Questo ebbe
un'importanza decisiva per lo sviluppo del commercio marittimo
britannico: nell'Atlantico la superiorità inglese si affermò su Olandesi
e Spagnoli.
LA "GLORIOSA RIVOLUZIONE'
Alla morte di Cromwell (1658) tornarono sul trono gli
Stuart. Giacomo II, cattolico, cercò anch'egli di ristabilire
l'assolutismo. Era tuttavia di carattere debole e indeciso, e quindi il
Parlamento riuscì a cacciarlo senza spargimento di sangue. Al suo posto,
chiamò sul trono la figlia Maria Stuart e il marito Guglielmo
d'Orange, un nobile olandese.
Dai due nuovi sovrani il Parlamento pretese un
solenne impegno di fedeltà alla Di chiarazione dei diritti, un
documento che esso stesso aveva preparato. I due sovrani giurarono
così di garantire i diritti del Parlamento, di tutelare la libertà
dei cittadini, di non imporre tasse senza l'approvazione del Parlamento.
Solo dopo questo impegno Guglielmo e Maria vennero incoronati
(1689).
Con questi eventi, noti nella storia d'Inghilterra
come "gloriosa rivoluzione", nacque un nuovo sistema politico, cioè un
nuovo modo di organizzare e governare lo Stato.
IL FEDERALISMO OLANDESE
Dopo l'indipendenza l'Olanda si venne organizzando
come Stato federale. Esso era costituito da sette province, ognuna delle
quali aveva un proprio governatore, una propria assemblea e una propria
amministrazione, ed eleggeva i propri rappresentanti nell'assemblea
generale (dieta) che si riuniva ad Amsterdam. Tale assemblea eleggeva un
sovrano, scelto fra i governatori delle varie province. Il re e
il suo governo decidevano per la politica estera, la guerra, l'esercito
e riscuotevano una parte delle tasse. Per tutto il resto ogni provincia
decideva da sola.
Abili marinai e spregiudicati commercianti, gli
Olandesi strapparono al Portogallo tutte le sue colonie in Oriente e
stabilirono alcune basi commerciali persino in Giappone. Amsterdam
divenne così il centro del commercio mondiale, ma gli Olandesi si
trovarono presto di fronte un pericoloso rivale: l'Inghilterra.
LE GUERRE PER IL CONTROLLO DEI COMMERCI
Come abbiamo visto con l'Atto di navigazione
l'Inghilterra stabilì che tutto il commercio dei prodotti che entravano
e uscivano dal paese doveva avvenire su navi inglesi. Tale disposizione
colpiva soprattutto le navi olandesi che trasportavano la maggior parte
dei prodotti coloniali del tempo. Si arrivò così a una guerra,
combattuta dalle due marine su tutti i mari del mondo: nel Mediterraneo,
nelle Antille (dove l'Inghilterra conquistò la Giamaica), nell'oceano
Indiano, nella Manica.
La vittoria finale toccò all'Inghilterra, che si
impadronì di molte altre colonie, di importanti porti olandesi, come
New Amsterdam, che divenne New York, e di alcune basi in India.
L'aggressiva politica coloniale inglese proseguì poi nel corso del
Settecento, causando una lunga guerra fra Inghilterra e Francia, per il
controllo del Canada e dell'India.
LO SVILUPPO DELLA SVEZIA E DELLA PRUSSIA
 
Nella prima metà del Settecento si affermò rapida
mente la potenza della Svezia. Si trattava di uno Stato ben organizzato
che godeva di una certa prosperità gra zie alle sue miniere di rame
e di ferro.
Il re svedese Gustavo Adolfo formò il primo esercito
nazionale di quel tempo, arruolando per il servizio militare solo
cittadini svedesi e non mercenari stranieri. Tale esercito si rivelò
efficientissimo e nel corso della
guerra dei Trent'anni sconfisse più volte le truppe
spagnole e quelle dell'impera tore. Al termine della guerra dei
Trent'anni la Svezia era ormai diventata la principale potenza militare
del Mar Baltico.
Più lento fu lo sviluppo di uno dei tanti Stati
tedeschi, la Prussia, che nell'Otto cento avrebbe poi unificato l'intera
Germania.
All'inizio del Settecento, i sovrani Federico I e
Federico Guglielmo I gettarono le basi di uno Stato organizzato e
potente. Essi resero obbligatori l'istruzione elementare e il servizio
militare. Il loro efficientissimo esercito arrivò a contare ben 150.000
soldati. Inoltre, riuscirono a creare un' amministrazione fedele ed
efficiente con l'appoggio degli junker, i grandi proprietari terrieri di
antica nobiltà. Infine, per impiantare nuove mani fatture dettero asilo
agli artigiani e operai che venivano scacciati dai loro paesi d'origine
per motivi religiosi.
LA CRISI DELLA POLONIA E L'ASCESA DELLA RUSSIA
Mentre la forte e decisa monarchia prussiana
riuscì a dominare la grande nobiltà e a inserirla nello Stato,
in Polonia avvenne il contrario.
Qui infatti il potere della nobiltà finì col
sovrastare quello del re. Il paese si indebolì gravemente, tanto
che alla fine del Settecento perse l'indipendenza e fu diviso
fra Prussia, Russia e Austria.
Nello stesso periodo si consolidò e si
modernizzò un grande paese fino a quel momento arretratissimo:
la Russia.
La Russia era un paese agricolo, quasi privo
di città e quindi mancante di quella borghesia di artigiani e
mercanti che aveva fatto crescere l'economia dei paesi
occidentali. Come in tutta l'Europa orientale, in Russia le
grandi proprietà agricole erano coltivate da servi della gleba,
che per legge non potevano lasciare le terre dove vive vano e
con esse venivano comprati e venduti.
Fino al regno di Pietro il Grande (1698-1725)
la Russia restò quasi isolata dal resto dell' Europa. Con questo
sovrano, deciso e spietato, ossessionato dall'idea di costruire
un grande impero, la Russia fece passi da gigante per
modernizzarsi e diventare una grande potenza. Lo zar
imperatore, dal latino Caesar) si guadagnò l'appoggio della
nobiltà inserendola nelle alte cariche dell'amministrazione e
dell'esercito, riorganizzò lo stesso esercito e la marina.
Inoltre sviluppò il commercio, aprì delle manifatture facendo
venire operai specializzati dalla Germania, iniziò a sfruttare
le miniere di ferro degli Urali. Fece infine costruire una
splendida capitale, San Pietroburgo, ricorrendo ai lavori
forzati di decine di migliaia di uomini.
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LE COLONIE INGLESI IN AMERICA
Nel
corso del Seicento l'Inghilterra rafforzò notevolmente il
proprio impero coloniale, che comprendeva diverse basi in India,
in Asia e nel golfo del Messico e soprattutto numerose colonie
in America.
Le colonie inglesi in America ebbero
caratteristiche diverse da quelle della Spagna, del Portogallo o
della Francia. Spagnoli, Portoghesi e Francesi si limitarono
infatti a sfruttare le ricchezze delle colonie saccheggiando le
loro risorse naturali. Gli Inglesi invece cercarono di
sviluppare l'economia dei territori americani, pensando che
questo, in prospettiva, avrebbe reso assai di più alla
madrepatria. Cittadini inglesi e scozzesi furono incoraggiati a
trasferirsi in America: in tal modo si sviluppò nelle colonie
una fiorente vita economica e civile.
Questo si rivelò estremamente vantaggioso per
l'Inghilterra che si tenne il diritto di commerciare in
esclusiva con le proprie colonie. Inoltre, il popolamento delle
stesse colonie consentì all'Inghilterra di risolvere alcuni
gravi conflitti religiosi, costringendo ad
emigrare quelli che non appartenevano alla Chiesa anglicana.
La prima colonia inglese in America nacque
proprio in questo modo nel 1620. Essa fu fondata da un gruppo di
puritani (così erano chiamati in Inghilterra i calvinisti)
provenienti dalla Scozia. Perseguitati e incarcerati per la loro
religione, fu loro permesso di abbandonare il paese. Giunti nel
Nuovo Mondo a bordo di una piccola nave, il Mayflower, i
cosiddetti "padri pellegrini" fondarono la colonia del
Massachusetts. Essi furono seguiti da molti altri, e il primo
gruppo di colonie così fondato prese il nome di Nuova
Inghilterra.
Alla fine del Seicento, l'Inghilterra contava
nelle colonie americane circa 400.000 persone, contro i soli
70.000 abitanti francesi del Canada e della Louisiana. |
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