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sintesi

  • Continuò la decadenza di Germania e Italia mentre iniziava quella della Spagna
    In Francia si affermò la monarchia assoluta, l'Inghilterra divenne una monarchia costituzionale e parlamentare, l'Olanda si organizzò come Stato federale
    Si rafforzarono anche la Svezia, la Prussia e la Russia
    In America del Nord sorsero le prime colonie inglesi
  • Il Seicento vide la decadenza della Spagna e della Germania. Al contrario si svilupparono la Francia, l'Inghilterra, e l'Olanda.

  • L'Europa fu segnata dal 1618 al 1648 dalla sanguinosa guerra dei Trent'anni. Il conflitto vide l'Austria, la Spagna e i principi cattolici tedeschi, contro la Boemia e i principi protestanti ,appoggiati da Svezia, Danimarca e Francia. La pace di Westfalia del 1648 riconobbe la libertà religiosa e politica dei principi tedeschi.

  • In Francia con Luigi XIII la monarchia si rafforzò per opera di due abili ministri cardinali, Richelieu e Mazzarino. La Francia divenne così una monarchia assoluta e Luigi XIV (1661-1714) ne fu la massima espressione.

  • In Inghilterra, dopo la morte di Elisabetta il trono passò nelle mani del cattolico Carlo I Stuart (1625). Egli volle realizzare una monarchia assoluta simile a quella francese, abolendo i poteri del Parlamento. Il suo disegno scatenò la guerra civile e i sostenitori del Parlamento, guidati da Oliver Cromwell lo sconfissero e lo giustiziarono (1649). Dopo la dittatura e la morte di Cromwell, il Parlamento inglese chiamò al trono l'ultimo degli Stuart: il cattolico Giacomo 1. Di fronte a un suo nuovo disegno assolutista, il Parlamento lo cacciò e chiamò al suo posto la figlia Maria 5tuart col marito Guglielmo d'Orange. Essi furono incoronati dopo la promessa di rispettare la Dichiarazione dei diritti approvata dal Parlamento (1689). Da questi eventi (la "gloriosa rivoluzione") sorse una monarchia parlamentare e costituzionale.

  • Nel corso dei Seicento si formarono le prime colonie inglesi d'America: il popola mento delle nuove terre, dove trovarono rifugio anche le minoranze religiose, consentì lo sviluppo di una solida economia. La prima colonia inglese fu fondata nel 1620 nel Massachusetts da un gruppo di puritani scozzesi (i "padri pellegrini").

  • L'Olanda si impadronì delle colonie portoghesi in Oriente e vi pose delle basi commerciali. L'Atto di navigazione inglese del 1651 vietò i traffici con le colonie inglesi alle navi di altri paesi. Questo provvedimento colpì duramente la marina olandese. La guerra fra i due Stati che segui si concluse con la vittoria dell'Inghilterra.

  • Nella prima metà del Seicento in Europa si affermò nel Baltico la potenza della Svezia. Sotto la monarchia di Gustavo Adolfo (1611-1632) furono gettate le basi dello sviluppo economico del paese e si formò il primo esercito nazionale del tempo. Altri Stati emergenti furono la Prussia (sotto la guida dei sovrani Federico I e Federico Guglielmo I) e la Russia, che sotto Pietro il Grande (1689-1 725) avviò un grande processo di modernizzazione. La Polonia, invece, perse l'indipendenza e fu divisa fra Prussia, Russia e Austria.

 

Mutamenti politici ed economici

Nel corso del Cinquecento si erano realizzati avvenimenti di enorme rilievo come le grandi scoperte geografiche, la Riforma protestante, il Concilio di Trento. Il Seicento fu forse un secolo meno ricco di grandi eventi, ma le tendenze e i cambiamenti iniziati nel Cinquecento si svilupparono ulteriormente. L'Europa ne uscì più profonda mente modificata, sia dal punto di vista politico sia economico.

Filippo IV di SpagnaL'elemento forse più importante fu la crisi della potenza della Spagna, che si era gravemente impoverita nel tentativo di affermarsi in Europa. L'Italia e la Germania videro anch'esse ridursi la loro importanza, divise come erano in piccoli Stati. Proprio la Germania fu il teatro di una sanguinosissima guerra, che durò trent'anni e impoverì grandemente il paese.

Si svilupparono invece gli Stati che già nel Cinquecento avevano posto le basi del loro successo: l'Olanda, l'Inghilterra e la Francia. Si trattava di nazioni forti e organizzate, che tuttavia adottarono sistemi di governo profondamente diversi. La Francia realizzò infatti una monarchia assoluta, l'Inghilterra una monarchia parlamenta re e costituzionale, l'Olanda uno Stato federale. Vedremo nelle prossime pagine le diverse caratteristiche di queste tre forme di governo.

Il rafforzamento di questi Stati non dipese soltanto dai loro sistemi politici, ma anche dallo sviluppo della loro economia. In particolare, l'Inghilterra e l'Olanda rafforzarono i loro commerci mondiali a svantaggio della Spagna.

 

LA GUERRA DEI TRENT'ANNI

 

defenestrazione di PragaLa prima metà del Seicento europeo fu dominata dal la lunga e sanguinosa guerra dei Trent'anni, combattuta soprattutto in Germania, dal 1618 al 1648.

La guerra fu determinata da due motivi fondamenta li, uno religioso, l'altro politico.

Come si ricorderà, il mondo tedesco era ormai diviso tra protestanti e cattolici. Gli Asburgo d'Austria, cattolici e sovrani del sacro romano impero, cercarono di imporre a tutti il ritorno al cattolicesimo, anche come mezzo per stabilire la loro autorità di imperatori.

Contro questo tentativo si ribellarono i protestanti della Boemia: a Praga i funzionari imperiali vennero gettati da una finestra del castello reale. Questo fatto, la cosiddetta defenestrazione di Praga, segnò l'inizio del la guerra. A sostegno dell'Austria scesero in campo la Spagna e i principi cattolici tedeschi. Con la Boemia si schierarono i principi protestanti, appoggiati dalla Svezia, dalla Danimarca e dalla Francia: cattolica quest'ultima, ma soprattutto nemica della Spagna e dell'Impero.

La guerra devastò soprattutto la Germania, ma si allargò anche ad altri fronti: in Italia, dove venne saccheggiata Mantova; in Catalogna (la regione intorno a Barcellona), dove i Catalani si ribellarono contro il governo di Madrid; ai confini francesi con i Paesi Bassi.

Dopo trent'anni di guerra tutti i paesi partecipanti erano stremati, a corto di uomini e di denaro. Si arrivò così alla pace di Westfalia (1648) che per gli Asburgo rappresentò una grave sconfitta.

 

LA CULTURA EUROPEA

gilda dei drappieriIl Seicento vide il grande sviluppo culturale di alcune nazioni. In qualche caso esso andò di pari passo con la crescita politica ed economica.

Appartengono all'Olanda del Seicento, ad esempio, grandissimi pittori come Vermeer e Rembrandt. Nello stesso secolo il filosofo e giurista Ugo Grozio gettò le basi del diritto internazionale. L'Inghilterra ebbe grandi scienziati come il fisico Isaac Newton e Wiìliam Harvey che studiò la circolazione del sangue.

Diverso fu il caso della Spagna. Anche se avviata ver so un grave declino politico ed economico, questa nazione ebbe nel Seicento un notevolissimo sviluppo culturale, tanto che gli storici hanno definito il Seicento come il secolo d'oro della cultura spagnola. Un successo straordinario ebbero lo scrittore Miguel de Cervantes col suo Don Chisciotte della Mancia, gli autori teatrali Calderon de la Barca e Lope de Vega, i pittori El Greco, Murillo e Velàzquez. Quest'ultimo celebrò nei suoi quadri la gloria militare spagnola e la corte di Madrid.

In Francia il Seicento vide l'affermazione di grandi pensatori come Blaise Pascal e René Descartes (chiamato anche, alla latina, Cartesio). Grandi autori teatrali come Corneille, Racine e Molière contribuirono a diffondere in Europa la cultura francese.

LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA

saccheggi e violenzeL'autorità dell'imperatore fu molto ridimensionata e i principi tedeschi videro confermata e persino allargata la loro indi pendenza. Anche la Spagna uscì dalla guerra indebolita e impoverita, tanto da dover definitivamente rinunciare ai sogni di dominio europeo.

La guerra dei Trent'anni restò per molto tempo nel ricordo di tutti come la più crude le e sanguinosa mai verificatasi. Città e villaggi furono saccheggiati e distrutti. Il bestiame e i viveri dei contadini furono requisiti dagli eserciti e rapinati da torme di sol dati sbandati e affamati. Le pesantissime tasse con cui gli Stati cercarono di coprire le spese di guerra impoverirono per lungo tempo l'economia europea.

Nel 1618 la Germania aveva circa 15 milioni di abitanti; nel 1650 ne contava invece solo 12 milioni. Circa tre milioni di persone erano morte in conseguenza della guerra e della peste, che infuriò al seguito degli eserciti.

Infine, dal punto di vista politico, la guerra segnò l'inizio di una lunga decadenza della Germania, divisa in 39 Stati e città libere, separati fra loro da motivi religiosi, da interessi economici e da rivalità commerciali.

LA FRANCIA DI RICHELIEU E MAZZARINO

Nel 1610 Enrico IV venne assassinato da un fanatico che non gli perdonava la sua politica di tolleranza religiosa. Poiché l'erede aveva solo nove anni, la vedova, Maria de' Medici, assunse la reggenza. Fu un periodo difficile: l'autorità monarchica era debole e la nobiltà ne approfittò per ampliare i suoi privilegi.

Divenuto maggiorenne, il nuovo re Luigi XIII cercò di rafforzare la posizione della monarchia all'interno del paese e il ruolo della Francia nella politica europea.

Il suo abilissimo primo ministro, il cardinale Richelieu, si dedicò a rafforzare l'autorità monarchica contro la nobiltà e contro gli ugonotti.

Contro gli ugonotti, che si erano organizzati militar mente, Richelieu intervenne con durezza. Con un esercito assediò e conquistò La Rochelle, la loro più importante fortezza. Poi tuttavia confermò la libertà religiosa dei protestanti purché si tenessero lontani dalla politica.

Per ridurre i poteri della nobiltà Richelieu riorganizzò l'amministrazione dello Stato, inviando in tutte le pro vince propri funzionari, di origine borghese, che svolgevano compiti di governo locale e riscuotevano le tasse. Il fatto che questi funzionari rispondessero diretta mente al primo ministro rese la Francia uno Stato ac centrato, dove tutte le decisioni facevano capo al governo di Parigi.

Dopo aver rafforzato la monarchia, Richelieu inter venne nella guerra dei Trent'anni a favore dei protestanti e contro la Spagna. L'esercito francese, che era stato potenziato e riorganizzato, ottenne delle splendide vittorie, mentre la marina ampliò l'impero coloniale della Francia in Senegal, nel Canada e nelle Antille.

Alla morte di Richelieu (1642) divenne primo ministro il cardinale Mazzarino, un italiano di modeste origini, abilissimo nella diplomazia. Mazzarino proseguì la poli tica di Richelieu, ma soprattutto fu il protagonista delle trattative che posero fine alla guerra dei Trent'anni.

L'ASSOLUTISMO DI LUIGI XIV

Mazzarino morì nel 1661, lasciando al nuovo re, il giovane Luigi XIV, una Francia rinnovata, divenuta ormai lo Stato più potente d'Europa. La Spagna era infatti in forte decadenza e gli imperatori d'Au stria avevano ormai perso molto del loro potere. Per parte loro, né l'Inghilterra né l'Olanda erano interessate al dominio militare dell'Europa: esse preferivano infatti concentrare l'attenzione sullo sviluppo dei commerci.

All'interno della Francia, l'opposizione dei nobili contro il re era stata stroncata. Moltissimi entrarono a far parte della splendida corte del sovrano, nel nuovo e lussuoso palazzo di Versailles.

Il potere era ormai tutto nelle mani del re: un potere assoluto e senza limiti, riassunto in una sua celebre fra se: "Lo Stato sono io

Anche se questa frase forse non venne mai pronunciata davvero, esprimeva bene il significato di quella organizzazione politica.

Essa fu chiamata dagli studiosi assolutismo o monar chia assoluta, e si realizzò pienamente nella Francia di Luigi XIV.

IL"RE SOLE"

Secondo l'idea dell'assolutismo, lo Stato si identificava con la persona del re che regnava per grazia e volontà di Dio. Tutti coloro che risiedevano nel paese erano suoi sudditi e gli stessi ministri erano solo suoi collaboratori, dotati di poteri che il re poteva in ogni istante cancellare. Adulato come il "re Sole" per lo splendore della sua potenza e della sua corte, Luigi XIV si considerò davvero per la Francia come il Sole per la Terra: il centro del sistema da cui tutto dipende.

Luigi XIV trovò un grande ministro in Jean-Baptiste Colbert, che fece in modo di sviluppare le manifatture e le fabbriche francesi. Ingaggiati con alti stipendi, tecnici italiani e olandesi portarono in Francia i segreti del proprio mestiere. Nacquero così le manifatture della seta, le fabbriche di specchi e di carrozze, i cantieri navali, le manifatture della maiolica e della porcellana.

Luigi XIV mori nel 1714 e il suo tempo finì con due inutili e sanguinose guerre: la prima contro l'Inghilterra e l'Olanda e la seconda per unire nella sua persona i due regni di Spagna e di Francia. Questo fallito tentativo di dominare l'Europa costò alla Francia un pesante sacrificio di uomini e di ricchezze.

NEI RICORDI DI LUIGI XIV UN MESSAGGIO AL SUCCESSORE

L uigiXlV proseguì l'opera di Richelieu e Mazzarino e re se la Francia uno Stato forte e accentrato. Nelle sue 'Memo rie" egli celebrò la propria atti vità di governo, sottolineando l'importanza e l'efficacia delle sue riforme. In questo passo il sovrano descrive la difficile situazione della Francia all'inizio del suo regno.

Figlio mio, molte ragioni, e tut te assai importanti, mi hanno fatto risolvere a lasciarvi, con gran lavoro per me, in mezzo alle più gravi occupazioni, queste Memorie del mio re gno e delle mie principali azioni.

Cominciai a posare gli occhi su tutte le varie parti dello Sta to, e non con occhi indiffe renti, ma con occhi da padrone, profondamente turbato di non vederne alcuna che non mi invitasse e non mi soIlecitasse a mettervi mano. I nobili e i militari, abituati ai continui maneggi. si faceva no sempre un immaginario di ritto su tutto ciò che era di loro convenienza. Le finanze, che danno Il movimento nell'attività a tutto il grande corpo della monarchia, erano completamente esaurite, ad un punto tale che era difficile vedervi un rimedio. La Chiesa, senza contare i suoi mali ordi nari, era infine apertamente minacciata di uno scisma da persone tanto più pericolose in quanto avrebbero potuto essere utilissime, e di grandi meriti. La giustizia, a cui toc cava riformare tutto il resto, mi sembrava proprio la più difficile da riformare. E tutto questo insieme di mali, o le lo ro conseguenze ed effetti, ricadevano principalmente sul basso popolo, oberato di imposte, tormentato dalla miseria e bisognoso soprattutto di essere sgravato dalle tasse.

IN INGHILTERRA UN RE VIENE GIUSTIZIATO

Elisabetta I non si sposò e non ebbe figli. Alla sua morte (1603) salirono al trono i parenti più prossimi: i cattolici Stuart.

Carlo I Stuart, voleva realizzare in Inghilterra una monarchia assoluta simile a quella francese. Per questo motivo sciolse il Parlamento. Ma la piccola e media nobiltà, e soprattutto l'attiva e ricca borghesia di Londra, non intendevano rinunciare a un diritto che da secoli li garantiva contro l'eccessivo potere del sovrano.

Ne seguì una guerra civile fra sostenitori del re e sostenitori del Parlamento. Questi ultimi trovarono in Oliver Cromwell un comandante abile e deciso. Il suo esercito sconfisse quello del re, che venne condannato a morte e giustiziato (1649).

L'Inghilterra di Cromwell divenne una repubblica (oggi si direbbe piuttosto una dittatura). Essa sviluppò ancor più la marina e i commerci. Con un'apposita legge (l'Atdel 1651), tutti i traffici e tutti gli scambi commerciali, sia in partenza che in arrivo, furono obbligati a servirsi di navi nazionali. Questo ebbe un'importanza decisiva per lo sviluppo del commercio marittimo britannico: nell'Atlantico la superiorità inglese si affermò su Olandesi e Spagnoli.

LA "GLORIOSA RIVOLUZIONE'

Alla morte di Cromwell (1658) tornarono sul trono gli Stuart. Giacomo II, cattolico, cercò anch'egli di ristabilire l'assolutismo. Era tuttavia di carattere debole e indeciso, e quindi il Parlamento riuscì a cacciarlo senza spargimento di sangue. Al suo posto, chiamò sul trono la figlia Maria Stuart e il marito Guglielmo d'Orange, un nobile olandese.

Dai due nuovi sovrani il Parlamento pretese un solenne impegno di fedeltà alla Di chiarazione dei diritti, un documento che esso stesso aveva preparato. I due sovrani giurarono così di garantire i diritti del Parlamento, di tutelare la libertà dei cittadini, di non imporre tasse senza l'approvazione del Parlamento. Solo dopo questo impegno Guglielmo e Maria vennero incoronati (1689).

Con questi eventi, noti nella storia d'Inghilterra come "gloriosa rivoluzione", nacque un nuovo sistema politico, cioè un nuovo modo di organizzare e governare lo Stato.

IL FEDERALISMO OLANDESE

Dopo l'indipendenza l'Olanda si venne organizzando come Stato federale. Esso era costituito da sette province, ognuna delle quali aveva un proprio governatore, una propria assemblea e una propria amministrazione, ed eleggeva i propri rappresentanti nell'assemblea generale (dieta) che si riuniva ad Amsterdam. Tale assemblea eleggeva un sovrano, scelto fra i governatori delle varie province. Il re e il suo governo decidevano per la politica estera, la guerra, l'esercito e riscuotevano una parte delle tasse. Per tutto il resto ogni provincia decideva da sola.

Abili marinai e spregiudicati commercianti, gli Olandesi strapparono al Portogallo tutte le sue colonie in Oriente e stabilirono alcune basi commerciali persino in Giappone. Amsterdam divenne così il centro del commercio mondiale, ma gli Olandesi si trovarono presto di fronte un pericoloso rivale: l'Inghilterra.

LE GUERRE PER IL CONTROLLO DEI COMMERCI

Come abbiamo visto con l'Atto di navigazione l'Inghilterra stabilì che tutto il commercio dei prodotti che entravano e uscivano dal paese doveva avvenire su navi inglesi. Tale disposizione colpiva soprattutto le navi olandesi che trasportavano la maggior parte dei prodotti coloniali del tempo. Si arrivò così a una guerra, combattuta dalle due marine su tutti i mari del mondo: nel Mediterraneo, nelle Antille (dove l'Inghilterra conquistò la Giamaica), nell'oceano Indiano, nella Manica.

La vittoria finale toccò all'Inghilterra, che si impadronì di molte altre colonie, di importanti porti olandesi, come New Amsterdam, che divenne New York, e di alcune basi in India. L'aggressiva politica coloniale inglese proseguì poi nel corso del Settecento, causando una lunga guerra fra Inghilterra e Francia, per il controllo del Canada e dell'India.

LO SVILUPPO DELLA SVEZIA E DELLA PRUSSIA

 


Nella prima metà del Settecento si affermò rapida mente la potenza della Svezia. Si trattava di uno Stato ben organizzato che godeva di una certa prosperità gra zie alle sue miniere di rame e di ferro.

Il re svedese Gustavo Adolfo formò il primo esercito nazionale di quel tempo, arruolando per il servizio militare solo cittadini svedesi e non mercenari stranieri. Tale esercito si rivelò efficientissimo e nel corso della

guerra dei Trent'anni sconfisse più volte le truppe spagnole e quelle dell'impera tore. Al termine della guerra dei Trent'anni la Svezia era ormai diventata la principale potenza militare del Mar Baltico.

Più lento fu lo sviluppo di uno dei tanti Stati tedeschi, la Prussia, che nell'Otto cento avrebbe poi unificato l'intera Germania.

All'inizio del Settecento, i sovrani Federico I e Federico Guglielmo I gettarono le basi di uno Stato organizzato e potente. Essi resero obbligatori l'istruzione elementare e il servizio militare. Il loro efficientissimo esercito arrivò a contare ben 150.000 soldati. Inoltre, riuscirono a creare un' amministrazione fedele ed efficiente con l'appoggio degli junker, i grandi proprietari terrieri di antica nobiltà. Infine, per impiantare nuove mani fatture dettero asilo agli artigiani e operai che venivano scacciati dai loro paesi d'origine per motivi religiosi.

LA CRISI DELLA POLONIA E L'ASCESA DELLA RUSSIA

Mentre la forte e decisa monarchia prussiana riuscì a dominare la grande nobiltà e a inserirla nello Stato, in Polonia avvenne il contrario.

Qui infatti il potere della nobiltà finì col sovrastare quello del re. Il paese si indebolì gravemente, tanto che alla fine del Settecento perse l'indipendenza e fu diviso fra Prussia, Russia e Austria.

Nello stesso periodo si consolidò e si modernizzò un grande paese fino a quel momento arretratissimo: la Russia.

La Russia era un paese agricolo, quasi privo di città e quindi mancante di quella borghesia di artigiani e mercanti che aveva fatto crescere l'economia dei paesi occidentali. Come in tutta l'Europa orientale, in Russia le grandi proprietà agricole erano coltivate da servi della gleba, che per legge non potevano lasciare le terre dove vive vano e con esse venivano comprati e venduti.

Fino al regno di Pietro il Grande (1698-1725) la Russia restò quasi isolata dal resto dell' Europa. Con questo sovrano, deciso e spietato, ossessionato dall'idea di costruire un grande impero, la Russia fece passi da gigante per modernizzarsi e diventare una grande potenza. Lo zar imperatore, dal latino Caesar) si guadagnò l'appoggio della nobiltà inserendola nelle alte cariche dell'amministrazione e dell'esercito, riorganizzò lo stesso esercito e la marina. Inoltre sviluppò il commercio, aprì delle manifatture facendo venire operai specializzati dalla Germania, iniziò a sfruttare le miniere di ferro degli Urali. Fece infine costruire una splendida capitale, San Pietroburgo, ricorrendo ai lavori forzati di decine di migliaia di uomini.

 

LE COLONIE INGLESI IN AMERICA

Nel corso del Seicento l'Inghilterra rafforzò notevolmente il proprio impero coloniale, che comprendeva diverse basi in India, in Asia e nel golfo del Messico e soprattutto numerose colonie in America.

Le colonie inglesi in America ebbero caratteristiche diverse da quelle della Spagna, del Portogallo o della Francia. Spagnoli, Portoghesi e Francesi si limitarono infatti a sfruttare le ricchezze delle colonie saccheggiando le loro risorse naturali. Gli Inglesi invece cercarono di sviluppare l'economia dei territori americani, pensando che questo, in prospettiva, avrebbe reso assai di più alla madrepatria. Cittadini inglesi e scozzesi furono incoraggiati a trasferirsi in America: in tal modo si sviluppò nelle colonie una fiorente vita economica e civile.

Questo si rivelò estremamente vantaggioso per l'Inghilterra che si tenne il diritto di commerciare in esclusiva con le proprie colonie. Inoltre, il popolamento delle stesse colonie consentì all'Inghilterra di risolvere alcuni

gravi conflitti religiosi, costringendo ad emigrare quelli che non appartenevano alla Chiesa anglicana.

La prima colonia inglese in America nacque proprio in questo modo nel 1620. Essa fu fondata da un gruppo di puritani (così erano chiamati in Inghilterra i calvinisti) provenienti dalla Scozia. Perseguitati e incarcerati per la loro religione, fu loro permesso di abbandonare il paese. Giunti nel Nuovo Mondo a bordo di una piccola nave, il Mayflower, i cosiddetti "padri pellegrini" fondarono la colonia del Massachusetts. Essi furono seguiti da molti altri, e il primo gruppo di colonie così fondato prese il nome di Nuova Inghilterra.

Alla fine del Seicento, l'Inghilterra contava nelle colonie americane circa 400.000 persone, contro i soli 70.000 abitanti francesi del Canada e della Louisiana.

 
 

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Ultimo aggiornamento: 06-02-10