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mesopotamia
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POPOLI DELLA MESOPOTAMIA(3000 -538 a. C.) Assiri, Babilonesi, Sumeri, Accadi Gli Assiri e i Babilonesi sono i popoli più noti che hanno abitato la Mesopotamia, vasta pianura percorsa dal Tigri e dall’Eufrate. La Mesopotamia antica, come l'Egitto, deve la propria fortuna economica ai fiumi che la percorrono, i quali durante le piene, ricoprivano il terreno di un limo molto fertile che rendeva prospera l’agricoltura. La Mesopotamia fin da tempi remoti offriva facili vie di comunicazioni con l’Asia Centrale e il Mediterraneo, per cui fu un incrocio per i traffici tra Africa, Asia ed Europa. Le due regioni storiche principali erano:
NOTIZIE STORICHE 1) Periodo sumerico-accadico-sumerico (3000-1700 a.C. circa) 2) Primo Impero Babilonese (1700-1100 a.C.circa. 3) Impero Assiro (1362-612 a..C.) 4) Secondo Impero Babilonese (612-539 a.C.).
Periodo sumerico-accadico-sumerico (3000-1700). In questo periodo, due popoli che si erano stanziati sul corso inferiore dei due fiumi, si alternarono nella prevalenza sulla regione: I Sumeri e gli Accadi. I Sumèri (3000-2350 circa), popolo di origine ignota, forse proveniente dall'India, si erano stabiliti, fin da tempi remotissimi, nella parte meridionale della Caldea che da essi fu detta Sumèr, e che aveva come città principali, sul basso Eufrate, Lagash, Umma, Uruk, Ur. Essi furono dapprima divisi in tante piccole Città Stato, rette da sovrani-sacerdoti (detti patèsi), spesso in guerra tra loro. In seguito i sovrani di Lagash e di Umma unificarono la regione, estendendo il loro dominio dal Golfo Persico fino al Mediterraneo. La civiltà sumerica fu la base delle civiltà mesopotamiche venute in seguito. I Sumeri conoscevano la scrittura già 3000 anni prima dell’era cristiana e furono i primi ad avere leggi scritte. Nelle città-Stato dei sumeri, la religione stava a fondamento di tutto: del governo, delle leggi, del lavoro, della vita pubblica e privata. Infatti si pensava che ogni cosa ( i campi, la città, gli abitanti) fosse proprietà degli dèi, e che dalla maggiore o minore benevolenza divina dipendesse il destino umano. Di conseguenza il governo della città era affidato ai sacerdoti. Il tempio ("Ziggurat") era il centro di ogni attività, religiosa, economica, sociale. Costruito con dimensioni grandiose e monumentali, aveva forma di torre a gradinate, con un proprio recinto di mura, dentro le quali si trovavano anche le abitazioni dei sacerdoti-sovrani e le botteghe degli artigiani; vi erano inoltre i magazzini dell’orzo e del grano, le scuole, il tribunale. I sacerdoti dirigevano i lavori agricoli e l’irrigazione. Suddividevano la terra in lotti e li assegnavano da lavorare a ciascun capofamiglia; i prodotti venivano immagazzinati e, in seguito, divisi in razioni e distribuiti alla popolazione. Nel tempio si depositava anche l’argento che, come in una banca, veniva prestato a chi ne faceva richiesta. Gli Accadi (2350-2150 circa), sono il primo popolo di etnia semitica che appare nella storia dell’Oriente. Probabilmente provenivano dal deserto arabico. Essi si erano stabiliti nella zona della Babilonia che da essi prese il nome di Accad. La loro città principale fu Agade sul medio corso dell’Eufrate. Essi sotto la guida di Sargon il Grande riuscirono a sottomettere i Sumeri, ma ben presto questi ripresero il dominio della regione con l’aiuto di altri popoli provenienti dll’Altopiano Iranico. I Sumèri nel periodo che va dal 2150 al 1700 circa ebbero la loro capitale ad Ur, sul basso Eufrate, raggiunsero una grande prosperità specialmente per mezzo dell'agricoltura e del commercio. Essi riuscirono anche a conquistare, intorno al 1800, la città di Mari, sul medio Eufrate, importante nodo di comunicazioni, che aveva costituito per circa due secoli un potente regno. I Sumeri verso il 1700 furono sottomessi dagli Amorrei, popolo di stirpe semitica, proveniente dal deserto della Siria, che si era stabilito in Babilonia, e che era guidato da un grande sovrano, Hammurabi. Primo Impero Babilonese (1700-1100 circa) Il re Hammurabi (1728-1686) fondò un grande impero, con capitale Babilonia, che si estendeva dal Golfo Persico fino alla Siria e all'Assiria. Egli ebbe anche il grande merito di raccogliere tutta la tradizione giuridica precedente nel codice di leggi più antico della storia. L’impero babilonese fu messo in crisi dall’affermazione nell’Asia Anteriore di alcuni popoli indoeuropei (Ittiti, Urriti, Cassiti) detti anche popoli dei monti perché provenienti dai monti dell’Asia Minore e dall’Altopiano Iranico. L'Impero babilonese fu sottomesso inizialmente dagli Ittiti (1500 circa) quindi, per circa 500 anni, dai Cassiti, poi dali Elamiti e infine dgli Assiri. Gli IttitiDopo cinque secoli di regno babilonese, verso il 1530 a.C. la Mesopotamia fu conquistata dagli ittiti, una popolazione di stirpe indoeuropea che aveva fondato in Asia Minore uno Stato con capitale Attusas (presso l’attuale città turca di Baghazkòi). Con la Mesopotamia e parte della Siria, il loro impero arrivò dall’altopiano anatolico fino all’Eufrate. Pare che queste conquiste fossero facilitate da un’arma nuova da loro costruita, il carro da guerra veloce, ottenuto perfezionando la ruota, fatta non più a disco di legno pieno e pesante, ma di ferro a sei raggi snelli e leggeri. L’Impero degli ittiti non ebbe una lunga durata; verso il 1200 a.C. esso non esisteva più, per cause non ancora ben note, forse nuove invasioni di nomadi. Gli ittiti impararono la scrittura dai babilonesi, come risulta dalle migliaia di tavolette d’argilla scritte a caratteri cuneiformi, scoperte nel 1906 ad Attusas. Esse sono state decifrate pochi anni fa da uno specialista cecoslovacco, Bedrich Hrozny, e ci hanno fatto conoscere diversi aspetti originali della vita di quel popolo. Il re, presso gli ittiti, non era considerato un dio (come in Egitto), né un vicario delle divinità (come in Mesopotamia), ma solo un uomo particolarmente valoroso che esercitava il potere non in forma dispotica ma con la collaborazione dell’assemblea dei nobili, dai quali egli derivava la sua autorità. Un altro aspetto originale della civiltà degli ittiti è lo spirito di pace e di tolleranza che essi mostrarono sia con i popoli assoggettati, sia con i regni confinanti: in particolare con gli egizi, che, dopo essersi scontrati con gli ittiti nella battaglia di Qadesh in Siria (1296 a.C.), stipularono con loro un trattato di pace (1278 a.C.). In esso si notano espressioni veramente singolari e nuove per quei tempi, come l’impegno di non molestarsi reciprocamente (oggi diciamo “patto di non aggressione”), di rispettare i profughi politici, di darsi aiuto reciproco nel caso di aggressione da parte di un nemico (oggi diciamo “alleanza difensiva”). Impero Assiro (1362-612) Gli Assiri erano stati per molti secoli sottomessi ai Babilonesi, ma durante la crisi del loro impero si erano costituiti in regno indipendente. I sovrani assiri più importanti
Ma, appena morto Assurbanipal ; scoppiarono rivolte in tutta la Mesopotamia; il governatore di Babilonia chiamò in aiuto Ciassarre, re dei Medi, il quale distrusse Ninive a abbattè per sempre l’impero degli Assiri (612). Secondo Impero Babilonese (612-539). Il re più importante di questo periodo fu Nabucodonosor II (604-562), figlio di Nabopolassar, il quale portò l'Impero babilonese al più alto grado di potenza e di grandezza Egli distrusse il regno ebraico di Giuda (con la capitale Gerusalemme), deportando gli Ebrei a Babilonia (cattività babilonese). Volle anche la ricostruzione e l'abbellimento di Babilonia che divenne la città più splendida d’oriente. Dopo Nabucodonosor incomincia la decadenza dell'Impero babilonese a causa di lotte dinastiche e della minacciosa vicinanza dei Persiani. Nel 539 Ciro, re dei Persiani, dopo aver sottomesso la Media e la Lidia, espugnò Babilonia, abbattendo per sempre l'Impero babilonese.
CIVILTÀ ASSIRO-BABILONESE La civiltà assiro-babilonese è prevalentemente basata sulla cultura sumerica. Dalla Mesopotamia, anche grazie ai traffici dei Fenici, la sua cultura si diffuse per tutto il Mediterraneo entrando in contatto specialmente col popolo greco che derivò da essa molti elementi della sua civiltà e della sua arte. Gli Assiri furono un popolo prevalentemente guerriero, autore di inaudite crudeltà nei confronti dei nemici vinti. I Babilonesi, invece, furono un popolo dedito più volentieri all’agricoltura, all’artigianato e al commercio che non alla guerra. Religione Gli assiro-babilonesi erano politeisti. Le loro divinità rappresentavano prevalentemente le forze delle natura. Le divinità più importanti costituivano una triade cosmica di origine sumerica: Anu, dio del cielo; Enlil, figlio di Anu, dio del cielo e creatore della terra; Ea, dea dell’acqua dolce. Molto importante fu Ishtar, dea dell’amore e della fertilità, rappresentata nella stella Venere. Vi erano infine degli dèi nazionali, che acquisivano maggiore o minore importanza secondo il popolo predominante in un dato periodo storico: Morduk era importante nel primo e nel secondo impero babilonese, Assur durante l’impero assiro. Gli Assiro-Babilonesi credevano in una folta schiera di demoni quasi tutti malvagi, rappresentati sotto forma di animali e di mostri: tori alati con teste umane, draghi ecc. Per dominare i draghi occorreva la conoscenza di apposite pratiche e formule magiche. Gli Assiro-Babilonesi credevano che gli astri e i fenomeni naturali fossero in grado di influenzare il destino degli uomini: da ciò il grande sviluppo di astrologia e divinazione attraverso l’interpretazione di fenomeni naturali. Ordinamento politico-sociale L'Assiria e la Babilonia, costituivano uno stato ben organizzato. Il Grande Re era sovrano assoluto e primo tra i sacerdoti, in contatto diretto con gli dei. Il regno era diviso in province. Ciascuna provincia era guidata da un governatore il quale in nome del re amministrava la giustizia, riscuoteva le imposte, arruolava la popolazione per i lavori obbligatori e per il servizio militare e così via. Tutto il regno era diviso in province, a capo delle quali erano dei governatori, che in nome del re amministravano la giustizia, riscuotevano le imposte, chiamavano la popolazione alle prestazioni di lavoro obbligatorie e al servizio militare, ecc. La burocrazia era efficiente e numerosa e fu imitata dai Persiani, dagli stati ellenistici e poi dall’impero romano. Numerosi erano gli scribi, alle dipendenze dei re e dei governatori. Gli Assiri e i Babilonesi non si componevano di classi `sociali cosi distinte come in Egitto: prima venivano il re e i suoi funzionari, poi i sacerdoti (in Babilonia) e i nobili o guerrieri in Assiria, e infine il popolo. Numerosi erano gli schiavi, specialmente fra gli Assiri, che li trattavano piuttosto crudelmente. Economia L’attività economica principale di Assiri e Babilonesi fu l’agricoltura. Molte e perfette erano le opere di canalizzazione delle acque finalizzate all’irrigazione. Anche l’industria fu molto sviluppata, soprattutto nel tessile, nella metallurgia, nell’oreficeria, nella ceramica, nella profumeria. Gli Assiri, amanti del lusso, furono famosi per le stoffe a vivi colori, per i mobili rivestiti o intarsiati di metallo per i monili delicatamente cesellati, ecc.; i Babilonesi per i mattoni smaltati perché il paese scarseggiava di pietra), per i sigilli cilindrici di pietra dura, per i gioielli, i metalli ec. Ma l’attività che permetteva ai popoli della Mesopotamia di primeggiare in ricchezza e potenza fu sicuramente il commercio che, favorito dalla posizione geografica, rese questa terra l’emporio di tutte le carovane provenienti dall’India, dall’Arabia, dall’Africa. La cultura fu privilegio dei sacerdoti, ma non solo: la burocrazia molto numerosa e capillare faceva sì che la scrittura fosse patrimonio di moltissimi scribi. La scrittura aveva carattere cuneiforme perché era prodotta da uno stilo su una tavoletta di creta. La scrittura mesopotamia aveva carattere fonetico, anche se non possedeva le vocali. Le tavolette definitive erano poi cotte al sole o al fuoco. Possiamo quindi dire che la scrittura cuneiforme è antenata della scrittura greca e poi di quella latina, entrambe fonetiche, mentre la scrittura egiziana era ideografica. La scrittura cuneiforme fu decifrata, pur in mezzo a grandi difficoltà, verso la metà del secolo scorso. Nel 1835 il console inglese a Bagdad, G. Rawlinson, trovò un'iscrizione trilingue (che dal luogo del ritrovamento, fu detta iscrizione di Behistun), in cui lo stesso testo era scritto in antico persiano cuneiforme, in medosusiano e in babilonese. Qualche anno più tardi uno studioso tedesco il Grotejend, riuscì a decifrare tale iscrizione, dandoci la chiave della scrittura cuneiforme. La letteratura, che ebbe carattere prevalentemente religioso, presenta, tra le opere principali, due grandi poemi epico-religiosi: 1'Enuma elish (cioè quando in alto, dalle parole con cui incomincia), il poema della creazione, che intende glorificare il dio Marduk come creatore dell'universo; e il poema di Gilgamesh, pervaso da un desolato pessimismo, il quale narra i vani sforzi di un leggendario re sumerico per raggiungere l'immortalità, e che contiene, tra l'altro, una narrazione del diluvio; molto simile a quella della Bibbia. Le scienze più coltivate, secondo le condizioni materiali del paese, furono l'astronomia, in cui i Babilonesi godettero la fama di più sapienti conoscitori dei cielo (essi dividevano l'anno in 12 mesi secondo i movimenti della luna, i mesi in settimane, le settimane in giorni secondo il nome dei pianeti; distinguevano i pianeti dalle stelle; conoscevano l'eclittica e lo zodiaco, per cui potevano predire le eclissi solari e lunari, ecc.). In matematica (essi conobbero tanto il sistema decimale quanto quello sessagesimale, le quattro operazioni, l'elevazione a potenza). In geometria (essi divisero il cerchio in 360° gradi). Furono bravissimi ingegneri e idraulici (come dimostrano le numerose opere per regolare il corso del Tigri e dell'Eufrate), ecc. Arti. - Gli Assiro-Babilonesi coltivarono soprattutto l'architettura, che, come in Egitto, tende ad avere un'impronta di straordinaria grandiosità. Essa, non disponendo di cave di pietra da taglio, dovette far uso di mattoni (cotti nelle fornaci, o, più semplicemente, disseccati al sole), tenuti insieme con bitume (molto abbondante nel paese), ciò che spiega perché tali costruzioni andarono facilmente in rovina. Essa fece inoltre uso, per la priva volta, dell'arco e della volta, precorrendo in quest'arte la perizia degli architetti etruschi (l'arte etrusca subì influssi orientali) e degli architetti romani. I principali monumenti architettonici furono i templi a forma di torre (Ziqqurat), con terrazze digradanti, in cima alle quali sorgeva il santuario (che serviva anche per le osservazioni astronomiche); e i palazzi reali, con sale spaziose e giardini pensili (es. Palazzo reale di Sargon II a Khorsabad, palazzo reale di Assurbanipal a Ninive). Famose furono specialmente le mura di Babilonia, di forma quadrangolare, lunghe ben 18 km., e cosi larghe che su di esse potevano correre liberamente le quadrighe. Gli Assiro-Babilonesi coltivarono anche la scultura (in cui le figure appaiono piuttosto rigide e dure) e la pittura (che rappresenta talora mostri bizzarri, come il toro alato con la barba ben arricciata e con in capo una tiara). L’invenzione della scritturaAi sumeri si attribuisce l’invenzione di una delle più antiche forme di scrittura apparse nel mondo. La scrittura sumerica è formata da circa 1500 segni diversi, detti cuneiformi per la loro forma a cuneo; essi venivano impressi mediante una cannuccia su tavolette di argilla, che poi si cuocevano al forno. La scrittura cuneiforme si diffuse in tutta la Mesopotamia e oltre, fino al Mediterraneo, e fu adottata anche dai persiani. Leggerla per noi è molto difficile; il merito di averla decifrata, verso la fine del Settecento, è di uno scienziato tedesco, Grotefend. La scrittura fu utilizzata dai sumeri anzitutto per annotazioni pratiche e necessità economiche (compravendite, liste di merci, ecc.); poi servì ai re per registrare le tasse, amministrare la giustizia, fissare il ricordo di importanti avvenimenti politici o militari. In seguito vennero scritti anche testi di carattere scientifico (astronomia, matematica, ecc.) e opere letterarie, la più antica delle quali, risalente circa al 2000 a.C., è la cosiddetta Epopea di Gilgamesh, l’eroe metà uomo e metà dio di cui si raccontano le gesta.
Il più antico codice del mondoI sumeri non costituirono un regno unitario: ogni città era un piccolo Stato autonomo, retto da un proprio re-sacerdote. Di uno di questi, Ur-Nammu, sovrano della città di Ur, si è scoperta una raccolta di leggi, che è considerata il più antico codice del mondo, databile intorno al 2100 a.C. Queste leggi sono ispirate a idee per quei tempi assai progredite. Ad esempio, gli atti di violenza sono puniti con un risarcimento in metallo (argento) e non con la vendetta (o taglione), come si verificherà invece circa cinque secoli più tardi, con il celebrato e notissimo Codice babilonese di re Hammurabi. Lo studio del cielo e la misura del tempoCome già avevano fatto gli antichi sumeri, i babilonesi diedero una grande importanza all’osservazione e allo studio degli astri, perché credevano che nei movimenti celesti si esprimesse la volontà degli déi e si potessero leggere il futuro e il destino dell’uomo. Le loro osservazioni, anche se basate su credenze magiche e religiose, diedero origine a conoscenze esatte, che contribuirono allo sviluppo dell’astronomia. Così, i sacerdoti babilonesi impararono a distinguere i pianeti dalle stelle fisse e i segni dello Zodiaco; scoprirono il moto dei pianeti, le cause delle eclissi e delle fasi della Luna; riuscirono a calcolare le posizioni di Mercurio e l’orbita della Luna; trovarono il sistema per accordare il mese lunare con l’anno solare (da loro calcolato in 365 giorni e 1/4), intercalando un mese ogni tre anni solari. Insieme con l’astronomia fecero notevoli progressi anche la matematica e la geometria. Furono i babilonesi a determinare le misure di tempo, di lunghezza e di peso, di cui poi si servirono gli altri popoli dell’antichità, compresi i greci e i romani. Il giorno fu diviso in 24 ore; l’ora in 60 minuti primi e in 3600 minuti secondi; l’unità di peso, il talento (= 2523 grammi), fu divisa in 60 mine e la mina in 60 dramme. Le credenze magiche sumerico-babionesi ebbero una straordinaria diffusione e fortuna. Che gli astri abbiano un’influenza sulla vita dell’uomo, che l’eclissi sia un preavviso di sventura, che esistano giorni fausti e giorni infausti, sono tutte idee di origrne mesopotamica: ancora oggi, è su queste idee che si fondano gli oroscopi e le altre tecniche di "lettura" del futuro. Il pane e la birraAssieme ad altri popoli medio-orientali come, in particolare, gli egizi, i sumeri furono tra i primi a fabbricare il pane, un alimento ricavato dalla farina di frumento, divenuto poi tipico delle popolazioni mediterranee. Essi appresero cioè a far lievitare la farina, controllando sapientemente il processo naturale della fermentazione. Contemporaneamente inventarono la birra, che si ottiene anch’essa dalla fermentazione di cereali. Pane e birra, cioè un cibo e una bevanda che non esistono in natura, ma sono costruiti dall’uomo. Oltre al pane, i sumeri consumavano zuppe d’orzo, formaggio di capra, carne di maiale e di pecora, pesci di fiume, datteri, fichi, uva, ortaggi e legumi.
I modi di vitaNell’archivio di Ebla, dedicato in prevalenza ad atti amministrativi, si sono trovate anche testimonianze della vita quotidiana, come le pagelle degli studenti e i compiti in classe con le correzioni. Secondo Paolo Matthiae, capo della missione archeologica italiana, la società eblaita sarebbe stata molto più aperta e civile di tutte le altre del Medio Oriente; per esempio, pare che la donna godesse di una dignità e di un’importanza sociale sconosciute in altri Stati di quel tempo. Altre scoperte, come i raffinatissimi oggetti d’oro e gli ornamenti preziosi rinvenuti nelle tombe del palazzo reale di Ebla, fanno pensare a modi di vita molto evoluti e a capacità artistiche e artigianali assai sviluppate. Come vivevano gli antichi popoli della Mesopotamia? Le testimonianze in proposito non mancano. Le case erano costruite secondo uno schema molto semplice, che risaliva ai sumeri: un cortile-giardino centrale e, intorno, quattro-sei stanze, con porte e finestre sul cortile e nessuna finestra verso l’esterno. Alquanto basse, con un pianterreno e un primo piano, avevano i muri grossi di mattoni d’argilla pressata, seccati al sole, talvolta anche cotti in fornace. Anche i grandi palazzi seguivano il medesimo schema, moltiplicato decine e decine di volte; un esempio significativo è la reggia di Mari (2000 a.C.) presso l’Eufrate, costituita di 300 vani, su un’area di 30.000 metri quadrati.
Il cibo della terra e delle acqueI popoli della Mesopotamia avevano a disposizione cibi molto variati. La maggior parte proveniva dalle attività agricole: pane di frumento, focacce d’orzo, legumi (fave, lenticchie), una gran quantità di verdura e di frutta: datteri e fichi, mele, prugne, noci, cocomeri. Gli orti di Babilonia, sapientemente irrigati, erano famosi per i limoni e gli aranci, i pistacchi, le albicocche e tanti altri frutti che solo molti secoli più tardi sarebbero giunti in Occidente. Un’altra importante risorsa erano ipesci di fiume. Erodoto, uno storico greco, racconta che venivano seccati al sole e poi, pestati in un mortaio, ridotti in una specie di farina che veniva utilizzata per fare focacce e torte.
Viaggi terrestri e fluvialiPochi viaggiavano: gli unici erano gli incaricati del re, i soldati, i mercanti che trasportavano merci; usavano dei carri trainati da asini. Solo dopo il II millennio a.C. incominciarono ad apparire i cavalli. I viaggi per terra erano molto faticosi e non frequenti; ad essi si preferiva il trasporto via acqua, sui fiumi, con battelli a remi o a vela. Un medico di nome LuluLe prime forme a noi note dell’arte medica sono state trovate in Mesopotamia. Uno scienziato americano, S.N. Kramer, specialista nella lettura di testi sumerico- babilonesi, afferma che il primo medico di cui si sappia il nome è "un certo Lulu, che abitò nella città di Ur verso il 2700 a.C.; così pure proviene dalla Mesopotamia il più antico testo contenente indicazioni di medicinali. Eccone qualche esempio. Una pomata: polverizzare delle pere e della manna, mescolare con fondo di birra e applicare sulla parte malata". Un decotto: "sciogliere la resina di una pianta con birra calda, versare il liquido in olio e far bere al malato". Una lozione: "triturare radici di piante e pelle di serpente, versare in acqua bollente e lavare la parte malata". Si praticava anche la chirurgia, come confermano gli strumenti che si sono trovati e anche i segni di interventi scoperti nelle ossa. E da notare che le leggi ritenevano personalmente responsabili i medici se le loro prestazioni fallivano. Ad esempio leggiamo nel Codice di Hammurabi: "Se un medico ha operato un uomo libero con un bisturi di bronzo e gli ha salvato la vita, sarà ricompensato con dieci pesi d’argento. Se invece gli produce la morte, gli saranno tagliate le mani Il fascino del dodiciPer misurare il tempo, le ore del giorno e lo scorrere dell’anno, così come i pesi, le lunghezze, i prezzi ed ogni altra cosa, i babilonesi presero come base il numero 12, con i suoi multipli e sotto-multipli: a tale numero, infatti, molte civiltà antiche attribuirono un valore sacro, quasi magico. Dodici, pertanto, furono i mesi dell’anno, e dodici più dodici le ore del giorno; sessanta (cioè 12x5) i minuti di un’ora, sessanta i secondi di un minuto. Questo sistema di calcolo viene perciò detto "sessagesimale". Anche nei secoli successivi, nella civiltà greca e in quella romana, il 12 rimase il principale punto di riferimento numerico, il simbolo della perfezione. Così fu ancora per i cristiani (che, secondo il Vangelo, gli apostoli di Gesù siano stati dodici non è certamente casuale) e per tutto il Medioevo e gran parte dell’Età moderna, quando il sistema monetario era basato sul soldo di 12 denari, il podere-tipo misurava 12 iugeri, e così via. Solo molto di recente, tra XVIII e XIX secolo, tale sistema di numerazione ha cominciato ad essere sostituito dal computo decimale. Ma ancora pochi anni fa la sterlina inglese — oggi corrispondente a 10 scellini — ne valeva 12. E ancora oggi quando facciamo la spesa dal pollivendolo, siamo abituati a comprare sei uova, o dodici. |
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