
tempio di Salomone |

cattività babilonese
miniatura XIII sec.
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un rotolo del Pentateuco:
i primi 5 libri della Bibbia
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esodo: da una Bibbia
del XIV secolo
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i Leviti
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arca di Noè:
miniatura medievale
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Mosè di Michelangelo |

Davide e Golia:
Caravaggio |
GLI EBREI
Gli Ebrei abitavano la terra di Canaan, confinante a Nord con la catena del
Libano e dell’Antilibano, a sud con il deserto del Sinai, a Est con il deserto
Arabico, a ovest con il Mediterraneo.
In origine la terra di Canaan fu abitata dai Cananei, popolo etnicamente
affine ai Fenici. Verso il 1200 a.C. fu occupata lungo il litorale dai Filistei,
uno dei popoli del mare, di origine indoeuropea. Dai Filistei deriva alla terra
di Canaan il nome Palestina.
La regione più fertile della Palestina era la Galilea, e si estendeva dalle
montagne del Libano a sud fino al monte Tabor. La Galilea era la regione dove
visse Gesù.
Nel centro della Palestina era la Samaria, a sud la Giudea, arida e dirupata,
con Betlemme e con la capitale Gerusalemme.
A Oriente era l’attuale Transgiordania, che gli Ebrei chiamavano Gilead.
La Palestina ebbe una grande importanza storica perché diede origine a
Ebraismo e Cristianesimo, inoltre essa era l’unica via terrestre praticabile tra
l’Egitto, la Siria e la Mesopotamia: fondamentale fu quindi il suo ruolo
nell’emigrazione e nel commercio.
NOTIZIE STORICHE
Dalla Bibbia
Nel (2100 a.C.). il patriarca Abramo, capo riconosciuto dal popolo
ebreo sia dal punto di vista religioso che politico, viveva con la sua gente a
Ur, nella Caldea meridionale. Un giorno Abramo ricevette da Dio l’ordine
di abbandonare la Caldea e di guidare il suo popolo fino alla terra di Canaan.
Abramo e il suo opolo afrontarono terribili traversie finché non giunsero ad
occupare la terra ad occidente del Giordano. Da questa occupazione nacque il
nome di Ebrei, che significa abitanti dell’altra parte del fiume.
Ad Abramo successe il figlio Isacco, a Isacco successe Giacobbe. Giacobbe fu
chiamato anche Israele, che significa forte dinanzi a Dio.
Giacobbe ebbe 12 figli, ma il suo preferito era Giuseppe. I fratelli erano
gelosi di Giuseppe e un giorno decisero di venderlo ad alcuni mercanti che lo
condussero in Egitto. Grazie alla sua intelligenza e saggezza Giuseppe divenne
ministro del faraone.
La Palestina dovette affrontare delle gravi carestie così i fratelli vennero
in Egitto a far provviste. Giuseppe li riconobbe e ottenne dal Faraone il
permesso di trasferire il popolo ebreo in Egitto.
Il popolo ebreo rimase in Egitto dal 1650 al 1300 circa.
L’esodo dall’Egitto (1300-1250 circa).
Gli Ebrei prosperarono in Egitto, ma non si mescolarono mai agli Egiziani:
conservarono lingua, religione, cultura.
Dopo la cacciata degli Hyksos gli Egiziani estesero il loro odio nei
confronti degli stranieri agli Ebrei, che non si erano mai integrati, e li
tennero in Egitto come schiavi, sottoponendoli a lavori molto duri.
Gli Ebrei furono liberati dall’oppressione egiziana da Mosé, il quale,
secondo il racconto biblico, aveva ricevuto da Dio l’incarico di riportare il
popolo eletto nella Terra Promessa (la Palestina). Il nome Mosé significa
"salvato dalle acque". Racconta infatti la Bibbia che il Faraone, vedendo che
gli Ebrei aumentavano in numero e in potenza malgrado i maltrattamenti, aveva
ordinato che venissero uccisi tutti i neonati maschi dei discendenti di
Giacobbe.
Mosé fu sottratto a questo tragico destino dalla madre che lo depose in un
canestro sulla riva del Nilo in un posto dove soleva bagnarsi la figlia del
Faraone. Quest’ultima, sentendo i pianti del fanciullo lo fece portare nel
palazzo reale dove fu allevato e istruito.
Dopo diverse peripezie raccontate nella Bibbia e molto note anche per i
numerosi film e romanzi prodotti sull’argomento, Mosè riuscì a guidare gli Ebrei
fuori dall’Egitto e ad attraversare il mar Rosso.
Il popolo ebreo non raggiunse però subito la Terra Promessa, ma vagò per 40
anni nel deserto. Secondo la Bibbia tale ritardo fu dovuto alla necessità di una
completa rigenerazione spirituale del popolo ebraico prima di affrontare le
bellicose popolazioni cananee.
Durante la peregrinazione nel deserto Mosé, secondo la Bibbia, ricevette le
Tavole della Legge (I dieci comandamenti) da Dio sul monte Sinai.
Gli Ebrei in Palestina (1250-1230 circa).
Mosé morì prima di raggiungere la Terra Promessa. Il comando fu preso da
Giosué, il quale, attraversato il Giordano, riuscì ad espugnare la città di
Gerico e ad occupare gran parte della Palestina dopo una serie di battaglie
terribili contro i Cananei.
Il territorio fu diviso tra undici tribù di Israele, che era composto da
dodici tribù. La dodicesima , la tribù di Levi, da cui erano tratti i sacerdoti,
fu esclusa da ogni proprietà e sarebbe vissuta disseminata tra le altre dalle
quali avrebbe ricevuto la decima parte dei prodotti dell’agricoltura.
Alla morte di Giosuè le dodici tribù ripresero la loro autonomia e si
governarono da sole conservando soltanto legami religiosi tra loro.
I Giudici (1230-1020) Dovendo però lottare duramente contro i
popoli confinanti avevano bisogno di una maggiore unità: quindi nei momenti di
maggiore pericolo sceglievano dei capi militari e politici detti Giudici, i
quali riportarono diverse vittorie contro i nemici senza mai riuscire a batterli
definitivamente.
Tra i giudici probabilmente si ricorda di più Sansone, celebre per la sua
forza straordinaria e per la celebre storia d’amore con Dalila che lo tradì
rubandogli il segreto della sua forza.
I Re (1020-922).
La minaccia dei popoli confinanti si faceva sempre più pericolosa e
pressante: fu quindi necessario costituirsi in monarchia.
La monarchia acquistò fin dall’inizio carattere sacro perché Samuele, ultimo
dei giudici e sommo sacerdote, consacrò Saul (10020-1000) su indicazione divina.
Saul sconfisse i Filistei e altri popoli nemici in diverse battaglie, ma
sconfitto dai Filistei presso il monte Gelboè si uccise sul campo di battaglia.
Successore di Saul fu Davide, suo genero, che Saul aveva perseguitato perché
roso dall’invidia a causa del suo valore in guerra.
Davide fu il più grande tra i re d’Israele.
Si fece notare per il suo valore quando, semplice pastorello, sconfisse e
uccise il gigante Golia, cmpione dei Filistei, armato di una semplice fionda.
Davide sconfisse definitivamente i Filistei e gli altri nemici d’Israele e
stendendo i confini del regno fino alla Siria a nord, l’Eufrate a est e il mar
Rosso a sud.
Conquistò Gerusalemme e ne fece la capitale del regno, nonché centro politico
e religioso del suo popolo.
Approfittando del suo immenso prestigio limitò molto l’autonomia delle tribù
accentrando i poteri nelle mani del re.
Davide fu grande poeta e musicista; di lui rimangono nella Bibbia moòti inni
religiosi (i Salmi) cantati dai sacerdoti e dal popoli in onore di Dio.
Grande e famoso fu anche Salomone, (961-922) figlio di Davide, il quale si
dedicò a dare al suo popolo prosperità e splendide opere edilizie.
Salomone protesse gli artisti, si fece costruire una magnifica reggia nella
quale furono impiegati anche artigiani fenici, strinse relazioni politiche e
ommerciali con gli Egiziani e con la favolosa regina di Saba che si mosse dal
suo regno lontano per conoscere Salomone e la sua sapienza.
Salomone, divenuto leggendario per la sua sapienza, scrisse anche tre libri
sacri: I Proverbi, l’Ecclesiaste, il Cantico dei Cantici.
Come spesso succede nella storia dei popoli il punto più alto coinide con
l’inizio della decadenza: i forti tributi imposti per la costruzione di edifici
pubblici e per il lusso della corte provocarono un gran malcontento tra la
gente.
Fece le spese di questi malcontenti il figlio di Salomone, Geroboamo: in
seguito a una grande insurrezione ben dieci tribù si staccarono dal regno
scegliendo come capo Geroboamo, che era stato un capo dell’opposizione al tempo
di Salomone ed era stato condannato all’esilio.
Si formarono così due regni: a Nord il regno d’Israele (922-586), formato
dalle dieci tribù secessioniste, con capitale Samaria; a sud il regno di Giuda,
formato dalla tribù di Saul e dalla tribù di Davide, con capitale Gerusalemme.La
durata del reno di Giuda va dal 922 al 586.
Approfittarono di questa divisione e del conseguente indebolimento gli Assiri
a est e gli Egiziani a sud.
Il regno d’Israele fu maledetto dai profeti. La sua storia fu caratterizzata
da molte discordie interne e terminò sotto il re Sargon II che deportò gran
parte del popolo in Assiria.
Dopo la fine del regno d’Israele gli unici Ebrei superstiti (non dispersi in
mezzo agli altri popoli) furono quelli del regno di Giuda; per questo si suole
definirli, da, da quel momento in poi, anche Giudei.
Il Regno di Giuda durò un secolo in più (586), cadde sotto la
conquista babilonese del re Nabucodonosor e gran parte della popolazione fu
deportata in Babilonia (cattività Babilonese). Durante i combattimenti tra
Babilonesi ed Ebrei fu distrutta la città di Gerusalemme. La cattività
babilonese durò cinquanta anni, fino a quando Ciro, re di Persia, conquistò la
Babilonia e permise agli Ebrei con un editto di ritornare in Palestina.
Gli Ebrei ricostruirono Gerusalemme e il tempio, ma passarono prima sotto il
dominio della Macedonia, dell’Egitto, della Siria e infine dell’impero romano.
La dispersione degli Ebrei per il mondo.
Nel 66 d.C. sotto il regno di Nerone, il generale Vespasiano domò una
ribellione degli ebrei. Salito al trono Vespasiano suo figlio Tito sconfisse
definitivamente gli Ebrei, distrusse il tempio di Salomone e gli Ebrei furono
dispersi per il mondo. (70 d.C.)
Essi, legati dal vincolo della religione e dell’appartenenza etnica, rimasero
tuttavia rigidamente attaccati alle tradizioni dei loro padri, considerandosi
stranieri nei paesi che li ospitavano, e subendo spesso, per questo, odio e
persecuzioni. Religione
Fondamenti dalla Bibbia. Dio ha creato gli uomini a sua immagine. Gli uomini
sono responsabili delle proprie azioni e saranno giudicati alla fine della loro
vita. Le norme alle quali gli uomini devono obbedire sono contenute nelle tavole
della Legge che Dio diede a Mosé sul monte Sinai dopo la fuga dall'Egitto. Anche
prima di questo episodio, però c'era un patto tra Dio e il suo popolo:
il popolo avrebbe ubbidito ai
comandamenti di
Dio ed egli, come un padre, avrebbe dato loro quanto necessario per una vita prospera e felice.
Secondo la Bibbia la "Terra promessa", era stata concessa da Dio al suo popolo
facendo seguito alla promessa fatta ad Abramo.
Il sabato
Tra le feste religiose degli Ebrei, quella del sabato era la più importante e
commemorava il giorno di riposo preso da Dio dopo la creazione. Il sabato quindi
era un giorno di riposo assoluto per tutti, liberi e schiavi. La Pasqua invece
coincideva con il ritorno della primavera e ricordava la liberazione dall’Egitto; la Festa
dei Tabernacoli (“delle tende o capanne”) era invece la festa della mietitura.
Ogni 50 anni si celebrava anche il Giubileo: per la durata di un anno non si
lavorava la terra e si raccoglieva soltanto ciò che cresceva spontaneamente nei
campi. Inoltre, in virtù delle leggi dell’uguaglianza contenute nelle Tavole della Legge,
si liberavano gli schiavi e si ridava il possesso di tutti i beni a coloro che avevano
dovuto cederli per debiti.
La Bibbia
L’intera storia del popoìo ebraico è raccontata nella Bibbia, il libro delle
leggi e delle usanze religiose degli Ebrei. Queste leggi e usanze furono
raccolte da moltissimi scrittori, i quali raccontarono anche gli avvenimenti di
cui erano venuti a conoscenza. Nacque così una delle prime storie del genere
umano. Il cristianesimo accolse la Bibbia degli Ebrei (Vecchio Testamento) come proprio testo sacro, integrandola con il
Nuovo Testamento e diffondendola in tutti i luoghi e i Paesi dove si affermò.
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