
elemento di una collana di vetro
proveniente dalla necropoli di Fontana
Noa vicino a Olbia |

boccale ornato da una testa
femminile (Parigi, Lovre) |

Sfinge alata scolpita nell'avorio.
Londra, British Museum |

nave fenicia. Beirut,
museo nazionale |

Nave da guerra su
una moneta fenicia |

ricco signore fenicio |

carro da guerra su
moneta fenicia di Sidone |

scarabeo con sfinge
con scritta fenicia |
I FENICI (1600-531 a.C.)
LA FENICIA. – I Fenici occupavano una striscia di terra lunga circa 250
chilometri compresa tra il mare Mediterraneo a Ovest, le montagne del Libano a
est, la Palestina a Sud.
Il territorio offriva poco dal punto di vista agricolo, ma le coste offrivano
buoni porti e le montagne erano ricche dei famosi cedri del Libano, alberi
adattissimi alla costruzione di navi, sia per i tronchi dritti e lunghi e sia
per la qualità del legno, molto resistente all’acqua.
I principali centri dei Fenici furono tutte città di mare divenute ricche e
potenti con i commerci: Arad, Ugarit, Biblio, Berito (odierna Beirut), Sidone e
Tiro.
NOTIZIE STORICHE. – I Fenici vivevano nelle valli, separate tra loro, che
si dipartivano dalla catena del Libano. Non formarono mai uno stato unitario, ma
città stato spesso in lotta tra loro.
Per questo non si può tracciare la storia dei Fenici come un racconto
unitario, ma seguendo le vicende delle singole città stato.
Biblo è stata la prima città della Fenicia a raggiungere ricchezza. Essa
ebbe raporti commerciali molto antiche con l’Egitto, ma ad un certo punto i
rapporti commerciali si trasformarono in rapporti di sudditanza. Tali rapporti
durarono fino al 1730, anno in cui l’invasione degli Hycsos tagliò fuori
l’Egitto dal commercio con il Mediterraneo.
Quando nel 1500 circa i Faraoni riuscirobo a cacciare gli Hycsos, Biblo e le
altre città della Fenicia ricaddero sotto il dominio egizio.
Sidone raggiunse il massimo della sua potenza tra il 1500 e il 1100
approfittando del crollo della potenza marittima cretese. La sua potenza fu tale
che Omero chiamava Sidonii tutti i Fenici. Anche quando fu sotto il dominio
egiziano Sidone riuscì comunque a conservare propri re, una propria flotta e
completa libertà di commercio.
Sidone fondò numerose colonie in tutto il Mediterraneo Orientale; la sua
potenza fu abbattuta da uno dei popoli del mare, i Filistei che abitavano le
coste della Palestina.
La potenza di Tiro ebbe inizio con la fine della potenza
sidonia e copre il periodo che va dal 1100 all’800. Il re Hiram fu contemporaneo
di Salomone al quale mandò degli artigiani che collaborarono all’edificazione
del tempio di Gerusalemme.
Per evitare parzialmente la rivalità dei popoli del mare nel Mediterraneo
Orientale Tiro fondò molte colonie nel Mediterraneo Occidentale a Malte, nelle
Baleari, in Sicilia (Panormo, Drepano, Lilibeo), nella Sardegna (Caralis), in
Corsica, in Africa settentrionale (Cartagine, Utica) e nella Penisola Iberica
(Malaga, Cartega, Cades ecc.).
Varcato lo stretto di Gibilterra raggiunsero le coste dell’Inghilterra, da
cui traevano lo stagno necessario per la fabbricazione del bronzo, fino al Mare
del Nod e del Mar Baltico da cui traevano l’ambra.
I marinai di Tiro costeggiarono l’Africa fino al Capo Verde.
La Bibbia racconta che il re Salomone fece costruire un porto nel Mar Rosso
dal quale ogni tre anni partiva una flotta condotta da marinai fenici per il
misterioso paese di Ofir da cui tornava carica di metalli preziosi, avorio e
animali rari. Gli storici non hanno stabilito a quale regiome del mondo
corrisponda il paese di Ofir.
Erodoto, invece, riferisce che l’imperatore Neko II dide ai Fenici l’incarico
di circumnavigre l’Africa, impresa portata a termine in tre anni.
La potenza di Tiro fu abbattuta dagli Assiri, dai Babilonesi e infine di
Persiani, ma occorre notare che anche sotto il dominio persiano i Fenici
dominavano i commerci nel Mediterraneo orientale, mentre il mediterraneo
occidentale veniva dominato da Cartagine.
Il predominio commerciale fenicio nel Mediterraneo Orientale veniva
definitivamente abbattuto solo in seguito alla fondazione di Alessandria sulla
costa egiziana.
Un popolo di navigatori e di mercanti
I Fenici fondarono sulle loro coste numerose città, le più
importanti delle quali furono Sidone, Tiro, Biblo e Berito
(l’attuale Beirut, capitale del Libano). Ognuna di esse era
indipendente e governata da un proprio re, assistito da un
consiglio degli anziani. Troppo deboli militarmente, le città
fenicie pagavano ogni anno un tributo ai potenti imperi confinanti
(prima l’Egitto, poi gli Assiri) in cambio della loro
"protezione" e della libertà dei commerci via mare.
Le grandi foreste di cedri della Fenicia fornirono agli
abitanti la materia prima per le costruzioni navali. Dapprima
furono costruite piccole imbarcazioni per la pesca lungo la
costa; più tardi esse furono sostituite da vere e proprie navi,
assai robuste, costruite utilizzando i tronchi dei cedri,
solidissimi, diritti e lunghi decine di metri.
I Fenici migliorarono anche le tecniche di navigazione.
Durante il giorno "stimavano" a vista il punto in cui si trovava
l’imbarcazione, prendendo come riferimento le diverse caratteristiche della
costa; di notte si orientavano osservando le stelle, in particolare la Stella Polare. Per gli
approdi perfezionarono l’ancora, costituita non più da una semplice pietra, ma da
una barra di legno con un braccio di ferro posto in croce. Il braccio dell’ancora
poteva così affondare nella sabbia o incastrarsi fra le rocce del fondo.
Pirati e marinai (da Erodoto)
Alla metà del V secolo a.C. risale l’opera del primo
grande storico greco, Erodoto di Alicarnasso. Leggendo il brano qui riportato, puoi
ritrovare molte indicazioni
relative alle attività dei Fenici, così come erano
conosciute nel mondo antico. Tra l’altro, nota
come i Fenici non avessero scrupoli a rapire le
donne e a venderle come schiave.
"I dotti persiani sostengono che i Fenici, dopo
esser giunti dal mare chiamato Eritreo (l’attuale mar Rosso)
ed essersi stanziati in
quella regione che ancor oggi abitano, subito si
diedero a lunghi viaggi per mare, e trasportando
mercanzie egizie e assire giunsero anche ad Argo. E Argo in quel tempo era la più importante
città della Grecia. Qui giunti misero in vendita il
carico. E qualche giorno dopo, quando avevano
già venduto quasi tutto, vennero sulla riva del
mare molte donne, e fra esse la figlia del re. Esse, fermatesi presso la poppa della nave,
acquistavano alcune merci, quando i Fenici, incitatisi
l’un l’altro, si lanciarono su di loro. La maggior
parte delle donne riuscì a fuggire, ma la figlia
del re e altre furono rapite. E i Fenici, imbarcatele sulla nave, se ne partirono salpando
alla volta dell’Egitto."
I Fenici agirono prima come commercianti scambiando i prodotti delle regioni
vicine; quindi passarono a vendere anche ciò che loro stessi producevano: porpora,
oggetti di vetro lavorato, legname, tessuti. La loro rete commerciale si allargò a tutto
il Mediterraneo. Le carovane che viaggiavano per via di terra giungevano invece fino ai monti del Caucaso, alla Persia, all’Arabia e talvolta fino all’India.
L’alfabeto fenicio
I Fenici, forse per le necessità pratiche legate al commercio, cercarono
e trovarono un sistema semplice di scrittura. Essi si resero conto che un
certo numero di suoni erano comuni a tutte le lingue: li raggrupparono e li
riprodussero con 22 segni semplici da scrivere e facili da ricordare.
Combinando questi segni si potevano scrivere tutte le parole del mondo.
L'alfabeto fenicio non comprendeva le vocali; esse furono aggiunte in
seguito dai greci.
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