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L'ANARCHIA MILITARE DEL III SECOLO (235-284) L'ANARCHIA MILITARE (235-268). - Dopo l'uccisione di Alessandro Severo, l'impero cadde, per oltre un trentennio (235-268), in un terribile periodo di anarchia militare. Le legioni proclamarono successivamente numerosi imperatori, molti dei quali finirono uccisi dopo un brevissimo regno. Tra essi è degno di menzione M. Giulio Filippo, detto l'Arabo (perché nato in Arabia da un capo di carovane), che celebrò con feste splendidissime il millenario di Roma (247). Intanto i barbari, approfittando di questa generale anarchia, irrompevano dai confini dell'impero: i Goti, varcato il Danubio, penetravano nella penisola balcanica; gli Alemanni, varcate le Alpi, dilagavano nella pianura padana; i Persiani conquistavano l'Armenia, a Mesopotamia e la Siria. GLI IMPERATORI ILLIRICI (268-284). L’anarchia militare di questo periodo fu arrestata dai cosiddetti imperatori illirici (perché tutti nativi della Dalmazia), i quali furono tutti valenti soldati, fautori della più rigida disciplina e schiettamente fedeli all'ideale di Roma. I principali tra essi furono Claudio II, soprannominato il Gotico per le sue vittorie sui Goti (268-270), che sconfisse i Goti e gli Alemanni; Aureliano (270-275), che, continuando l'opera del predecessore, sconfisse nuovamente i Goti e gli Alemanni, e cinse Roma di una poderosa cerchia di mura (Mura Aureliana); Probo (276-282) e Caro (282-283), che continuarono a difendere l'impero contro le sempre più frequenti irruzioni dei barbari. Durante questo cinquantennio, che va dalla morte di Alessandro Severo (335) all'avvento al trono di Diocleziano (284), l'impero si va trasformando da autocrazia militare a monarchia apertamente teocratica. |