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LA CASA RINASCIMENTALE

CENNI STORICI

L'età del Rinascimento (xv e XVI secolo) vede, in tutta Europa, il fiorire di invenzioni e scoperte - dalla carta alla stampa, dalla polvere da sparo al tornio e al mulino a vento - che danno un più forte impulso alle industrie ed ai traffici e provocano il graduale passaggio dalla economia artigiana del Medioevo a quella che necessita dell'impiego di forti somme di denaro (capitali).

I grandi viaggi di esplorazione e la scoperta dell' America, determinano lo spostamento delle grandi rotte dal Mediterraneo all'Oceano Atlantico, l'ascesa dell'Inghilterra quale potenza marinara, il consolidamento della monarchia spagnola, che conquista vasti domini coloniali. L'Italia, spesso campo di battaglia per le potenze europee in lotta tra loro, è frazionata in vari Stati (Repubblica Veneta, Stato Pontificio, Principato dei Medici a Firenze, dei Gonzaga a Mantova, degli Este a Ferrara, dei Montefeltro ad Urbino, ecc.). I Signori rinascimentali, assai spesso tiranni rapaci e brutali, amano però la vita raffinata, sono sensibili all'arte e alla cultura, si fanno "mecenati" , ed è questo il loro merito più grande, di poeti e letterati, di pittori, scultori, architetti che vivono alla loro corte, operano per loro, edificano e decorano palazzi e ville.

«Questo [Federico da Montefeltro] tra l'altre sue cose lodevoli, nell' aspro sito d'Urbino edificò [= fece edificare] un palazzo, secondo la opinione di molti il più bello che in tutta Italia si ritrovi) e d'ogni opportuna cosa sì ben lo fornì, che non un palazzo, ma una città in forma di palazzo esser pareva: e non solamente di quello che ordinariamente si usa, come vasi d'argento, apparamenti [= addobbi] di camere di ricchissimi drappi d'oro, di seta, d'altre cose simili: ma per ornamento v' aggiunse una infinità di statue antiche di marmo e di bronzo, pitture singolarissime, instrumenti musici d'ogni sorte) né quivi cosa alcuna volle se non rarissima ed eccellente) appresso con grandissima spesa adunò un gran numero di eccellentissimi e rarissimi libri Greci, Latini, ed Ebraici, i quali tutti ornò d'oro e d'argento estimando che questa fosse la suprema eccellenza del suo magno palazzo».

(R. Castiglione, "Il libro del cortegiano")

I PALAZZI

Una volta cessate le lotte comunali, passati ormai il potere e la ricchezza nelle mani dei Signori borghesi, banchieri, (come i Medici ad es.) o ricchi mercanti che estendono il loro dominio ad una vasta regione, i palazzi perdono il carattere di fortino che avevano nel Medioevo. Scompaiono torri, merlature, speroni.

Tuttavia si può dire che il palazzo del Rinascimento nasca dalla fusione di elementi preesistenti in una forma nuova rielaborata dall'atrio romano deriva il cortile, dalla casa medioevale la facciata, dal palazzo comunale la massa possente (= il volume) dell'edificio. La pianta è quadrata o, più spesso, rettangolare. È costruito in muratura e il tipo di pietra varia a seconda dei luoghi. Anche lo schema generico subisce qualche variazione, in relazione alle condizioni ambientali, allo spazio circostante, alle tradizioni locali.

«Comoda si dovrà dire quella casa che sarà conveniente alle qualità di chi la dovrà abitare e le cui parti saranno proporzionate tra loro. Perciò l' Architetto dovrà soprattutto tener presente che ai gentiluomini più potenti si addicono case con logge, sale spaziose e ornate, di modo che in tali luoghi si possano intrattenere con piacere quelli che aspetteranno il padrone per salutarlo o pregarlo di qualche aiuto e favore. Ai gentiluomini minori convengono palazzi minori, di minor spesa e meno decorati. Per i Causidici [= dottori] e gli Avvocati si dovrà fabbricare in modo che nelle lor case vi siano luoghi belli da passeggiare, affinché i clienti vi sostino senza lor noia. Le case dei Mercanti avranno i locali ove riporre le mercanzie rivolti a Settentrione e disposti in maniera che i padroni non abbiano a temere dei ladri ».

(Palladio, "Il libro dell'architettura")

Facciate

La superficie delle facciate ora è liscia, ora trattata a riquadri in rilievo, sbozzati (bugnato rustico) o lisci (bugnato liscio),talvolta il tipo di mura tura varia da piano a piano, spesso il bugnato è limitato ad alcune parti con funzione decorativa. La facciata si distende piana e pacata, coronata da un possente cornicione finemente lavorato e da motivi architettonici sporgenti che sottolineano la suddivisione dei piani. Le finestre, ariose, sono disposte con ordine e regolarità, mancano balconi e logge ed è esclusa la decorazione a colori. Quanto agli elementi costruttivi prevalgono l'arco a pieno centro (perché la curva semicircocolare è ritenuta più armoniosa di quella acuta dell'ogiva) e le colonne classicheggianti che incorniciano finestre e portoni. Il palazzo è un blocco compatto che si armonizza con il luogo in cui sorge e non ha mai dimensioni troppo vaste. In genere è a tre piani, che si affacciano sul cortile centrale. I palazzi del 400 sono sobri, semplici, mentre quelli del 500, soprattutto a Roma, diventano più solenni, fastosi e monumentali. I più importanti sorgono su una vasta piazza.

Distribuzione interna

Varcato l'ingresso e percorso un breve vestibolo (atrio, androne), si accede al cortile, raccolto e luminoso, tutto recinto a pianterreno da un ampio porticato ad archi su cui affacciano le finestre dei piani superiori. Le facciate che danno sul cortile sono architettonicamente curate come la facciata esterna. Il pianterreno è destinato ai locali di servizio che, come la portineria, il corpo di guardia, non han bisogno di grandi finestre. Spesso comprende un piano ammezzato, destinato a locali di disimpegno o ad abitazione per la servitù. Il primo piano è il più importante, riservato ai locali di rappresentanza, usato in occasione di ricevimenti, feste, solennità varie. La comunicazione tra i vari ambienti è quasi sempre assicurata da portici e gallerie di disimpegno. Le sale sono alte e ampie. Il secondo piano è occupato da locali in cui abitano normalmente i componenti della famiglia. Le camere da letto sono in genere piccole, mal distribuite, senza disimpegno. Nel sottotetto abita la servitù (se non è sistemata anch'essa al secondo piano), vi si accede mediante scale a chiocciola ricavate nello spessore dei muri. Un tipico elemento del palazzo rinascimentale sono le scale: nella seconda metà del 500 gli architetti si sbizzarriscono nel crearne di sempre più varie e fantasiose. Le comunicazioni tra i piani sono assicurate da scale principali e scale di servizio, disposte in modo da non alterare l'armonia delle facciate più importanti e da non interrompere la successione delle sale intercomunicanti del piano nobile (primo piano). Nei palazzi del '400 gli scaloni sono ampi, a rampe rettilinee: partono da un angolo del porticato a pianterreno e arrivano all'angolo corrispondente del piano superiore.

Il pianerottolo intermedio è ben illuminato da due finestre che prendono luce dall'esterno e la distribuiscono alle rampe. Nei palazzi del 500 invece le rampe sono curve, ad angolo, dentate, ecc. per occupare minor larghezza. Il pianerottolo prende luce da una chiostrina (= pozzo di luce, piccolo cortile).

Decorazioni

Nei saloni più importanti i pavimenti sono di marmi preziosi e policromi, negli altri locali sono fatti di mattonelle smaltate e dipinte con motivi ornamentali, spesso intonati con quelli dei soffitti.

I soffitti dapprima mostrano ancora in vista le travature in legno dipinto, poi si adornano di un cassettonato di legno, infine di intagli e pitture.

Arredamento

La parte superiore delle pareti è decorata i con stucchi bianchi o dorati: la centrale è affrescata con scene di paesaggio, festoni di frutta e foglie, scene campestri o allegoriche, oppure è ricoperta di stoffe preziose (damaschi, broccati) decorata con arazzi, quadri, ecc. Lo zoccolo è, generalmente, di legno intagliato e intarsiato. Il riscaldamento è assicurato dai camini, sempre più numerosi, eleganti e vari per forme e decorazioni, e da vari tipi di bracieri portatili. In genere, in Italia, il camino è a bocca piccola, senza sporgenze e senza cappa in vista.

Anche se le latrine esistono, nei palazzi le condizioni igieniche non migliorano molto rispetto a quelle del Medioevo.

Il legno preferito per i mobili è il noce, ma sono anche usati l'abete, il cipresso, il castagno. Il letto è alto, circondato da predelle o cassoni che poggiano sul pavimento o su una pedana. La lettiera ha un fondo di tavole o una rete di funi su cui poggia il materasso: talvolta poggia a terra, talvolta su quattro piedi lavorati. Acquista le spalliere, più alta e decorata la superiore. Si usa porre sotto il letto una cassa munita di rotelle "letto a carriola" che vien tirata fuori di giorno per sedere.

I cassoni si fanno sempre più belli e preziosi, vere opere d'arte. Nel 400 sono in genere ricoperti di panno, stoffa, cuoio lavorato o semplice, con serrature e decorazioni in ferro battuto. In seguito vengono dipinti per intero o in parte e lavorati ad intaglio. Nel' 500, quando il cassone ha ormai perso la funzione di sedile, assume forme varie, a seconda degli usi (cassone, cofano, forziere, cassa da viaggio, cassone per il corredo, ecc.) e raggiunge il massimo splendore. Le sedie sono varie di foggia, con o senza spalliere, e decorazioni. Tipiche del 400 sono la savonarola e la dantesca. Il tavolo è stabile, con appoggio unico o a colonna, zoccoli rotondi, esagonali, ecc., piani di tutte le forme, con cassetti o senza. Tipico il tavolo fiorentino di gran lusso con il piano formato da intarsi a mosaico di pietre dure colorate.

LE VILLE

Un tipo di residenza che si sviluppa in Italia durante il Rinascimento e che raggiunge forme di straordinaria bellezza è la villa. Le prime ville toscane del 400 sono insieme abitazione, giardino, tenuta agricola; con il passar del tempo e con l'accrescersi della ricchezza dei signori la villa acquista un carattere più raffinato. Il fabbricato principale è costruito in posizione dominante, sorretto da muraglioni a terrapieno in cui si aprono nicchie, fontane, grotte e porticati: ha davanti un ampio spiazzo cui si accede mediante una serie di scale ora diritte, ora curve; è tutto circondato da giardini allietati da cascate, fontane, statue che gettano zampilli d'acqua. La villa rinascimentale viene costruita tenendo conto del paesaggio cui fa da sfondo e dentro cui si dispone armoniosamente. L'edificio si adatta alla conformazione del luogo e mira a inquadrare il più possibile la vista della natura circostante entro una serie di loggiati, terrazze, porticati. Dice il Palladio, creatore di stupende ville nel Veneto a proposito della "Rotonda" edificata per Monsignor Paolo Almerico:

« Vi sono state fatte le logge in tutte e quattro le facciate, perché gode da ogni parte di bellissime viste, delle quali alcune sono terminate, alcune più lontane e altre che terminano con l'orizzonte ».

E, a proposito della villa Trissino a Meledo:

«poiché il sito è bellissimo, perché è sopra un colle il quale è bagnato da un piacevole fiumicello ed è nel mezzo di una molto speciosa [ = bella natura] nella sommità del colle ha da esservi la Sala ritonda, circondata dalle stanze e però tanto alta che pigli il lume sopra di quelle ».

LE CASE BORGHESI

Nel 400 il tipo prevalente di abitazione per la piccola borghesia e per il popolo è la casa unifamiliare a schiera. Essa conserva in Italia e in Europa, più o meno invariato, lo schema e la distribuzione degli ambienti assunto nel Medioevo. Nel 500 invece con l'evoluzione dell'industria, l'aumento della popolazione nelle grandi città, la graduale diminuzione delle zone verdi trasformate in aree fabbricabili, nasce il problema degli alloggi. Alla fine del '400 la situazione di Milano è già così critica che Leonardo da Vinci propone al duca di Milano di destinare certe arterie (grandi vie) al traffico dei veicoli, altre a quello pedonale e di costruire dieci nuove città satelliti per « disgregare tanta congregazione di popolo che a somiglianza di capre l'uno addosso all' altro stanno empiendo ogni parte di fetore, e si fanno semenza di pestilente morte [= provocano grandi epidemie] ».

E così anche Giovanni Botero Cl informa che a Parigi, nel '500:

« quando tutti gli spazi aperti di Parigi furono occupati dalle costruzioni, in seguito all' aumento della popolazione e alla speculazione edilizia, Francesco I regalò agli studenti della Sorbona un pezzo di prato lungo il fiume per i loro giochi».

Nelle case borghesi si nota anche un cambiamento nella distribuzione degli ambienti: i locali destinati all'abitazione vengono separati da quelli riservati al lavoro. Il pianterreno, da laboratorio artigiano che era, diviene sede di botteghe che vengono cedute in affitto. Il piano ammezzato vien destinato agli uffici, i piani superiori alla parte intima dell'abitazione (camere da letto, da pranzo, ecc.). Il giardino posteriore tende, purtroppo, a scomparire, occupato, per necessità di spazio, da capannoni per attrezzi o macchinari, o da nuovi alloggi talvolta vien sostituito da un cortiletto interno. La tecnica costruttiva però migliora: le finestre divengono più ampie e regolari, l'uso del vetro più frequente, i caminetti più numerosi, la cucina e i servizi più efficienti. Le case sono di proprietà o d'affitto. Francesco Doni, uno scrittore del '500, ci parla dei guai degli inquilini e dei padroni di casa:

«Io ho una sol casa e di quella pago un tanto. Questa mi dà un solo affanno pensiero e noia: il pagare. E al padrone ne dà parecchi: che la non rovini [= che non si deteriori], d'esser pagato - che non è poco fastidioso il riscuotere - di difendermela, di conservarla a sé)' e in fino a quando ei muore, quelle benedette case gli san nel capo...». (F. DONI, Scntti vari)

La decorazione degli interni è semplice, il mobilio è prevalentemente di pioppo o di olmo.

LA SITUAZIONE A VENEZIA

Case popolari

Anche a Venezia vicino ai palazzi lussuosi dei ricchi e ai più modesti palazzetti borghesi, già nel '500, si vedono moltiplicarsi i quartieri popolari, costituiti da case a schiera, disposte di solito intorno ad un "campiello", che serve da cortile per tutti e permette che la vita si svolga per lo più all'aperto. Sono piccole case d'affitto per una sola famiglia, in muratura, ognuna con ingresso propprio; sono costituite da una stanza a pianterreno usato come ingresso, cucina e soggiorno; mediante una rampa di scale, interna o esterna, di legno o, più raramente, in muratura si accede al piano superiore composto di due camere. Tipica è la presenza di grossi comignoli sui tetti. Il Doni descrive argutamente una casa di questo tipo in cui alloggia a Venezia:

«Io ho la più traditora stanza (se pur la si può chiamar così) che sia in tutta questa terra, la più cattiva compagnia, e patisco la maggior incomodità del mondo. Per consolazione del dormire: una soda materassa, un buono e ben fatto letto duro, guancial voto, lenzuola grosse e coperta azzurra a uso di ospedale. Di notte mi tastano il polso - a uso di medico crudele - e mi salassano un esercito di cimicioni e una turba di grosse pulci. Sopra il capo, in una soffitta antica, penso che vi faccian collegio i topi e concistoro i ragnateli di sotto. È una via dove passa tutta notte continuamente di questi sciagurati perdigiornata che van cantando all' arrabbiata. Mi sta accanto, tramezzato [ = separato] da un muro di legno, il prete Gianni il quale combatte ognora con pillole, impiastri, cerotti e grida con gran forza... Dall'altra banda ho una vecchia e un sartore, i quali due terzi della notte, tra il romor delle cesoie e il tossir della sdentata, mi danno un sollazzo di quel più traditor si trovi al mondo. All' alba, per un canale puzzolente, fetido e gaglioffo, compariscono le barche, piatte e gondole, gridando e ragliando con voci sgangherate a gara l'uno con l'altro, chi cipolle ed agli freschi, e poponi marci, uva fradicia, pesce stantio e fasci verdi da far impazzare ogni savio cervello, rintronare ogni capo saldo

In questa camera si gusta l'inferno, qua dentro si trova il purgatorio e si fa penitenza di tutti i suoi peccati».

(F. DONI, scritti vari)

Palazzi

L'architettura veneta risente dell'influenza toscana pur restando fedele a certi caratteri acquisiti nel corso dei secoli e dovuti alla particolare condizione lagunare della città di Venezia. La facciata perde il suo carattere arioso e leggero e si fa più regolare e compatta; si dà gran risalto ai cornicioni, alle cornici delle finestre, ai motivi architettonici in rilievo. Il palazzo sovrasta con la sua mole le linee delle case vicine, la sovrapposizione dei tre piani non tien conto del modo con cui son ripartiti i piani degli edifici confinanti. L'atrio è alto quanto il pianterreno, che comprende anche un piano ammezzato, ed assume un carattere monumentale sottolineato dal portone d'ingresso sopraelevato su una scalinata. Le finestre non rispondono più alle dimensioni e funzioni delle stanze ma servono solo alla ripartizione regolare e ordinata della facciata in pieni e vuoti. Il piano nobile è il secondo, occupato dalla immensa sala di rappresentanza in cui affluiscono le stanze minori.

L'Aretino cosi descrive nei 1548 una ricca casa che ha visitato:

« Di molte gentilezze vi veggio adorna la casa... Tosto che s'entra nel cortile vostro, eccoti venire incontro galline d'India, pavoni d'Italia, grue di paludi, oche di villa e struzzi e tassi e gufi, strani conigli, volpicini e lepretti... Nel salire le scale poi, le calandre, i canarini pareggiano tutte le armonie dei clavicembali e dei liuti. Qua cinguetta una gazza, là gorgheggia un pappagallo, e altrove salta una scimmia. Per le sale, per le camere e per le stanze appaiono copie di libri e di quadri e di ritratti con mille novità di pitture uscite da mano illustre. Non dico infinite parole in lode della politezza [= pulizia ] forbitamente lucida perfino delle vostre cucine, che tirano a mirarle come spettacolo di grandi ricchezze... Gli arazzi, i tappeti, i letti, sono lì a paragone delle scimitarre, delle armature, degli scudi, le minori cose che ci siano...».

(Pitro Aretino a Messer Girolamo, 1548, Venezia)

LA CASA IN EUROPA

L'Europa, nel corso del Rinascimento, vede il consolidamento delle grandi monarchie assolute (Francia, Sacro Romano Impero, Spagna) che provocano l'accentramento dei poteri nelle mani del Re, la formazione di una complessa e rigida burocrazia per l'amministrazione, l'accrescimento della forza militare (esercito, armamenti, fortezze, ecc.). La corte in cui risiede il Re, circondato da una folla di nobili, funzionari, prelati, cortigiani si fa sempre più ampia, fastosa e monumentale, diviene il centro della vita culturale ed artistica, simbolo della grandezza del Re in cui si impersona lo Stato.

Francia

Il palazzo francese -l' hotel- resta fedele alla forma del palazzo medioevale, pur trasformandola per rispondere alle esigenze di una classe di nobili, grandi proprietari terrieri e funzionari regi, che si era affermata da secoli, ed era perciò legata alla tradizione e contraria alle innovazioni. Nel 400 il nucleo principale del palazzo non sorge sulla strada, su di essa affaccia un basso corpo di fabbrica destinato a scuderie, rimesse, servizi, stanze per le guardie. Di qui si accede ad un vasto cortile talvolta suddiviso in corte d'onore e corti di servizio. Sul fondo del cortile d'onore sorge, arretrata, l'abitazione vera e propria con cappella privata e il foyer (= focolare, pianterreno in questo caso) destinato alle sale per i ricevimenti ed i banchetti. Nel 500 lo schema rimane lo stesso ma si cerca di riunire in un unico organismo i corpi di fabbrica isolati. Le finestre e le aperture sulla facciata non sono più dettate solo dalla necessità dell'interno ma sono subordinate all' eleganza ed al decoro del prospetto. I tetti sono a forte pendenza, dato il clima rigido, e coperti di lastre di ardesia, i camini sono alti e monumentali, le scale a vite disposte in una struttura ad arcate che forma un corpo sporgente dall'edificio, quasi una torretta (= scale en tourelle). Anche la decorazione degli interni rimane fondamentalmente medioevale. Bisogna attendere la fine del 500 perché le influenze del Rinascimento italiano e del gusto classico, iniziate dalla fine del 400, dopo la spedizione di Carlo VIII in Italia (1494), determinino la nascita del Rinascimento francese.

Altri Stati

Dopo il 500 l'influenza dell'architettura italiana si fa rilevante e si fonde con gli elementi tipici tradizionali delle singole nazioni sia nella Spagna, sia negli Stati dell' Europa centro-orientale.

In Inghilterra e in Germania invece è scarsa la diffusione delle forme rinascimentali: si resta fedeli alle tradizioni e alle forme gotiche.