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citta medievale
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LA CASA NELLA CITTÀ MEDIEVALE Cenni storici – urbanistici sulla città medievale Mentre il sistema feudale, che trova il suo centro nel castello, si evolve a poco a poco, la città, che in Europa, e soprattutto in Italia non era mai completamente scomparsa, lentamente e faticosamente dal sec. x in poi risorge e si sviluppa in forme originali. Con la rinascita delle città, rifioriscono le industrie, i traffici, i commerci, si forma e prospera una nuova classe sociale, la borghesia, che ad essi è legata. Tra le caratteristiche fondamentali della città Medioevale possiamo anzitutto porre il fatto che essa è racchiusa entro una cinta di mura che la protegge da eventuali attacchi esterni (soprattutto di Ungari e Normanni, i nuovi "barbari" del tardo Medioevo). Le torri sono quadrate o tonde, merlate, spesse, a più cinte, con cammino di ronda che, in tempo di pace, è anche luogo di passeggio pubblico. Con il crescere della potenza della città le mura si fanno via via più larghe e fortificate, ad includere i nuovi borghi sorti intorno ad essa. La pianta della città medioevale è varia; ora è rettangolare a blocchi, ora a scacchiera, ma, per lo più, si adatta al luogo in cui sorge, presentando così salite e discese sia nelle strade sia nelle piazze (tipica la "piazza del Campo" di Siena e la "piazza del Saracino" ad Arezzo). Le strade sono strette, sinuose; vie e viuzze si snodano con curve anche a gomito, presentando angoli caratteristici, sboccando all'improvviso davanti a chiese, a palazzi o a panorami di campagna. La tortuosità e l'ampiezza limitata servono anche a difendere gli abitanti dai venti e dal freddo al Nord, dal caldo sole al Sud. Sono spesso fiancheggiate, su entrambi i lati, da portici che formano la parte anteriore della bottega, riparano i banchi degli artigiani e dei mercanti, che lavorano sovente all'aperto. Fino al '600, infatti, le botteghe non hanno vetrine, perché il vetro è un articolo di lusso. Particolare cura si ha per la pavimentazione stradale, per cui si adotta il lastricato (grandi lastre di pietra) o il selciato (piccoli selci di pietra squadrati o ciottoli rotondi) a seconda del materiale ma anche della pendenza, perché, ad esempio, nelle strade di città di zone fredde, il selciato fortemente irregolare favorisce una maggiore viabilità d'inverno.. La pavimentazione stradale, la manutenzione e la pulizia delle strade sono compito dei cittadini. Il nucleo civico della città medioevale, quello cioè in cui si svolge la vita sociale e politica della comunità urbana, formata da liberi cittadini i cui doveri e diritti sono regolati dagli statuti e che svolgono la loro attività nell'ambito delle associazioni, corporazioni delle arti e dei mestieri, è costituito da un complesso di edifici che spiccano sugli altri per la loro imponenza e per la funzione cui debbono assolvere. Anzitutto la cattedrale in cui, nei primi tempi soprattutto della struttura urbana, la gente si raduna più frequentemente. Davanti alla cattedrale o nelle sue vicinanze si apre la piazza del mercato, la cui importanza, con l'evolversi della città, cresce di continuo. Nella piazza del mercato, che può avere forme diverse, si contratta ma si tengono anche riunioni pubbliche ed assemblee. Qui si impiccano o bruciano i criminali o gli eretici, si tengono sacre rappresentazioni, si svolgono tornei. Edificio caratteristico delle città comunali è il Palazzo di Città variamente denominato, dove si tengono le riunioni e le assemblee per il governo della città, che nei primi tempi si tenevano nelle chiese, e per l'amministrazione della giustizia. Tipici di queste città sono anche i palazzi delle Corporazioni degli artigiani e dei mercanti, cioè di quelle associazioni di cittadini che esercitano la stessa professione (lanaioli, pellicciai, setaioli, banchieri, speziali, ecc.) e che costituiscono la classe dirigente della città stessa. Il numero di abitanti delle città medioevali è assai vario, ma poche sono le città sui 100.000 abitanti (Milano, Venezia, Firenze in Italia, Parigi in Francia). Fuori d'Italia, oltre Parigi, pare che le città più grandi fossero Bruges e Londra (rispettivamente 70.000 e 40.000 abitanti); le altre oscillavano tra i 5.000 e i 35.000.
I PALAZZI In Lombardia e nell' Italia settentrionale in genere il palazzo pubblico (broletto, arengario, palazzo della ragione) è adibito alle riunioni dei magistrati e allo svolgimento degli affari pubblici. La pianta, pur variando il materiale e la decorazione, rimane fissa nei sec. XII e XIII. È di forma rettangolare, a due piani. Il piano terreno è aperto e forma una loggia coperta, a volte in muratura, a volte a tavolato. Il piano superiore comprende una sola aula, coperta a tetto o a spioventi, dove i magistrati si riuniscono, discutono, ricevono ambascerie. In Toscana e nell' Italia centrale il palazzo pubblico serve anche come residenza dei magistrati che, nel periodo in cui sono in carica, non possono allontanarsi da esso se non in casi di estrema gravità, e sono mantenuti a spese pubbliche. «I Priori per piacere al popolo scesero col gonfalone in piazza credendo attuare (= placare) il furore... Messer Carlo di Valois si faceva spesso invitare a mangiare. Rispondevamli che per nostro saramento (= giuramento) la legge ci costringea che fare non lo potevamo».(O COMPAGNI) La pianta è generalmente rettangolare, a due piani, manca il loggiato, variano i materiali di costruzione. Comune a tutti la vasta sala di riunione al secondo piano, decorata da affreschi ed arazzi, e la presenza della torre. La torre del comune è la più alta della città in alto si apre la Loggia della Campana che chiama i cittadini a raccolta in caso di pericolo o in cui si asserragliano i magistrati con gli armigeri a loro disposizione. Durante le lotte tra Bianchi e Neri a Firenze « i Priori comandarono che la campana grossa fusse sonata la quale era su il loro palagio,. benché (= però) niente giovò, perché la gente sbigottita non trasse (= accorse) I Priori stettono rinchiusi nella torre della Castagna, appresso alla Badia, acciò non temessono le minacce de' potenti e potessono portare arme in perpetuo e furono lor dati sei famigli e sei berrovieri (= sbirri, derivato da vir-uomo) ». (D. COMPAGNI) Anche in altre città d'Europa il palazzo di Città, che funge a volte anche da mercato, è il centro delle attività municipali. Dapprima è un edificio isolato nella piazza principale, di solito a due piani e con due saloni, di cui quello al pian terreno è adibito a deposito delle merci più preziose che debbono essere protette dalle intemperie e non possono pertanto essere disposte nei banchi che recingono la piazza. La sala superiore viene usata per le riunioni del consiglio municipale, per l'amministrazione della giustizia, per banchetti. Nota il Mumford : « Ne sopravvive qualche traccia anche nella Londra moderna... con il famoso banchetto della Guildhall che segue l'elezione annuale del nuovo Lord Major e al fasto della relativa processione ». Alla fine del Medioevo le famiglie dei più ricchi, che costituiscono la nuova aristocrazia del denaro, organizzano nel Palazzo di Città feste da ballo e vi celebrano le nozze.
Palazzi delle Corporazioni Altro edificio tipico della città medio-evale italiana ed europea è il Palazzo delle: Corporazioni. La Corporazione è un'asso-: ciazione giurata di liberi individui che: praticano lo stesso mestiere e che si im-: pegnano a sostenersi a vicenda, a curare: gli interessi della categoria. Al rapportofeudale di oppressione-soggezione si sosti tuisce un rapporto di solidarietà, cooperazione, aiuto. Nella città gli abitanti sono liberi cittadini, che lavorano uno accanto all'altro in condizioni di parità e senza schiavi ai loro ordini. La Corporazione dei mercanti regolava il flusso delle merci, quelle degli artigiani erano associazioni di maestri nei diversi mestieri per organizzare la produzione e fissare i criteri di esecuzione. La prima Corporazione ha la sua sede ufficiale nella Loggia dei Mercanti, le altre nel Palazzo delle Corporazioni, di questi ne sorge uno per ogni arte nelle città più ricche come Venezia o Firenze. La città medioevale ha un caratteristico aspetto verticale determinato dalla presenza di numerose torri che ne costituiscono la struttura dominante. Bologna ne contava 180, Firenze 150, Pavia più di 10O. A Roma restano in piedi la torre dei Conti e la torre delle Milizie. Le torri gentilizie sorgono vicino alla casa o, più spesso, al gruppo di case delle potenti famiglie consociate, nobili nei primi tempi, borghesi arricchitesi più tardi, e servono solo per l'offesa e la difesa.
LE CASE TORRI L'insicurezza delle case isolate, la netta separazione tra campagna e centro abitato, la ristrettezza di spazio nelle città medioevali, la necessità di costruire edifici compatti per ridurre il costo ed evitare dispersioni di calore creano questo tipo particolare di abitazione. La casa è in muratura, chiusa, stretta e alta come una torre; dalla muratura sporgono ballatoi e balconi in legno. Serve come abitazione per una famiglia, è divisa a più piani - 4- o 5 - con pochissime stanze per piano. Le comunicazioni tra i piani sono assicurate da una scaletta in legno interna. A pianterreno si trova di solito un fondaco che affaccia sulla strada; nei piani superiori son collocate le stanze di abitazione. Nei primi tempi le aperture sono piccole e rade ma già nel XIII sec. le finestre sono più ampie, i locali più ariosi e dotati di logge. A Pisa, dove il terreno non è atto a sopportare grandi pesi, gli architetti risolvono la difficoltà in questo modo l'ossatura della casa-torre è formata da altissimi archi di pietra; il terreno viene rafforzato nelle fondazioni dei pilastri, dentro gli archi si ricavano con materiale leggero, generalmente legno, i piani e le stanze. In alto sporgono eleganti logge. Questo procedimento è applicato in varie città della Toscana. A Viterbo il materiale più usato è il tufo. Gli elementi tipici dell'architettura civile viterbese sono gli archi, le logge, la scala esterna, le finestre. A Siena il materiale dominante nelle torri e nelle case è il laterizio rosso ed il travertino. La casa-torre del secolo XIV si evolve nella casa che poggia su arcate di logge, con fondachi a pianterreno e, in alto, ampie finestre. A Roma, nei palazzi papali e in quelli dei possenti feudatari si cerca di ricreare i modelli antichi e ci si serve spesso dei materiali asportati ai monumenti romani in abbandono.
In Sicilia La Sicilia, che, come la Spagna, sotto la dominazione musulmana raggiunge un alto grado di civiltà, è caratterizzata da un'architettura orientale. Per necessità di clima, di sistema politico, di costume, il palazzo si presenta all'esterno come una forma chiusa, isolata e compatta, recinta da mura, che ricorda la cittadella mesopotamica. « L'abitazione si componeva di un grosso edificio a molti piani, solidamente costruiti di pietre e tutta circondata da giardini. Secondo l'uso, alcune costruzioni leggere, erette a poca distanza dal palazzo, alloggiavano i servi, contenevano la cucina, le scuderie ed i portici per ricevere i forestieri, con alcune celle attigue. Una larga apertura mette in un lungo vestibolo, all' estremità del quale si trovano due camere, una per il servitore che deve essere continuamente agli ordini delle persone che entrano ed escono, l'altra che serve da anticamera alle stanze in cui il padrone riceve gli estranei. Di fronte sono due sale destinate all' alloggio dei servi. Nel centro è un' ampia sala aperta sul di fuori con volta e con quattro sfondi. In quello di mezzo è una fontana di marmo la quale lascia sgorgare un velo d'acqua che si spande in un canale centrale intersecato da piccoli bacini quadrati. Nei due sfondi laterali sono dei divani e due porte che comunicano con le altre camere. Due belle scale salgono al primo piano che occupa le due estremità dell' edificio, perché la volta della sala centrale si eleva fin sotto il suolo del secondo piano. Questo primo piano è riservato alle donne. Il secondo piano presenta la medesima distribuzione del piano terreno, tranne che la sala centrale si apre alle due estremità, sulla campagna. È là che abita il padrone. Al di sopra si trovano ancora alcune camerette per i servi, poi una terrazza donde la vista è meravigliosa... I giardini che circondano il palazzo sono piantati con arte e solcati da molti canaletti di marmo, nei quali scorre acqua limpida e fresca. Sopra la fontana, in un fondo d'oro, un mosaico delicato decora la gran nicchia. Questa come le altre due, termina con sporto [= sporgenza] di piccole arcate che ricordano le stalattiti di certe grotte... L'oro, l'azzurro, il verde, il bianco, il nero, sono distribuiti nel modo più armonioso... Arabeschi dipinti orlano la volta, circondano le vette delle nicchie e si intrecciano a grandi iscrizioni... L'archivolto inferiore è adorno di cordoni di mosaico che circondano fini colonne di marmo bianco collocate agli angoli... Il pavimento è composto di quadrelli di marmo misti a mosaici... ».(VIOLLET LE Duc.) Anche nel periodo di dominazione normanna e sveva in Sicilia l'architettura risente della tradizione bizantina e musulmana. A Palermo il Palazzo dei Normanni è formato da diverse costruzioni sparse entro un recinto di mura e unite da deliziosi giardini, ricchi di fontane, porticati, padiglioni di riposo. Nel recinto si notano due torri di forma musulmana, abitazioni per le ancelle e le guardie, locali dove si tessono panni preziosi, un palazzo, "palatiola", dove si trattano gli affari di Stato e, nel mezzo, una residenza splendida decorata di preziosi mosaici con annessa la cappella Palatina (= del palazzo), il cui soffitto è di cedro dipinto e lavorato a stalagmiti (= gocce, unghie sbalzate nel legno), le pareti ricoperte di mosaici, le colonne e i pulpiti mirabilmente scolpiti.
A Venezia Venezia, data la sua natura lagunare ha una vicenda particolare, sia sotto il profilo urbanistico sia sotto quello architettonico. Fondata nel v sec. da gruppi di Padovani, rapidamente accresciutasi grazie alla immigrazione, alla guerra, alla pirateria, al commercio, politicamente retta da un piccolo gruppo di mercanti e di industriali che in cambio delle durezze di governo offrono ai sudditi la sicurezza economica, Venezia costituisce un modello urbanistico. Al centro di Venezia è piazza S. Marco, in cui si svolge nei primi tempi il mercato dei prodotti agricoli e commerciali, poi trasferito altrove nel corso dei secoli. Gli edifici che compongono Venezia indicano una lenta e continua evoluzione. Nel 1176 comincia la ricostruzione della basilica bizantina di S. Marco. Nel 1180 viene eretto l'antico campanile, nel 1300 inizia la costruzione del Palazzo Ducale, nel 1520 sorgono le Procuratie Vecchie, nel 1536 la Libreria Vecchia. Ma lo schema di S. Marco, e questo è l'interessante, si ripete su scala minore in ogni parrocchia (= rione) cittadina. «Ognuna ha il suo campo, spesso di una strana forma trapezoidale, la sua fontana, la sua chiesa, la sua scuola e magari il palazzo della sua corporazione. I canali, oggi circa 177, erano i confini e le vie di collegamento tra questi sestieri ». (MUMFORD) I membri del Consiglio dei 480 sono obbligati a risiedere nelle parrocchie che rappresentano e i palazzi dei grandi hanno sì la facciata più importante sul Canal Grande ma, attraverso la facciata posteriore, sono uniti al loro quartiere. La vita sociale, a Venezia, è decentrata ogni quartiere svolge una vita autonoma, è completo e dotato di tutti i servizi. Inoltre a Venezia ogni isola svolge una funzione particolare, crea una zona industriale, distaccata dalla città. « La prima zona funzionale fu quella di Torcello, un'isola con una chiesa ed un cimitero, lontana 10 km dove venivano sepolti i morti. Seguì il quartiere industriale dell' Arsenale fondato nel 1104 e ampliato prima nel 1473 e poi nel 1500; cantiere navale, centro di approvvigionamento per i vascelli e fabbrica di munizioni esso nel xv sec. dava lavoro a 16000 operai e poteva ospitare 36000 marinai. Un' altra grande industria veneziana, la vetreria, venne installata nel 1255 nell'isola di Murano per decreto del Maggior Consiglio ».(MUMFORD.)
I Palazzi A Venezia il terreno è instabile; occorre rafforzarlo con poderose fondamenta e la costruzione deve essere leggera. All'esterno il palazzo in muratura con i suoi due tre piani è formato da una serie di archi sostenuti da colonne; a pianterreno c'è un atrio coperto che, dai canali, dà accesso ai fondachi, attraversa in lunghezza tutto l'edificio e funge da comunicazione tra la fronte sul canale e quella posteriore sulla terraferma. Al piano superiore un ampio loggiato illumina la vasta sala su cui si aprono gli ambienti secondari. Manca il cortile e numerose sono le finestre traforate, i loggiati aerei. Nei palazzi più antichi traspare evidente la disposizione interna dei diversi piani dal modo con cui sono disposte e proporzionate le finestre in facciata in rapporto alle funzioni dei diversi ambienti. I palazzi più antichi a Venezia sorgono sulle rive di Rialto ma, nel corso dei secoli, hanno subito alterazioni e trasformazioni. Così, nei palazzi Dandolo, Loredan, Dal Monte, solo i primi due piani risalgono agli inizi del sec. XIII. Le case borghesi e quelle del popolo non si differenziano da quelle delle altre città come funzione, pianta, materiali di costruzione, elementi distributivi. Sono case unifamiliari a schiera. I QUARTIERI POPOLARI Le casate potenti possiedono terre e castelli nel contado e la proprietà di buona parte del suolo pubblico. Intorno ai loro turriti palazzi sorgono interi quartieri. L'ascesa sociale di una famiglia non nobile ma divenuta ricca e potente, è spesso consacrata dall'acquisto del palazzo di un nobile decaduto. Le case dei potenti, veri fortini di difesa e di offesa, hanno, oltre che strumenti bellici, anche prigioni locali e strumenti di tortura. «Messer Corso [Donati] prese le case de' Corlizzi da San Piero e posevi le sue bandiere e ruppe le prigioni per modo che gli incarcerati ne uscirono ». (D. Compagni) Rione e zona funzionale In un certo senso la città medioevale è un insieme di cittadine, ognuna delle quali autonoma e autosufficiente. Essa infatti è divisa in rioni (quartieri, sestieri e parrocchie) ognuno con la sua o le sue chiese, spesso un proprio mercato e una sorgente d'acqua, fonte o pozzo che sia. Inoltre la città medioevale è divisa di solito in zone funzionali, "zona commerciale, zona clericale, zona pubblica, ognuna delle quali corrisponde alle attività più importanti. Nei quartieri sorgono, lungo le vie, le case del popolo minuto. Case del popolo La casa medioevale ha una caratteristica comune a tutte le nazioni: la sua funzione. Essa è una casa-bottega oppure una casa-ufficio, in cui vivono e lavorano il maestro con i suoi parenti, gli apprendisti, gli operai. Tutti mangiano alla stessa tavola, lavorano negli stessi locali, dormono nel salone comune, formano una famiglia. Sono case per una sola famiglia, affiancate, sviluppate soprattutto in altezza, costruite prevalentemente in legno e quindi facile preda delle fiamme, ravvicinate a seconda dei mestieri esercitati tanto che la via prende spesso il nome da essi: via dei Calzaiuoli a Firenze, via dei Baullari, Cestari, ecc. a Roma. Generalmente son case in affitto e anzi buona parte degli introiti dei ricchi viene proprio dalle pigioni riscosse: spesso inoltre essi sono direttamente interessati alla produzione degli artigiani che sono sotto il loro controllo, in quanto essi sono i membri più importanti delle Corporazioni. Durante le lotte interne tra fazioni spesso interi gruppi di case son divorati dal fuoco con gran disperazione dei proprietari. Riferisce Dino Compagni: «In Orto S. Michele era una gran loggia con un oratorio di nostra Donna nel quale per devozione erano molte immagini di cera nelle quali il fuoco, aggiungendovi la caldezza dell' aria [= il caldo], arsono tutte le case [che] erano intorno a quel luogo, e i fondachi di Calimala e tutte le botteghe erano intorno a Mercato Vecchio fino in Mercato Nuovo e le case dei Cavalcanti e in Vacchereccia e in Porta Maria fino al Ponte Vecchio: ché si disse arsono più di 1900 magioni) e niuno rimedio vi si poté fare. I Cavalcanti perderono quel dì il core e il sangue, vedendo ardere le loro case e palagi e botteghe, le quali per le gran pigioni per istretto luogo li rendeano ricchi ». Tutte le case prendono luce dalla strada e, quando c'è, dal giardinetto retrostante, in cui vengo n coltivate piante aromatiche, fiori, verdure. Ed è proprio la presenza degli spazi verdi, piccoli o grandi che siano, che costituisce un rimedio alle condizioni igieniche rudimentali. I rifiuti delle case medioevali o vengono mangiati da cani, polli, maiali, o si decompongono e si mescolano alla terra; i contadini dei dintorni e gli ortolani che vengono al mercato utilizzano poi gli escrementi umani come concime. Con il passar del tempo, alla fine del Medioevo, con l'aumento della popolazione urbana, la costruzione di edifici a più piani, l'intensificarsi delle industrie che costringe ad occupare gli spazi liberi interni e cittadini, le condizioni igieniche peggiorano sempre più; si ebbero infatti delle terribili epidemie. I bagni di solito vengono presi nelle tinozze in casa. In alcune città italiane e nel Nord Europa esistevano i bagni pubblici gestiti o da privati o dal municipio. Nel 300 Norimberga ne contava dodici, Francoforte sul Meno quindici, Vienna diciannove. Il rifornimento dell' acqua potabile avviene attraverso fontane cui accedono tutti. Si attinge acqua dalle fontane poste nella piazza principale, nei vari rioni, a volte lungo la strada, a volte in piazzette, a volte all'interno di un gruppo di case. In Italia e nei paesi del Sud il materiale dominante per le case più umili è il legno, per le altre la muratura; la pianta è rettangolare, stretta e alta; le finestre sono poco numerose e come pannelli di protezione si usano prima carta o stoppa oleata, più tardi pietra o piombo. Sportelloni e persiane di legno proteggono dalla pioggia e dal sole. Abbondano logge coperte, balconi, terrazze, altane in legno. La copertura è a tetto, nelle regioni più calde a terrazza. Germania, Inghilterra, Fiandre. La struttura portante delle case in questi paesi è in legno con pannelli in muratura. Ma talvolta sono in legno pareti, pannelli, balconi. I pericoli d'incendio che ne derivano sono tali che a Lubecca nel 1276 un'ordinanza impone di non costruire in materiale infiammabile i tetti e i muri divisori. A Londra nel 1189 si concedono privilegi particolari a chi costruisce case di pietra e tegole. Nel 1212 si ordina di intonacare i tetti di paglia. La pianta è rettangolare. La facciata termina con un alto timpano triangolare e scalettato per nascondere il tetto di ardesia, sempre fortemente inclinato per sopportare il peso della neve. Le finestresono numerose e si cerca con ogni mezzo di favorire l'entrata della luce. «Nella zona del Mare del Nord una larga fila di finestre si prolungava ad ogni piano su entrambe le facciate delle case. Nelle antiche case dei tessitori di Sudbury in Inghilterra, all'ultimo piano c'erano finestre enormi per illuminare i telai e quando, anche così, la luce non era sufficiente, gli operai si spostavano all' esterno e lavoravano seduti sul gradino di casa ». (MUMFOR) Tipico delle Fiandre e dell'Inghilterra nel tardo Medioevo è il bow-window, una camera sporgente vetrata e in Germania gli erker, balconi d'angolo chiusi con vetrate, sporgenti dal filo del fabbricato. Distribuzione degli ambienti. Al pianterreno c'è un vasto locale che è bottega o sala di lavoro: la sala bassa. Vicino si apre un portoncino, spesso elevato su gradini, che immette, attraverso un andito, nella corte interna su cui si affacciano gli altri locali sistemati a piano terra e usati come cucine, stalle, depositi. Tra il forno, quando c'è, e l'orto, son sistemate rudimentali latrine ma in alcune case esse mancano del tutto. Una scaletta di legno a chiocciola o a rampa dritta porta al primo piano ove è la gran sala, che funge da camera da letto del capo-famiglia, stanza da soggiorno, convegno, ricevimenti. Ai piani superiori che si affacciano o sulla strada o sulla corte interna si trovano i dormitori per i familiari; nel sottotetto le stanzette ove dormono gli operai. Il soffitto è in genere formato da travature in legno, tinte in scuro e dipinte nelle case più abbienti. Il pavimento è coperto di stuoie e di giunchi; soprattutto in Inghilterra, o di paglia o di altro materiale, che varia a seconda delle disponibilità. « All' albergo l'oste e l'ostessa che sono assai abili a mettere al sicuro ciò che viene loro consegnato e a sistemare i cavalli, introducono Calerano in una grande sala addobbata di drappi e pavimentata d'erba fresca». (LANCLOIS,) Il riscaldamento è inizialmente costituito dal focolare scoperto al centro del pavimento di pietra, poi dalla caminata ed infine dal camino a muro, prima in legno per i più poveri e poi in muratura. In Italia il primo camino a muro risale al 1227, e si trova a Venezia. Arredamento. L'arredamento è sobrio: il letto varia da un pagliericcio alzato sopra tavolati o graticci sostenuti da canne distese per terra, a un letto di legno tornito, cinto da cortine e da cassoni disposti intorno. Si trova al centro della camera o addossato alla parete. Il cassone in legno, di varie fogge e nomi, funge da armadio, cassettone, sedile. Le sedie sono numerose. Le più comuni sono formate da un piano di legno, triangolare o circolare, che poggia su tre o quattro gambe a sghembo: non hanno schienali. Abbiamo sedie di varie fogge, nude o impagliate, ricoperte di cuoio o stoffa, con chiodi rotondi o schienali decorati. Le tavole sono in genere mobili, formate da un asse di legno che poggia su cavalletti. Ecco la descrizione che Viollet le Duc fa di una casa borghese in Francia: « È pur bella la casa di Michele il pannaiuolo. Si compone a pianterreno di una gran bottega, di un parlatoio, di una cucina, con lavatoio e latrine. Una scalinata dritta, che mette in faccia ad una porta aperta direttamente sulla strada, porta al primo piano che comprende la grande sala e due camere. Sopra il lavatoio sorge una scala che sale al piano sotto il tetto, abitato dagli apprendisti e che serve da soffitto. Un cortile illumina la parte posteriore della casa. La facciata dell' abitazione su strada è costruita con buone pietre da taglio, come tutte le abitazioni dei borghesi di Cluny, con balconi di legno coperti dal tetto al piano superiore... La camera importante, la sala dove si radunava la famiglia era fornita di un ampio camino; e il soffitto, composto di travicelli in vista, era dipinto e di gaio aspetto. Casse che servivano da forzieri, grandi cassoni di quercia ferrati, e una gran tavola con intorno degli sgabelli: ecco la mobilia della sala rilucente ai raggi del sole che filtrava attraverso i grossi vetri delle invetriate» (VIOLLET LE DUC) |