1 GLI STATI UNITI D’AMERICA
Rivoluzione americana
La guerra di sette anni in Europa, nel 1756, che
vedeva Austria, Francia e Russia da una parte e Inghilterra e Prussia
dall’altra, ebbe un’influenza determinante anche nella storia americana. La
guerra dei sette anni si combatteva in Europa, Africa e America.
Nel 1764 l'Inghilterra impose forti dazi sui
prodotti importati dalle tredici colonie americane. L’anno seguente i dazi
furono imposti anche sui documenti legali e sulla stampa. Contro questi dazi
e contro la mancanza di loro rappresentanti nel parlamento inglese i coloni
cominciarono a protestare.
Nel 1773 Boston diventò il centro delle proteste
dei coloni contro i dazi e contro la mancanza di rappresentanti nel
parlamento inglese.
Dal congresso di Filadelfia del 1774 nasce la
"Dichiarazione Dei Diritti" dei coloni.
Nel 1775 Inghilterra manda l’esercito contro i coloni, i quali, nello stesso
anno a nominano George Washington comandante supremo dell’esercito
americano.
Il 4 Luglio 1776 venne proclamata l’indipendenza in un documento redatto da
Thomas Jefferson. Nella guerra contro l’Inghilterra i coloni furono aiutati
soprattutto dai Francesi.
Il 3 Settembre 1783, a Parigi, fu firmata la pace.
Nel 1787 a Filadelfia fu convocata una convenzione che elaborò la nuova
costituzione e nel 1789 George Washington divenne il primo presidente degli
Stati Uniti D'America.
Guerra di secessione
La guerra trova la sua origine nella rivoluzione
industriale. Prima del 1830 gli Stati Uniti erano una nazione senza
industrie e l'insieme della popolazione viveva di auto-sussistenza e
commercio minimo con l'Europa. Gli Stati Uniti vivevano come all'epoca
dell'Impero britannico e delle Tredici Colonie. Il Sud era il gioiello di
questa giovane nazione e le imponeva la sua volontà: i «gentiluomini del
Sud» mantenevano il potere economico grazie alla ricchezza creata dalle
esportazioni verso l'Europa di materie prime, e il potere politico anche
grazie alla regola dei tre quinti, per cui gli schiavi, pur non avendo
diritto di voto, venivano conteggiati nella popolazione degli Stati nel
calcolo dei rappresentanti che spettavano a ciascuno. Ma il progresso
tecnico portò una parte della società a progredire e a industrializzarsi. Il
Nord esplose economicamente e demograficamente. Durante questa transizione
il Sud conservò il suo potere politico ma il Nord progressivamente lo
rivendicò.
Fu uno scontro di interessi. La questione della
schiavitù non fu un problema morale, ma economico: se gli uomini politici
desideravano tanto "liberare" gli schiavi era perché essi rappresentavano
una concorrenza e un freno alla liberalizzazione del commercio e
all'industrializzazione.
Nella seconda metà dell’ottocento le divergenze
tra gli stati del sud e quelli del nord si inasprirono ed esplosero a causa
del problema della schiavitù molto diffusa negli stati del sud. Lo
schiavismo era combattuto dai nordisti non solo per motivi ideali, ma
soprattutto per motivi economici. Le piantagioni del sud dipendevano
totalmente dallo sfruttamento degli schiavi neri. I proprietari terrieri del
sud ricavavano le loro ricchezze dallo sfruttamento degli schiavi di colore.
Gli industriali del nord avevano bisogno di manodopera per le loro
industrie. L’ideale erano i lavoratori neri, che venivano pagati poco.
Nel 1860 Abramo Lincoln, antischiavista, fu eletto
presidente degli Stati Uniti. Gli stati del Sud abbandonarono l’Unione per
dare vita alla Confederazione degli Stati del Sud. Esplose nel 1861 la
guerra di secessione che durò fino al 1865 e si concluse con la vittoria del
Nord. La Confederazione degli Stati del Sud fu sciolta, la schiavitù fu
abolita. Abramo Lincoln fu ucciso da un attentatore sudista. Alcuni Stati
dichiararono inizialmente la loro neutralità, anche se poi le vicende del
conflitto finirono per coinvolgerli ugualmente.
Vi è infine da ricordare come numerose formazioni
di volontari provenienti dagli Stati dell'Unione abbiano combattuto nei
ranghi confederati e viceversa.
Nuovo modello di sviluppo
La vittoria del Nord industriale aveva anche
deciso il nuovo modello di sviluppo della ricca nazione americana. La
crescita degli Stati Uniti fu inarrestabile e ininterrotta. Ad un certo
punto il primato mondiale inglese dovette cedere il passo. La costruzione
della ferrovia che negli anni sessanta giunse a collegare l'intero
continente fu una spinta poderosa all'industrializzazione perché mise in
moto un processo a catena di crescita impetuosa di tutti i settori ad essa
collegati.
L'emigrazione assunse dimensioni gigantesche:
milioni di Europei si riversarono in America in cerca di lavoro e di una
nuova vita. Nel 1900 la popolazione raggiunse i 75 milioni. Rappresentava un
mercato di consumatori senza pari nel mondo, che assicurava all'industria
nazionale una domanda inesauribile.
2. IL GIAPPONE
Dal medioevo alla modernità
In Asia il Giappone fu l'unico stato che resistette all'offensiva
imperialistica occidentale: sino alla metà del XIX secolo il Giappone era
guidato da una sorta di primo ministro con pieni poteri, lo shogun (carica
ereditaria) che governava in nome dell'imperatore. Poiché durante le guerre
tra signori feudali (daimyo) essi si rifornivano di armi in Europa, lo
shogun vietò il commercio con l'estero. Nel 1853 una flotta americana giunse
in Giappone e l'ammiraglio Perry costrinse lo shogun a riaprire il
paese al commercio internazionale.
Questo portò un radicale cambiamento economico e politico. Nel 1868 fu
abbattuto lo shogun e restaurato l'imperatore mentre Tokyo fu nuova
capitale. L'imperatore nel 1868 riuscì a sconfiggere la potentissima
famiglia feudale dei Tokugawa che da secoli dominava sul Giappone. I daimyo
persero molta della loro influenza politica. L'imperatore avviò un programma
di rapida modernizzazione dello stato e dell'economia che trasformò il
Giappone in una potenza capace di competere con l'Occidente.
Sul piano amministrativo, prendendo spunto dalla Francia, si divise in
distretti a capo dei quali venne posto un funzionario. Venne inserita
l'istruzione obbligatoria (accolta con ostilità poiché cancellava lo
sfruttamento minorile). Sul piano bellico lo spunto era quello prussiano: fu
introdotta la leva obbligatoria per tre anni. Fu creato anche un moderno
sistema bancario basato sullo yen e si sviluppò l'industria tessile,
principale esportatrice, finanziata da privati mentre quella siderurgica e
navale fu finanziata dallo Stato anche se poi molte di queste industrie
furono vendute a enti privati. Fu inoltre vietata ogni forma di
organizzazione operaia e il partito socialdemocratico sorto nel 1901 fu
sciolto.
Potenza economica e militare
Scontro con Cina: nell'ultimo decennio del secolo il divario tecnologico tra
Cina e Giappone era enorme: il Giappone si concentrò sulla Manciuria e sulla
Corea, territori ricchi di ferro, carbone e produzione agricola. Questi
territori erano però oggetto d'interesse anche della Russia, che si
concentrò su Port Arthur, base navale in Manciuria. In Cina la sempre
maggiore influenza occidentale portò nel 1900 a una rivolta popolare
xenofoba, nota come il movimento dei Boxer: essa vide il massacro di molti
missionari e civili convertiti al cristianesimo; tutto ciò che era
occidentale venne rifiutato. Questa rivolta ebbe come conseguenza, dopo il
ritorno dell'ordine, che l'economia cinese passò totalmente nelle mani degli
occidentali. La Russia ne approfittò per occupare Port Arthur e dichiarare
la Manciuria sua zona d'influenza. A questo atto si contrappose il Giappone
che nel 1904/05 attaccò le truppe russe e le sconfisse sia per terra che per
mare: questa guerra è considerata una prova della prima guerra mondiale in
quanto vide l'uso degli armamenti che saranno utilizzati nel conflitto
mondiale come cannoni, esplosivi, incrociatori e corazzate d'acciaio e
sottomarini. Dopo la pace nel 1905 il Giappone ottenne Port Arthur.
3 LA GERMANIA
Unificazione tedesca
Dopo il congresso di Vienna la Germania era
formata da 39 stati riuniti in una confederazione presieduta
dall'Austria. Durante i moti del 48 alcuni deputati dei diversi parlamenti
offrirono al re di Prussia la corona di imperatore tedesco, ma questi
rifiutò per non riconoscere la sovranità popolare e per non mettere in
discussione la monarchia per diritto divino.
Tornata la calma la Prussia ebbe comunque una
costituzione che prevedeva una camera di nomina regia e una camera scelta
dai sudditi. La costituzione Prussiana privilegiava borghesi e
aristocratici. Il primo ministro non doveva rispondere del proprio operato
alle camere, ma solo al re.
Dopo una guerra contro la Danimarca nel 1863 Otto
Von Bismarck, cancelliere aristocratico, nemico del liberalismo, si rese
conto che esistevano le condizioni perché la Prussia assumesse il ruolo
egemone nella confederazione a danno dell'impero asburgico: così nel 1866
dichiarò guerra all'Austria e riuscì a sconfiggerla a Sadowa, in Boemia,
dove l'enorme esercito prussiano, trasportato dalla ferrovie e armato di
innovativi fucili a canna rigata ( a retrocarica), sbaragliò quello
Austriaco.
Nascita dell’impero tedesco
La Prussia si mise a capo di un vasto complesso
politico tedesco comprendente gli stati a nord: poiché si trattava di un
grande sconvolgimento degli equilibri fissati a Vienna, la Francia protestò
chiedendo il cambio Belgio e Lussemburgo. In breve tempo si passò alla
guerra franco-tedesca che si risolse nel 1870 a Sedan dove l'imperatore
francese fu fatto prigioniero e il suo esercito sconfitto grazie alla
superiorità dell'artiglieria prussiana.
A Parigi fu proclamata la repubblica e fu indetto
un governo di difesa nazionale che organizzò la difesa contro le truppe
prussiane. Parigi fu circondata e bombardata senza tregua. Il 28 gennaio
1871 la Francia fu costretta a chiedere l'armistizio.
Bismarck impose durissime condizioni di pace
(cessione dell'Alsazia e della Lorena, presenza di truppe tedesche sul
territorio francese). Il governo francese pretese di sciogliere la milizia
cittadina armata (guardia nazionale) che aveva difeso Parigi dagli assalti
dei Prussiani. Il popolo parigino insorse e nella città si formò
una Comune di chiaro orientamento socialista e rivoluzionario.
L'esercito regolare francese, appoggiato dagli stessi Prussiani, restaurò
l'ordine massacrando circa 20.000 persone. La sconfitta della Francia aveva
spalancato la porta alla nascita dell'Impero Federale Tedesco. Nel gennaio
del 1871 Guglielmo I fu proclamato imperatore di Germania.