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24-09-09

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  • Come abbiamo visto dopo il Congresso di Vienna i numerosi Stati e staterelli tedeschi avevano costituito la Confederazione germanica, presieduta dall'imperatore d'Austria. Essa avrebbe dovuto assicurare all'impero austriaco il controllo sugli Stati della Germania.
  • Questa prospettiva non poteva soddisfare il regno di Prussia, il più potente e organizzato fra gli Stati tedeschi. Dotata, come sappiamo, del migliore esercito europeo, dal punto di vista economico e sociale la Prussia era un paese agricolo dominato da un' aristocrazia di grandi proprietari terrieri (gli junker).
  • Bismarck condusse la Prussia a imporsi come Stato guida dell'unificazione tedesca ..
  • A Parigi una rivoluzione popolare dette vita alla Comune, poi sconfitta dalla reazione dei moderati
  • L'Inghilterra vittoriana fu, per tutto l'Ottocento, la maggiore potenza mondiale
  • Declinava rapidamente, intanto, l'impero austro-ungarico

Lo sviluppo della Germania

Lo sviluppo della rete ferroviaria fu uno dei più importanti fattori dell'industrializzazione tedesca e contribuì moltissimo alla crescita complessiva dell' economia.

Basterà qui solo ricordare alcuni dati: già nel 1846 ben 178.000 operai erano utilizzati in Germania nella costruzione delle ferrovie. Nel 1875 gli addetti erano saliti alla cifra record di 541.000, per scendere poi a 320.000 nel 1879.

Così la Germania, in soli trent' anni, fu in grado di costruire una rete ferroviaria di grande estensione: dai 4.822 km di ferrovie del 1850 si passò ai 33.866 km del 1880.

La regione della Ruhr, che nel 1870 già produceva II,6 milioni di tonnellate di carbone, arrivò a produrne oltre 60 milioni nel 1900. Vi sorsero grandiose fabbriche, come le celebri acciaierie Krupp, tanto che la regione arrivò a produrre più di 8 milioni di tonnella te di ghisa.

LA CRESCITA DELL'ECONOMIA TEDESCA

L'economia tedesca poté inoltre avvantaggiarsi di un articolato sistema di trasporti: alla rete ferroviaria si aggiungeva infatti la navigazione sui grandi fiumi Reno ed Elba. Messi in collegamento da una fitta rete di canali, essi consentivano di effettuare trasporti a basso costo fino ai grandi porti del Nord.

Nel 1862 divenne cancelliere (cioè primo ministro) prussiano Otto von Bismarck, un uomo politico di notevoli capacità.

Bismarck non credeva nello Stato liberale: sosteneva invece la necessità di un governo forte e autoritario. Solo così si sarebbe potuta realizzare una politica di potenza che avrebbe permesso alla Prussia di eliminare l'influenza dell' Austria sul territorio tedesco. A tal fine il cancelliere favorì l'ulteriore rafforzamento e ammodernamento dell' esercito prussiano.

Un passo importante verso l'unificazione tedesca, che la Prussia intendeva realizzare, fu la costituzione dell'unione doganale (Zo[[verein), con la quale vennero eliminati i dazi doganali fra gli stati e resi più facili i commerci e gli scambi all'interno della Confederazione.

 

LA GUERRA FRA PRUSSIA E AUSTRIA

Potenziato l'esercito, Bismarck giudicò che ormai i tempi fossero maturi per il definitivo scontro con l'Austria. Se fosse riuscito a estrometterla dalla Germania, nessuno più avrebbe impedito alla Prussia di diventare lo Stato guida della nazione tedesca.

Assicuratosi che Napoleone III sarebbe rimasto neutrale, Bismarck concluse un'alleanza con l'Italia, in modo da impegnare le truppe austriache su due fronti diversi.

Nel 1866 la Prussia dichiarò guerra all' Austria e la sconfisse duramente a Sadowa. A nulla servirono le vittorie austriache contro gli Italiani a Custoza e Lissa: l'Austria fu costretta a chiedere la pace e venne esclusa dalla Confederazione tedesca.

LA GUERRA CON LA FRANCIA

La rapida espansione della Prussia aveva però turbato l'equilibrio fra le potenze europee; anche Napoleone III cominciò a temere un vicino rivelatosi troppo ambizioso e potente.

Ora infatti le mire tedesche si indirizzavano proprio verso la vicina Francia, e in particolare verso le ricche regioni di confine, come l'Alsazia e la Lorena, dove fra l'altro esistevano delle minoranze di lingua tedesca.

Napoleone III, anch'egli sostenitore di una politica di potenza, accettò lo scontro, ma in breve tempo fu sconfitto. Dopo appena due mesi di guerra, il 2 settembre1870 il fortissimo esercito prussiano sconfisse clamorosamente i Francesi a Sedan, catturando lo stesso imperatore.

Due giorni dopo Parigi insorse, proclamando la repubblica. Il nuovo governo repubblicano, dopo aver tentato un' estrema resistenza contro i Tedeschi, dovette chiedere l'armistizio.

Nessun altro paese aiutò la Francia; solo il generoso Giuseppe Garibaldi accorse con i suoi veterani a difendere Digione, dove si scontrò più volte con i Prussiani.

Nel frattempo nel palazzo di Versailles, residenza dei re di Francia, i principi e sovrani degli Stati tedeschi proclamarono Guglielmo I imperatore di Germania (1871).

La volontà di potenza del nuovo imperatore e di Bismarck venne confermata dalle durissime condizioni di pace imposte al nuovo governo francese: esso fu obbligato a cedere l'Alsazia e gran parte della Lorena.

La Comune di Parigi

A Parigi, non appena le truppe prussiane abbandonarono la città, scoppiò un'insurrezione popolare. Il governo allora lasciò la città e si trasferì a Bordeaux. Gli insorti diedero vita al movimento detto della Comune e presero il governo della città.

Vennero adottati radicali provvedimenti in campo amministrativo ed economico, come la soppressione dell' esercito permanente e della polizia, la confisca dei beni della Chiesa, la gestione popolare di alcune fabbriche. Così, per la prima volta nella storia d'Europa, venne realizzato un governo socialista e proletario.

Parigi era già allora una città industrializzata con una numerosa classe operaia. Tuttavia era circondata da importanti regioni agricole, assai più tradizionaliste e conservatrici, che non si sentirono coinvolte dalla sollevazione. La Comune rimase perciò circoscritta alla sola città di Parigi. I gruppi moderati e la borghesia furono molto preoccupati da questo esperimento di socialismo radicale, che rievocava ai loro occhi i fantasmi della Rivoluzione. Di conseguenza il governo di Bordeaux inviò contro Parigi l'esercito, che assediò la città.

Alla fine, la Comune dovette arrendersi: la capitale venne conquistata dopo durissimi scontri che costarono la vita a oltre 20.000 parigini.

Il nuovo impero germanico

Il nuovo impero germanico fu organizzato come Stato federale formato da 25 stati, ognuno con un proprio sovrano. Il governo imperiale era presieduto dal cancelliere, che non era responsabile di fronte al Parlamento, come avveniva in Inghilterra o in Francia, ma solo di fronte all'imperatore: ciò favorì il mantenimento di una politica conservatrice. La struttura federale consentì tuttavia notevoli differenziazioni fra la politica dell'impero e quella dei singoli Stati. Ad esempio, nel 1875 venne fondata in Germania la SPD (il Partito socialdemocratico tedesco). Pur molto combattuti dal governo imperiale, i socialdemocratici riuscirono ugualmente a vincere le elezioni in alcuni Stati (ad esempio in Baviera) e in diverse città.

Nell'impero tedesco tuttavia furono gli junker prussiani a formare la classe dirigente. La società tedesca fu quindi modellata sulla base dei principi che caratterizzavano quell' aristocrazia di grandi proprietari, militaristi e conservatori: ordine, disciplina, gerarchia.

Tuttavia Bismarck cercò anche di frenare il crescente successo del movimento socialista con una politica di riforme sociali: introdusse l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, le pensioni per i lavoratori anziani, le scuole per i lavoratori.

Contemporaneamente, però, limitò la libertà di associazione e quella di stampa per ostacolare le organizzazioni dei lavoratori e i loro giornali.

La corsa agli armamenti

Allo scopo di impedire una possibile rivincita della Francia, Bismarck ricercò l'alleanza di altre nazioni europee. A tal fine egli concluse un trattato difensivo con l'Austria, e poi con l'Italia, che fu chiamato Triplice Alleanza (1882). Le tre nazioni si impegnarono a entrare in guerra nel caso che una delle tre venisse attaccata da un altro paese. Pochi anni dopo egli sottoscrisse un altro patto (trattato di controassicurazione) con la Russia, in base al quale i due paesi si impegnavano a restare neutrali fra loro nel caso che uno dei due si fosse trovato coinvolto in una guerra con altri (1887). Nel 1890 divenne imperatore Guglielmo Il, uomo vanitoso, impulsivo e ambizioso. Egli si affrettò a congedare Bismarck, che considerava troppo anziano e prudente, e annunciò una nuova politica di espansione mondiale dell'impero tedesco. Tale programma destò l'allarme delle altre nazioni: Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Giappone. Tutte risposero al rafforzamento della Germania col potenziamento, a loro volta, dell' esercito e della marina da guerra. Iniziò così quella corsa agli armamenti che si sarebbe conclusa nel 1914 con lo scoppio della prima guerra mondiale.

Quella che seguì la caduta di Napoleone III e la sconfitta della Comune di Parigi, fu chiamata Terza Repubblica francese (la Prima era stata quella proclamata dalla Rivoluzione e la Seconda quella sorta dopo il 1848). Tale periodo fu segnato da forti contrasti fra la borghesia moderata e i partiti radicale e socialista.

In poco più di 40 anni si costituirono ben 50 governi, ognuno dei quali sosteneva una politica diversa. Vi furono anche dei tentativi di colpo di Stato da parte dell' esercito per imporre un governo conservatore e autoritario.

Nel 1894 le forti tensioni fra conservatori e democratici sfociarono nel cosiddetto affare Dreyfus.

Alfred Dreyfus era un ufficiale francese, di origine ebrea, che venne processato per spionaggio a favore dei Tedeschi.

Le prove della sua colpevolezza, in realtà ben poco consistenti, erano state "fabbricate" dalle autorità militari per evitare che un'inchiesta coinvolgesse i più alti gradi dell' esercito.

Sul processo e sulla successiva condanna influì pesantemente il clima di antisemitismo che stava prendendo piede negli ambienti più reazionari delI' esercito e della politica.

Condannato alla deportazione, Dreyfus venne difeso dall' opinione pubblica democratica. Il grande romanziere Emile Zola scrisse un appassionato atto d'accusa contro le autorità. La polemica che ne seguì si chiuse, dopo anni, con la riabilitazione di Dreyfuss.

Ferro, vetro e acciaio: una nuova architettura

I continui progressi della tecnologia favorirono Io sviluppo di nuove e sempre più sofisticate forme di architettura: già a partire dagli inizi del XIX secolo vennero edificate costruzioni in ferro e vetro (tecnica utilizzata dapprima per la copertura di giardini botanici e successivamente per i padiglioni delle grandi esposizioni universali). Uno dei più significativi esempi è rappresentato, in Italia, dalla struttura che ricopre la galleria Vittorio Emanuele nel centro di Milano, opera dell'architetto Giuseppe Mengoni (1829-77).

Interamente costruita in acciaio è invece la Torre Eiffel, divenuta il simbolo stesso della città di Parigi. Progettata dall'architetto Gustave Eiffel (da cui prese il nome), questa monumentale opera venne inaugurata in occasione dell'Esposizione Universale del 1889). Costituita da 15.000 pezzi d'acciaio, essa raggiunge un peso di circa 7.400 tonnellate e un'altezza di 320 metri, mentre i Iati della sua base misurano circa 125 metri.

Il ponte di Manhattan, a New York, la cui costruzione venne completata agli inizi del XX secolo, è sostenuto da quattro cavi che poggiano su due grosse torri in acciaio, il ponte raggiunge la lunghezza complessiva di 887 metri.

 

L'antisemitismo

Per tutta l'età medioevale e moderna quella dei nuclei di ebrei residenti nei vari paesi d'Europa fu spesso una situazione estremamente difficile. Vivendo come minoranze all'interno di società e di ambienti poco tolleranti,soprattutto sul piano religioso, essi furono spesso discriminati, considerati cittadini con diritti limitati, costretti a risiedere solo in appositi quartieri (i ghetti).

L'uguagiianza dei dirìtti civili e politici degli ebrei venne riconosciuta per la prima voita nella Dichiarazione dei diritti americana del 1776 e poi in quella francese del 1789. Successivamente gli ebrei ottennero la piena parità dei diritti net corso dell'Ottocento in quasi tutta l'Europa occidentate: nel 1831 in Belgio, nel 1858 in Inghilterra, nel 1870 in Italia e nel 1871 in Germania.

Nell'impero russo e nell'Europa orientale, dove pure contavano fiorentissime comunìtà, gli ebrei contìnuarono a essere discriminati. Per ragioni di fanatismo religioso e di intolleranza verso ogni motivo di diversità, spesso furono anche perseguitati dalla popolazione contadina, talvolta con veri e propri massacri, i cosiddetti pogrom.. Soltanto dopo la rivoluziohe russa del 1917 gli ebrei russi avrebbero ottenuto la parità dei diritti, peraltro non sempre rispettata nei fatti.

D'altra parte, man mano che gli ebrei ottenevano in tutta Europa il riconoscimento dei loro diritti, si diffondevano convinzioni ispirate all'antisemitismo. Era questa una dottrina che predicava l'avversione o addirittura l'odio verso gli ebrei (i "semiti"), sostenuta da una falsa e vergognosa propaganda razzista che affermava la superiorità di una pretesa razza bianca "ariana", destinata a dominare il mondo."

L'antisemitismo si diffuse soprattutto in Germania e in alcuni paesi dell'Europa orientale, ma ebbe anche sostenitori in Francia, come abbiamo visto nell'affare Dreyfus. Privo di qualsiasi fondamento scientifico, storico o logico, l'antisemitismo si basava solo sull'ignoranza e sul fanatismo religioso, nascondendo spesso solo il profondo senso di inferiorità o di invidia di chi Io professava.

La migliore risposta alle odiose assurdità sostenute dall'antisemitismo è dello storico francese Marc Bloch, che combatte nella prima e nella seconda guerra mondiale nell'esercito francese e venne fucilato nel 1944 come esponente della Resistenza sorta nel paese contro l'occupazione tedesca.

Egli scrisse: "Affermo dunque, se necessario in faccia alla morte, che sono nato ebreo; non ho mai pensato a difendermene, né ho mai avuto alcun motivo per avere la tentazione di farlo. In un mondo invaso dalla più atroce barbarie, la generosa tradizione dei profeti ebraici. che il cristianesimo. in quanto ebbe di più puro, riprese per ampliarla, non costituisce forse una delle nostre migliori ragioni di vivere, di credere, di lottare? Attaccato alla mia patria da una tradizione familiare ormai lunga, incapace in verità di onorarne un'altra dove io possa respirare a mio agio, io l'ho molto amata e l'ho servita con tutte le mie forze. Non mi sono mai accorto che la mia qualità di ebreo mettesse il minimo ostacolo a tali sentimenti..." .

In risposta alle discriminazioni dell'antisemitismo e al pogrom nacque fra gli ebrei il sionismo (da Sion, nome della parte più antica di Gerusalemme). Il sionismo fu un movimento politico-religioso sorto al fine di. costituire in Palestina, occupata dall'impero turco, una sede nazionale ebraica. Essa doveva consentire agli ebrei sparsi in tutto il mondo di ricongiungersi nella loro antica patria come popolo indipendente.

Ne fu accanito sostenitore Theodor Herzl, che riuscì a organizzare un Congresso internazionale a Basilea nel 1897. Nel 1915 avevano già raggiunto la Palestina ben 110.000 ebrei e l'Inghilterra affermò nel 1917 l'impegno del governo inglese di costituire in Palestina la sede nazionale del popolo ebraico: tuttavia ciò avvenne molto più tardi, nel 1948, e solo dopo le terribili persecuzioni subite dagli ebrei ad opera della Germania nazista.

 

Inghilterra vittoriana

In Inghilterra l'Ottocento fu caratterizzato dal lungo regno della regina Vittoria (1837-1901).

Nell'età vittoriana (così fu chiamato quel periodo) la Gran Bretagna divenne la prima potenza mondiale. Il suo vastissimo impero coloniale si estendeva al Canada, all' Africa, all'India, mentre la produzione industriale la collocava al primo posto in molti importanti settori economici.

Londra era la più popolosa città europea (con 3.600.000 abitanti nel 1878), un importante porto e la sede delle maggiori banche e compagnie di assicurazione mondiali.

In tali anni i due maggiori partiti, il Partito conservatore (Tory) e il Partito liberale (Whig), si alternarono al potere.

Nel frattempo si allargava il numero degli elettori, finché nel 1884 il diritto di voto fu esteso a tutti i cittadini maschi.

 

Irlanda

Un problema assai grave fu rappresentato dalla questione irlandese.

L'Irlanda era entrata a far parte del Regno Unito nel 1801; ma l'isola era in gran parte cattolica, mentre il governo era in mano ai protestanti di origine inglese. Gran parte delle terre migliori, inoltre, erano di proprietà dell' aristocrazia inglese, che vi risiedeva di rado e viveva di rendita in Inghilterra. Nel 1845-46 vi era stata una terribile carestia che aveva provocato la morte di centinaia di migliaia di Irlandesi e l'emigrazione di molti altri negli Stati Uniti.

Tutto ciò provocò la nascita di un movimento indipendentista che si opponeva al governo inglese, ai ricchi proprietari e ai loro amministratori. Dopo decenni di agitazioni e di lotte sanguinose, nel 1921 l'Irlanda divenne una repubblica indipendente, con l'esclusione della regione del nord (Ulster) che rimase all'Inghilterra.

IL DECLINO DELL'IMPERO AUSTRO-UNGARICO

Appariva intanto in rapido declino l'impero austriaco. Sempre maggiori, infatti, erano le difficoltà che Vienna incontrava per far convivere regioni, paesi e popoli diversi per lingua, religione, economia, tradizioni. Anche dopo la perdita delle regioni italiane e di ogni influenza sulla Germania, all'interno dell'impero continuarono le tensioni. Così, nel 1867, l'imperatore Francesco Giuseppe I accettò di riconoscere all'Ungheria forti autonomie. Simili richieste da parte della Boemia, e dei diversi popoli slavi, invece, non vennero accolte suscitando forte malcontento. Inoltre restava fortissima l'aspirazione di Trento e Trieste di riunirsi all'Italia.

 

Il rinnovamento culturale

Agli impetuosi cambiamenti economici e culturali che si verificarono alla fine del 19° secolo si affiancarono profonde trasformazioni nel mondo culturale e artistico.

I risultati molto avanzati cui la scienza era giunta avevano messo in discussione le certezze su cui essa si fondava: la realtà risultava sempre più complessa e la scienza doveva rinunciare alla speranza di fornire una spiegazione a ogni problema.

Di fronte alle tensioni sociali prodotte dall'industrializzazione e allo sviluppo della società di massa dove l'unico valore sembrava essere il denaro, gli intellettuali assunsero atteggiamenti contrastanti.

Ostili all'esaltazione del benessere e del progresso tecnologico, alcuni poeti e scrittori (detti decadenti) fissarono la loro attenzione sulle incertezze dell'uomo e sulla sua solitudine nella grande città industriale.

Altri movimenti culturali e letterari importanti furono il positivismo, il realismo.,il verismo. Il più importante rappresentante del verismo italiano fu Giovanni Verga, autore dei romanzi "I Malavoglia" e "Mastro don Gesualdo", e le novelle rusticane, tra cui ricordiamo "Rosso Malpelo", "Cavalleria Rusticana", "La roba", "La Lupa", "La libertà" ecc.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento:  04-11-08

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