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Introduzione
Abbiamo visto come la civiltà bizantina scaturì dalla caduta dell'Impero romano d'occidente. Questa civiltà, concentrata a Costantinopoli, si sviluppò a partire dalla tradizione greco-romana. Dalla Grecia venne la cultura ellenistica e tutto ciò che quella cultura poteva offrire in termini in termini di arte, architettura, filosofia, scienza e letteratura. Da Roma vennero insegnamenti più pratici di giurisdizione e arte di governare. Arricchì la tradizione greco-romana il Cristianesimo, grande agente unificatore di occidente e oriente nei primi secoli del Medioevo. Anche la civiltà islamica trasse profitto dalla tradizione greco-romana, specialmente nelle scienze e nella filosofia. Gli studiosi islamici misero Aristotele su un piedistallo e lo chiamarono semplicemente, "Il Filosofo."
L'Islam si diffuse nella Penisola araba, nel nord Africa e nella Spagna come il Cristianesimo si diffuse in Europa Occidentale. Tra i secoli VI e IX ci fu una grande fioritura della civiltà islamica e della civiltà bizantina che oscurò i vicini di casa occidentali.
L'ovest si sarebbe rifatto in seguito.
In seguito alla caduta dell'Impero romano, contadini europei, nobili ed ecclesiastici dovevano letteralmente rifarsi le loro vite. L'occidente in questo periodo ci sembra dimenticare la grande cultura dei Greci e dei Romani, sembra accogliere poca o nessuna ricerca intellettuale, nessuna creatività, nessuna innovazione nelle arti e nella scienza. Una ragione di questa apparente decadenza si potrebbe spiegare col fatto che la maggior parte degli europei avevano le altre cose a cui pensare. Passando dalla vita urbana di Roma alla campagna le persone furono legate più da vicino alla terra. Molta della loro sopravvivenza dipese da questo. Queste persone ebbero bisogno di sicurezza e protezione e queste sembrarono le due parole che meglio esprimono le necessità comuni della popolazione europea. Servitù e feudalesimo assicurarono sicurezza e protezione, anche se il feudalesimo conteneva i semi della sua propria distruzione. Una cosa nata come un tentativo di restaurazione sociale, politica, militare ed economica finì per produrre
anche anarchia.
Prima di parlare di Carlo Magno e della fondazione del regno dei Franchi, è opportuno che spendiamo un po' di tempo a
parlare delle tendenze intellettuali dell'Alto Medioevo. Anche se la maggioranza degli Europei erano occupati a ricostruire le loro vite (tentando di trovare protezione e sicurezza), c'erano degli studiosi che tentavano di tenere vivo lo studio e l'apprendimento. Come ci si può aspettare essi erano gli studiosi cristiani. Forse questi studiosi non erano originali nel loro pensiero. D'altra parte, come sant'Agostino (354-430), essi contribuirono a mantenere viva la cultura classica. I due individui che sto per menzionare avevano un profondo rispetto per la produzione intellettuale di Greci e Romani, nello stesso tempo erano devoti cristiani. Essi tentarono di creare una cultura cristiana che combinava la tradizione greco-romana con la fede cristiana e l'appoggio alla chiesa.
Boezio
Ultimo dei filosofi romani e primo dei teologi scolastici, Anicio, Manlio, Severino Boezio (475-524) fu un uomo di stato romano e un filosofo, e discendeva da un'importante famiglia senatoria. Egli studiò filosofia, matematica e poesia nell'accademia di Platone e attraverso i suoi studi ad Atene egli acquisì le conoscenze che più tardi lo avrebbero messo in grado di tradurre i filosofi greci in latino. Subito dopo il 500 egli servì alla corte di Teodorico (455-526), re degli Ostrogoti, che governava in Italia. Nel 510 Boezio fu nominato console e "magister officiorum". Come console tentò di controllare il comportamento oppressivo dei suoi ufficiali. Nel 522, durante una controversia religiosa, Boezio si schierò dalla parte sbagliata. Fu arrestato, condannato e spedito in esilio in attesa dell'esecuzione. Boezio fu un uomo fermo nei suoi prinipi, come Socrate, anche a costo di scontrarsi con i poteri forti.
Mentre attendeva l'esecuzione
Boezio scrisse un libretto intitolato "la consolazione della filosofia".Nella consolazione
egli riferiva una conversazione con la filosofia, che appare come una donna. In altre parole, egli si rivolge non a Dio o a Cristo o alla sua fede, ma alle sue prime esperienze filosofiche. Egli rassicurava se stesso, nella tradizione di Socrate e degli stoici, che "se tu sei padrone di te stesso, tu sei in possesso di ciò che non potrai mai perdere, e che la fortuna non potrà mai sottrarti" . Questa è l'essenza del pensiero classico. La Consolazione è un libro meraviglioso la cui ispirazione è da ricercarsi chiaramente in Socrate e negli Stoici. Immaginate questo studioso imprigionato, in attesa di una morte certa. Era lo stoicismo che gli aveva dato la forza spirituale di sopportare la situazione.
Stranamente le parole Cristo o Cristianesimo non appaiono nel suo libro.
Boezio esercitò un'influenza molto grande nella vita intellettuale dell'occidente. Fino al XII secolo tutto quello che l'Europa seppe di Aristotele proveniva da Boezio. Egli addirittura aiutò la diffusione della geometria euclidea nel medioevo. Egli voleva l'unità di fede e ragione e voleva dimostrare che esse non entravano in conflitto, ma erano complementari.
La sua influenza fu vasta e duratura. Secoli dopo, nel 1600, Elisabetta regina d'Inghilterra pretese che la Consolazione fosse letta nella sua corte. Ella aveva conosciuto l'opera nella sua traduzione in inglese. Dante, Boccaccio, Cervantes,
e Chaucer erano studiosi abituali della Consolazione di Boezio.Ma Boezio ben presto incontrò un terribile destino nelle mani dei funzionari Goti. Nel 524, Teodorico confermò la sua sentenza e dopo alcuni giorni di crudeli torture Boezio fu messo a morte a colpi di mazza. Come Socrate, Sir Thomas More, Bruno e Galileo, Boezio cadde vittima di un potere forte e crudele. Egli fu un intellettuale caduto per i suoi principi. Boezio rese vivo l'insegnamento dell'età classica. Lo stesso fecero Cassiodoro (485-580), Gregorio di Tours (538-594), e Isidoro di Siviglia (560-636). E, con i modi suoi propri, fece la stessa cosa Sant'Agostino (560-636). C'era qualcosa di vitale in questa tradizione greco-romana che andava preservato. E presto vedremo cosa avrebbero fatto nel XII e nel XIII secolo per fare ciò. San Tommaso d'Aquino unì in una sintesi Aristotele, filosofo pagano, con la teologia cristiana. Ragione e fede non erano opposte, ma due strade entrambe necessarie per il raggiungimento della verità.
Il venerabile Bede
L'altro studioso che vogliamo menzionare è il venerabile Bede (673-735). Bede
nacque a Monkwearmouth, vicino Durham, in Inghilterra ed educato in un monastero benedettino. Egli fu più tardi trasferito al monastero di Jarrow. Egli si dedicò al latino, al Greco e alla lettura dei padri della chiesa. Studiò anche l'ebraico, la medicina e l'astronomia.
Ebbe una cultura enciclopedica. Scrisse vite dei santi, inni, epigrammi, lavori di cronologia cristiana, commentari al vecchio e nuovo testamento.L'opera più importante di Bede fu "Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum", che contiene molte notizie sulla storia dell'Inghilterra attorno all'anno 731.
La Storia comincia con un resoconto della geografia dell'Inghilterra e dei suoi primi abitanti e racconta la storia dallo sbarco di Cesare nel 55 a.C., attraverso la conversione degli anglosassoni e la diffusione della fede cristiana giù fino ai suoi giorni.
È a Bede, inoltre che noi dobbiamo l'espressione "A.D." o anno domini. Lui usò una varietà di fonti per scrivere la sua storia incluso cronache, biografie, documenti pubblici, e comunicazioni orali e scritte dei suoi contemporanei. Usò criticamente queste fonti, come uno storico moderno. Credeva nei miracoli e interpretava ogni storia
alla luce della storia della salvezza dell'uomo. La storia, in altre parole, aveva uno scopo: la salvezza umana. Questo non era insolito in un'età definita spesso età della fede.
Il regno dei Franhi
Durante l'Alto Medioevo, tra il 500 e il 1000, apparve una nuova forma di governo. In origine si trattava di un governo germanico. Roma aveva costruito il suo governo attorno a un imperatore e ad una burocrazia amministrativa evoluta ed estesa. I Germani avevano un concetto diverso di Governo. Si era evoluto il concetto di regno: il re doveva costantemente muoversi nelle sue terre per mostrarsi ai suoi sudditi e dimostrare ad essi il suo valore. Mentre ciò avveniva la chiesa era sempre più controllata dall'elite delle persone istruite. Queste elite fornivano i funzionari necessari per le amministrazioni civili e le autorità religiose. Mentre la chiesa preservava la cultura latina e romana, i Germani letteralmente cambiavano la chiesa incorporandola nella loro società. I Franchi espansero il loro territorio verso ovest, dalla Germania in quello che ora è la Francia. Anche se essi rimanevano legati alle tradizioni delle loro terre d'origine, mano mano che penetravano nella Gallia perdevano in parte le loro caratteristiche di Germani. In altre parole i loro costumi ed istituzioni cambiavano man mano che essi si allontanavano dalle loro terre d'origine. I Franchi e altre tribù germaniche non erano mai stati assorbiti completamente dal mondo romano, piuttosto essi avevano aggiunto a quel mondo un'impronta germanica. E come vedremo lo stesso feudalesimo nascerà da questa combinazione di costumi germanici e leggi romane.
Il reale impatto dei Franchi sull'Europa occidentale data a partire dall'anno 481, quando il re dei Franchi
Clodoveo (465-511) prese il trono. Quando prese il potere, Clodoveo aveva appena 15 anni. Ciò malgrado era un re ambizioso, abile e decisamente spietato. Tra il 486 e il 511, Clodoveo conquistò alcune province ancora governate da patrizi romani. Egli distrusse anche i regni degli Alemanni, dei Burgundi e dei Visigoti in Gallia. L'evento più significativo del suo regno fu la sua conversione al cristianesimo, dietro la spinta della moglie Clotilde. Clodoveo si paragonò a Costantino, l'altro monarca che aveva sperimentato una conversione. I suoi successori e i suoi leali sudditi seguirono il suo esempio e abbracciarono il cristianesimo romano. Clodoveo trasformò le sue guerre di aggressione in guerre sante. Queste guerre erano contro gli eretici e i pagani, e i Franchi furono considerati dal papa difensori della fede. Così a partire dalla sua conversione e fino alla sua morte la storia dei Franchi fu inestricabilmente connessa con la chiesa di Roma. Quando Clodoveo morì nel 511, la Gallia divenne teatro di numerose guerre civili. La causa di queste guerre civili era nella legge franca dell'eredità. La legge era fatta in questo modo: se un uomo con quattro figli moriva, la sua terra era divisa in quattro parti uguali. Ciascun figlio avrebbe avuto la terra solo in uso e non in possesso. Nessuno avrebbe potuto considerare la terra come una proprietà privata. In altre parole la legge specificava uso e non proprietà o possesso. Questa stessa legge fu applicata al potere reale. Il regno franco fu considerato come il più vasto stato che poteva essere diviso a scopo amministrativo. Questo schema era terreno fertile di conflitti. Spesso un governante abile e brillante viene seguito da un governante di minore qualità. Dopo Clodoveo nessun successore eguagliò il suo potere o la sua influenza. A partire dal 640 la dinastia Merovingia, stabilizzata da Clodoveo, rapidamente declinò. Le finanze erano fuori controllo, le terre erano continuamente divise, il potere politico era nelle mani dei maggiordomi di Palazzo. A partire dal VII secolo la carica di Maggiordomo divenne ereditaria. Questi maggiordomi ereditari erano gli antenati di Carlo Magno. I Carolingi ereditarono un paese che conservava alcune caratteristiche dell'amministrazione romana, e specificatamente leggi e sistema di tassazione.
Carlo Magno
I Maggiordomi di Palazzo dei Franchi rappresentavano una nuova aristocrazia, la classe dei guerrieri. Questa classe traeva la sua ricchezza solo dalla terra. La cultura franca non era urbana, e noi vediamo un generale declino della vita urbana nell'Alto Medioevo. Essa non si sarebbe ripresa fino al XII secolo. E' stato detto che durante il regno di Carlo Magno (742-814) si completò il passaggio dall'età classica all'età medievale. Egli salì al trono dei Franchi nel 771 e governò fino all'814. Il suo regno durò più di 40 anni e durante questo periodo venne alla luce una nuova civiltà: la civiltà europea. Se qualcosa caratterizza il governo di Carlo Magno questa è la stabilità. Il suo regno fu basato sull'armonia fra tre elementi: il passato romano, il modello di vita Germanico, il Cristianesimo. Carlo Magno dedicò il suo intero regno a mescolare questi tre elementi in un solo regno e per fare ciò egli creò i fondamenti su cui la società europea si sarebbe sviluppata.La società dei franchi era interamente rurale ed era composta da tre classi o ordini: i contadini (quelli che lavorano), i nobili (quelli che combattono) e il clero (quelli che pregano). In generale la vita era brutale e pesante per i contadini dell'alto medioevo. Perfino nelle zone più ricche dell'Europa la storia parla sempre di povertà e asprezza di vita. La loro dieta era povera e molti contadini morivano di insufficiente nutrimento. La maggioranza non poteva imparare il latino, il linguaggio della chiesa. La nobiltà stava molto meglio. La loro dieta, anche se essi avevano più cibo, non era veramente nutriente. Essi vivevano in case più ampie rispetto ai contadini, ma i loro castelli erano spesso freddi quanto i tuguri dei contadini. Oltretutto molti nobili erano analfabeti e grossolani. Essi spendevano molto del loro tempo a combattere. La loro fede religiosa era, per la maggior parte, simile a quella dei contadini. Al livello più alto c'era il clero. Essi erano i più istruiti e probabilmente i soli a comprendere veramente il cristianesimo dal momento che essi erano i soli che avevano accesso alla bibbia. Erano i componenti del clero che detenevano il monopolio dell'istruzione, della fede religiosa e della liturgia. Quando Carlo Magno salì al trono nel 771, immediatamente introdusse due politiche. La prima politica era quella dell'espansione territoriale. Lo scopo di Carlo Magno era di unificare tutti i popoli germanici sotto un unico regno. La seconda politica era quella religiosa: Carlo Magno intendeva convertire tutti i Franchi e i popoli conquistati al Cristianesimo di Roma. Risultato di queste politiche fu un continuo stato di guerra del regno di Carlo Magno. Poiché gli eserciti di Carlo Magno erano sempre in guerra egli cominciò a dare ai suoi guerrieri delle terre che permettessero loro di mantenersi ed equipaggiarsi da sé. Con questa decisione Carlo Magno creò un esercito di guerrieri profondamente leali e devoti a lui. A partire dall'anno 800il regno Franco includeva tutta la moderna Francia, il Belgio, l'Olanda, la Svizzera, circa tutta la Germania e vaste aree dell'Italia e della Spagna. Sembrava chiaro che Carlo Magno fosse un secondo Costantino e forse un secondo Cesare Augusto. Verso la fine dell'anno 800 Papa Leone III chiamò Carlo Magno a Roma. Il giorno di Natale, dopo le preghiere, il Papa Leone posò sul capo di Carlo una corona pronunciando questa frase: "vita e vittoria a Carlo Augusto, incoronato da Dio, grande e pacifico imperatore dei Romani" Questo fu un atto estremamente importante. Carlo Magno divenne il primo imperatore d'Occidente dopo che l'ultimo imperatore romano era stato deposto nel 46. Il biografo di Carlo Magno, Eginardo (770-840) ricordava che Carlo Magno non era particolarmente interessato all'offerta del papa Leone III , infatti non voleva essere assorbito dalla chiesa di Roma. Dal punto di vista di Leone III, invece, l'incoronazione di Carlo Magno, significava dare al papa il potere e la prerogativa di incoronare gli imperatori. In un certo senso il papa acquisiva una superiorità spirituale, ma anche politica su tutta la cristianità occidentale. Insieme con il titolo imperiale Carlo Magno non ricevette nuove terre. Egli non intendeva mettere Roma al Centro del proprio impero. In effetti dal giorno di Natale dell'800 fino alla sua morte nell'814 Carlo non tornò mai a Roma. Invece Carlo Magno ritornò in Francia come imperatore ed iniziò un sistema di governo molto efficace. Egli divise il suo regno in diverse centinaia di contee, o unità amministrative. Lungo i confini del regno Carlo Magno pose dei governatori militari. Per assicurarsi che tale sistema funzionasse veramente Carlo Magno spedivi degli ispettori (missi dominici), un rappresentante del clero e un laico, per indagare sugli affari locali delle diverse parti del regno e riferire direttamente a lui. Lo stesso Carlo Magno viaggiò molto attraverso il suo regno per creare un contatto diretto con il suo popolo. Questo si accordava con la tradizione germanica di mantenere la lealtà al sovrano. Egli voleva anche tenere sotto controllo la sempre turbolenta nobiltà e mantenere la lealtà dei sudditi. Non aveva una capitale stabilita, ma Carlo Magno trascorse molto tempo ad Aachen. Per incrementare il commercio Carlo Magno standardizzò il conio delle monete. Questo incoraggiò attivamente i traffici, specialmente nel Mare del Nord.
I Franchi costruivano spade, ceramiche e vetri nella Francia del Nord e li esportavano in Inghilterra, in Scandinavia e nei Paesi Bassi. Egli iniziò anche dei contatti tra i Franchi e i Musulmani e firmò trattati commerciali con i mercanti di Venezia che commerciavano sia sia con i Bizantini che con i Musulmani. Il più duraturo e significativo sforzo di Carlo Magno fu lo sviluppo dell'istruzione nel suo regno. Ciò avvenne specialmente tra il clero molti dei cui elementi erano appena istruiti. Nel complesso i monaci non erano molto più istruiti degli altri. Perfino i monaci che che spendevano il loro tempo a copiare manoscritti sapevano appena leggere o comprendere i testi che copiavano. I manoscritti del VII ed VIII secolo erano confusi. Essi erano scritti in lettere maiuscole e senza punteggiatura. C'erano molti errori nelle copie manuali dei manoscritti. Esistevano tuttavia alcuni monaci istruiti così come alcune grandi librerie. Ma Carlo Magno non riusciva a trovare una buona copia della Bibbia né un testo completo della regola benedettina. Per averle doveva mandare qualcuno a Roma per procurarsele. Oltretutto Carlo Magno voleva l'unità all'interno della chiesa Franca, una chiesa completamente sotto il suo controllo. Carlo Magno, anche se illetterato, riconosceva l'importanza delle innovazioni e dell'istruzione. Egli studiò latino, greco, retorica, logica, astronomia. Egli voleva incontrare un uomo veramente istruito e fu fortunato: si trovava nel nord dell'Italia quando incontrò lo studioso anglosassone Alcuino. Alcuino (735-804) viveva a York dove c'era una una biblioteca che conteneva una vasta collezione di manoscritti. Carlo Magno convinse Alcuino a venire ad Aachen per progettare un curriculum di studi per la scuola palatina. Alcuino progettò un corso di studi per l'istruzione del clero e dei monaci. Qui troviamo le origini delle sette arti liberali: il trivio (grammatica, -lo scrivere- retorica, -come parlare- e logica -come pensare) mentre i quadrivio comprendeva geometria, aritmetica, astronomia e musica. Tutte queste materie servivano a fornire un'istruzione classica e letteraria. Gli studenti leggevano Omero, Virgilio, Orazio, Ovidio, Giovenale, Platone e Cicerone. A partire dal IX secolo molti monasteri avevano sale dedicate alla scrittura o scriptoria. In quelle sale erano copiati i manoscritti. I testi erano studiati con attenzione. Non si trattava più semplicemente di copiare i testi. Ora diventava necessario innanzitutto correggere tutti gli errori che erano stati commessi in anni di copiatura. Copiare era davvero difficile: l'illuminazione era scarsa, le mani dei monaci erano piene di crampi a causa del freddo e non esisteva un linguaggio standard degli studiosi. Carlo Magno istituì uno stile standard di scrittura. Ricordiamoci, i testi precedenti erano scritti in lettere maiuscole, senza punteggiatura e senza spazi tra le parole. Le lettere dei testi nuovi, chiamate minuscole carolingie, erano scritte in lettere maiuscole e minuscole, con punteggiatura e separazione tra le parole. Appare ovvio che questi nuovi testi sarebbero stati letti più facilmente, in effetti si tratta della scrittura che usiamo ancora oggi. Carlo Magno standardizzò anche il latino medievale. Dopo tutto molto era cambiato nella lingua latina dopo mille anni. Nuove parole, frasi e idiomi erano apparsi nel corso dei secoli ed erano stati incorporati nella lingua. Carlo Magno fece in modo che tutti questi cambiamenti fossero introdotti in quella lingua che noi conosciamo come latino medievale. Una delle più importanti conseguenze della Rinascita Carolingia fu che Carlo Magno incoraggiò la diffusione dell'uniformità delle pratiche religiose e dell'uniformità culturale. Carlo Magno fece in modo di costruire una Res Publica Christiana. Malgrado Carlo Magno avesse unificato il suo impero, aumentato l'istruzione, standardizzato le monete, standardizzato la scrittura del latino, il suo impero si indebolì nel giro di un paio di generazioni dopo la sua morte avvenuta nell'814. Il suo governo era stato così brillante, così superiore, che gli imperatori venuti dopo di lui apparivano nettamente inferiori. Abbiamo visto la stessa cosa con Alessandro il Grande, Cesare Augusto, Costantino, Giustiniano e Maometto. Anche se il regno dei Franchi giunse al declino, la morte di Carlo Magno fu solo una delle cause del declino. Noi dobbiamo considerare le rinnovate invasioni delle tribù barbare. I musulmani invasero la Sicilia nell'827 e nell'895, invasioni che distrussero i commerci tra la Francia e l'Italia. I Vichinghi provenivano dalla Danimarca, dalla Svezia, dalla Norvegia ed invasero l'impero nell'VIII e nel IX secolo. I Danesi attaccarono l'Inghilterra e la Gallia del nord. Gli Svedesi attaccarono le aree del centro e dell'est Europa e i Norvegesi attaccarono l'Inghilterra, la Scozia e l'Irlanda e dal decimo secolo trovarono la loro strada per la Groenlandia. Il terzo gruppo di invasori furono i Magiari che provenivano dalla moderna Ungheria. I loro raids furono così terribili che i contadini europei preferivano bruciare i loro campi e distruggere i loro villaggi piuttosto che lasciarli nelle loro mani. Tutte queste invasioni vennero a una fine a partire dal decimo e dall'undicesimo secolo per la semplice ragione che queste tribù erano state convertite al Cristianesimo. Fu la complessa istituzione conosciuta come feudalesimo che offrì protezione da queste invasioni agli Europei. Il feudalesimo era basato su protezione, sicurezza e obbligazioni reciproche.
I Merovingi
Abbiamo già notato, a proposito delle guerre sostenute da Teodorico, re degli Ostrogoti, come i Franchi avessero, sotto Clodoveo (481-511), raggiunto la loro unità e fondato una potente monarchia nella Gallia.
Clodoveo apparteneva alla dinastia salica dei Merovingi, e, per la sua conversione al cattolicesimo, era stato riconosciuto dal papato come protettore della Chiesa. Dopo Clodoveo, il regno dei Franchi, diviso tra i figli di Clodoveo e indebolito da una potente aristocrazia, sembrò condannato a sfasciarsi.I Merovingi abbandonarono a poco a poco ogni potere civile e militare ai loro maestri di palazzo o maggiordomi (specie di gastaldi dei beni della corona), i quali divennero i veri padroni dello stato.Nella seconda metà del secolo VII Pipino di Heristal (678-714), maggiordomo di Austrasia, e Bertario, maggiordomo di Neustria, vennero alle armi, e Pipino riuscì vincitore (687). Egli divenne il solo maggiordomo e il vero padrone di Austrasia e di Neustria, iniziando la fortuna della futura dinastia carolingia.Il figlio Carlo Martello (714-741) riuscì a consolidare ancor più la propria autorità di maggiordomo col fermare gli Arabi a Poitiers (732).Il figlio Pipino, detto il Breve (741-768), trovò in tal modo le condizioni favorevoli per farsi proclamare re di nome, oltreché di fatto e, dopo aver deposto l'ultimo re fannullone, Childerico III (752), fu riconosciuto re dall'assemblea dei Franchi, e consacrato prima dai vescovi della Gallia e poi dal papa stesso Stefano II.
Le imprese di Carlo Magno
Carlo Magno (768-814), figlio di Pipino, fu il più grande sovrano del Medioevo.Egli non solo salvò la società romano-germanica dai pericoli d'invasione provenienti dall'oriente e dall'occidente; ma, dopo la dissoluzione dell'impero romano, fece il primo grande tentativo di restaurare questa unità (Sacro Romano Impero), mediante un saggio ordinamento politico-amministrativo.Carlo Magno compi ben 53 spedizioni militari contro i popoli più diversi, e quasi sempre con esito felice:
- verso oriente combatté contro i Sassoni 772-804, popolazione germanica posta tra il Reno e l'Elba, fiera della sua indipendenza, contro la quale avevano già preso invano le armi Pipino il Breve e Carlo Martello, e che ora, benché guidata dal valoroso Vitichindo, fu ripetutamente vinta e convertita al cattolicesimo; contro i Longobardi (773-774); contro i Bavari (787-788), il cui duca Tassilone, genero di Desiderio, aveva più volte appoggiati i nemici dei Franchi; contro gli Avari (791-795), che furono in gran parte dispersi e il cui territorio formò la Marca avarica od orientale (nucleo della futura Austria) contro gli Slavi (795-798), i Danesi, ecc.
- verso occidente combatté contro gli Arabi di Spagna (778-801), che ricacciò al di là dei Pirenei, fondando nella valle dell'Ebro la Marca di Barcellona o di Spagna.
Al ritorno dalla prima spedizione (779) ebbe luogo la tragica giornata di Roncisvalle in cui la retroguardia franca, capitanata da Rolando (Orlando), ebbe a subire una grave sconfitta per opera dei Baschi, alleati degli Arabi.Alla fine del secolo VIII Carlo Magno era padrone di un territorio che andava dai Pirenei ai Carpazi, dal mare del Nord al Mediterraneo, e che per la sua estensione poteva ricordare l'ex-impero romano d'Occidente.Nella notte di Natale dell'800, mentre Carlo coi figli Carlo e Pipino assisteva nella basilica di S. Pietro ai sacri riti, il papa pose sul capo del sovrano una corona d'oro, pronunciando ad alta voce queste parole: « A Carlo, piissimo, augusto, coronato da Dio grande e pacifico imperatore, vita e vittoria ».L'imperatore d'Oriente non volle dapprima riconoscere il nuovo impero d'Occidente; ma nell'814, pochi mesi dopo la morte di Carlo, fu firmato un trattato di pace,, mediante il quale i Carolingi riconoscevano i domini bizantini d'Italia e l'imperatore d'Oriente riconosceva il nuovo impero occidentale.Costituito l'impero, Carlo Magno provvide al suo ordinamento politico-amministrativo.
- unità di sovrano, per cui lo stato è proprietà personale del re, il quale ne può disporre a suo piacimento come di una proprietà privata.sistema feudale (già esistente presso i Merovingi), per cui lo stato, diviso in contee ed in marche (unione di più contee nelle zone di confine), veniva a dipendere, attraverso una gerarchia di funzionari di nomina regia (conti, marchesi, ecc.), dal sovrano. I feudatari esercitavano, oltre le funzioni amministrative, anche quelle giudiziarie e militari: per le funzioni giudiziarie erano assistiti da giudici (scabini , scelti tra gli uomini liberi della contea; per le funzioni militari raccoglievano gli uomini della contea soggetti al servizio militare (proprietari di terre, capaci di mantenersi sotto le armi) e li conducevano nel luogo fissato dal sovrano. missi dominici (già esistenti presso i Merovingi), specie di commissari regi, che a due per volta, uno laico ed uno ecclesiastico, percorrevano le diverse circoscrizioni dell'impero e ne facevano relazione al sovrano.
- capitolari, o leggi emanate da Carlo Magno (cosiddette perché divise in capitoli), che valevano per alcuni popoli o per tutti i paesi dell'impero. Queste leggi erano discusse e approvate sia nelle grandi diete dell'impero, che si tenevano due volte all'anno e a cui assistevano i più grandi personaggi dello stato; sia nella grande assemblea generale degli arimanni (Campo di Maggio), che si teneva in primavera.
Carlo Magno non si limitò alla semplice organizzazione amministrativa dell'impero, ma mirò ad interessarsi di tutti i campi della vita:
- nell'economia, introdusse un nuovo sistema di pesi, (libra romana = gr. 327,45), di misure (moggio = litri 5,2) e di monete (lira romana = 20 soldi); favorì in ogni modo il commercio, cercando stringere trattati con le due maggiori potenze dell'oriente, gli Arabi e i Bizantini; riattivò strade, ponti, promosse la navigazione fluviale e via dicendo.
- nella cultura, Carlo Magno favorì soprattutto la cultura dei religiosi, poiché egli voleva valersi del clero per incivilire i popoli barbari dell'impero; ma non trascurò neppure la cultura dei laici, aprendo nella sua corte una scuola, detta Accademia Palatina, alla quale chiamò dotti d'ogni parte di Europa, come il monaco Alcuino, autore di opere teologiche e poetiche allora famose; il longobardo Paolo Diacono, storico dei Longobardi; il tedesco Eginardo, futuro biografo dell'imperatore, e molti altri. In questo periodo venne pure in voga la limpida ed elegante scrittura carolina, in sostituzione della brutta ed illeggibile scrittura merovingica.
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