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GLI UNNI

Gli Unni, apparsi nel 376 sulle rive del Danubio, erano armati di piccoli archi e di frecce dalle punte di osso. Non erano uniti, ma divisi in tante piccole bande pronte a coalizzarsi o a scontrarsi su campi diversi in qualità di mercenari.

Alcuni secoli prima nelle praterie della Mongolia...

Anticamente la Mongolia era percorsa da nomadi che pascolavano i loro branchi di cavalli, cacciavano e si dedicavano alle razzie. Si chiamavano Siung-Nu da cui il nome europeo di Unni.

I cavalli erano fondamentali nella vita degli Unni. Ogni uomo adulto libero doveva possederne almeno sette. Le praterie della mongolia fornivano graminacee in abbondanza per il nutrimento dei cavalli, ma una cattiva annata poteva inaridire i pascoli e allora bisognava emigrare con tutte le proprie cose. Le abitazioni degli Unni erano case su ruote.

carri degli unni

Gli Unni erano Mongoli di origine siberiana. Erano tozzi e tarchiati, avevano capelli neri lisci, occhi a mandorla e gambe storte.

Indossavano casacche aderenti di pelle e calzoni di pelle, portavano appesa a una spalla una sacca piena di frecce, . Avevano una scrittura simile a quella indiana, la loro lingua era simile al turco attuale.
 

Organizzazione tribale

Unno a cavalloGli Unni erano una grande tribł formata da circa 24 clan. I clan erano dei gruppi di famiglie imparentate. Tre dei clan erano pił autorevoli degli altri per la nobiltą dei suoi componenti.

Le donne erano tenute in altissima considerazione.

La giurisdizione era formata da leggi semplici e severe: un furto o un gesto di violenza all'interno della propria gente potevano essere puniti anche con la morte.

I membri dei clan erano molto uniti e solidali tra loro e questo permetteva loro di affrontare e superare difficoltą durissime. 

La religione

L'universo concepito dagli Unni era formato dal Cosmo, dal Caos, dai demoni, dal mondo degli uomini.

Il Cosmo, ordinato e sicuro, era formato dalle stelle, dai pianeti, dalla luna, dalla terra. Contrapposto al Cosmo era il Caos originario da cui il Cosmo si era formato. I Demoni non erano vere divinità, ma esseri la cui natura era diversa da quella degli uomini. I Demoni non erano buoni o cattivi in partenza: a seconda dei casi e delle circostanze potevano essere benevoli o malevoli.

Gli sciamani avevano il compito di tenere sotto controllo i Demoni, ma non sempre riuscivano da soli: a volte la comunità doveva compiere dei sacrifici, perfino dei sacrifici umani.

Gli Unni si facevano seppellire con gli oggetti che li avevano accompagnati in vita e a volte anche con mogli, amici e servi.

Moneta, baratto, dono, razzia

Gli unni non conoscevano l'uso della moneta, quindi si scambiavano i beni attraverso il baratto, il dono, la razzia, il tributo.

Il baratto non piaceva molto agli Unni perché si facevano imbrogliare facilmente. La razzia invece era molto più gradita: era la cosiddetta guerra di primavera. Ogni primavera veniva organizzata una serie di assalti a un popolo nemico per procurarsi tutte le numerose cose che a loro mancavano: grano, stoffe, tappeti oggetti vari, schiavi. Il tributo era una specie di tassa di sottomissione che un popolo pagava agli Unni da cui erano stati sconfitti o da cui non volevano essere assaliti.

Guerrieri invincibili

Gli Unni erano grandi guerrieri e abilissimi cavalieri. Avevano un arco piccolo e potentissimo che usavano con precisione micidiale cavalcando anche col corpo rivolto all'indietro.

I Vicini degli Unni erano i Cinesi, che li ribattezzarono Tur-Qut, forti e invincibili (da cui Turchi). Gli Unni invasero più volte l'impero cinese tra il III e il I secolo a.C. imponendo un tributo agli imperatori, o nominandosi imperatori essi stessi. Nello stesso periodo fondarono un grande regno nelle steppe.

Il declino e la migrazione

I successi indussero gli Unni alla rovina. L'afflusso delle ricchezze determinò forti squilibri sociali prima sconosciuti. Non contò più chi era autorevole e coraggioso, ma chi era più ricco o più furbo. Gli uomini non ebbero più voglia di combattere e i clan si disgregarono. A sud la Cina ritrovò la sua energia e si liberò del tributo, a ovest emersero altri popoli delle steppe che distrussero il regno.
Gli Unni si dispersero. Molti morirono nelle battaglie affrontate nel tentativo di impedire il crollo del loro regno, molti altri restarono in Cina dove avevano impiantato fiorenti attività, altri ancora si unirono ai nuovi popoli della steppa.
In Mongolia rimase un piccolo gruppo di irriducibili che decisero di emigrare verso ovest.
Per compiere un'impresa tanto impegnativa gli Unni elessero un'orda, ossia accettarono provvisoriamente di mettersi agli ordini di un capo, pronti però a sostituirlo o a non più obbedirgli se non soddisfatti.
Verso la metà del I secolo d.C. l'orda lasciò i pascoli felici (la Mongolia) e iniziò una marcia verso l'Europa che sarebbe durata 250 anni. Durante la marcia due gruppi si staccarono e distrussero il fiorente impero indiano e penetrarono nell'impero persiano. Giunti al Caucaso si fusero con gli Avari.
 

L'incontro con gli Ostrogoti

La schiera principale continuò la marcia verso ovest e qualche tempo dopo giunse nella zona che si trova fra la Romania e l'Ungheria dove incontrò i primi germani: gli Ostrogoti (Goti dell'est).
I Goti furono sbaragliati e ridicolizzati.

Gli Ostrogoti sospingono i Visigoti che invadono le zone dell'impero d'Oriente ed entrano in Grecia.....

Questa storia sarà proseguita nei prossimi capitoli

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 06-02-10