Impero Bizantino
 

storia antica medioevo storia moderna storia contemporanea novecento biografie monografie scacchi e scuola

           medioevo russo
 

 

Home
Gli Unni
regni romano barbarici
da Ezio a Odoacre
gli Ostrogoti
Impero Bizantino
Longobardi e Bizantini
Islam
Monachesimo
Rinascita Carolingia
Feudalesimo
Monarchie feudali
Sacro Romano Impero Germanico
ripresa anno 1000
Italia XI XII
Le Crociate
I Comuni
I Movimenti religiosi
Comuni e Impero
vita religiosa XII XIII
Svevi e Angioini
tramonto dell' impero
decadenza del papato
signorie e principati
politica di equilibrio

sommario del capitolo
Ricevo e inserisco ad inizio capitolo la seguente precisazione del dott. Cristiano Vignali, che ringrazio

Caro Francesco,
ho letto il tuo approfondimento sull'Impero Bizantino e mi complimento con te perché hai fatto un'ottima ricerca schematica, ma allo stesso punto essenziale e approfondita .
Insomma, sei riuscito a far comprendere anche ai lettori digiuni della materia la storia della prima parte dell'Impero Bizantino che va dal IV secolo al VI secolo .
Ma, volevo farti un appunto, poiché c'è un inesattezza storica che desidero segnalarti, affinché tu possa correggerla .
Quando tratti la storia dei Bizantini in Italia, hai affermato che gran parte delle istituzioni romane erano scomparse, ma tutto ciò solo in parte è vero, poiché in realtà con i regni romano barbarici, gran parte delle istituzioni romane erano sopravvissute e solo con i longobardi iniziarono a sfaldarsi .
A tal proposito, volevo segnalarti che, quando i Bizantini occupano l'Italia, esisteva ancora il Senato Romano .
Si ha notizia della sua esistenza anche  a tardo VI secolo, poiché nel 578-580, il Senato di Roma, inviò una delegazione alla corte dell'imperatore Tiberio II .
Solo una decina di anni più tardi, Papa Gregorio Magno, in un'omelia, si lamentò della scomparsa della gloriosa istituzione .
Comunque, la fine del Senato di Roma è sicuramente accertata nella prima parte del VII secolo, allorché Papa Onorio I trasformò la Curia, sede tradizionale del Senato romano, nella Chiesa di Sant'Adriano al Foro .
Se ti serve qualche altra notizia o altro suggerimento, sono qui a tua disposizione e continuerò a leggere eventuali tue ricerche storiche che verranno pubblicate .
IN FEDE
dott. Cristiano Vignali CHIETI -ABRUZZO-

Gli ultimi tempi dell'impero d'occidente

Nel 410 la città eterna fu saccheggiata. Dal 451 al 453 l'Italia subì le tripartizione del mondo nell'alto medioevoinvasioni di Attila, conosciuto come flagello di Dio. A partire dal V secolo il potere in occidente era passato dagli imperatori romani alle mani dei capi barbari. Nel 476, la data usualmente assegnata alla fine dell'impero romano d'occidente, il barbaro Odoacre (434-493), depose l'imperatore Romolo Augustolo e governò al suo posto. 

Dalla fine del V secolo l'impero d'occidente fu spezzettato in diversi regni germanici. Gli Ostrogoti presero sede in Italia, i Franchi nel nord della Gallia, i Burgundi in Provenza, i Visigoti nel sud della Gallia e in Spagna, i Vandali in Africa e nel Mediterraneo occidentale, gli Angli e i Sassoni in Inghilterra. I barbari erano chiaramente i padroni dell'Europa occidentale, ma essi erano anche in procinto di adattare se stessi ai popoli che avevano conquistato.

A dispetto delle sconfitte militari l'impero romano non subì la sconfitta culturale.

I barbari erano militarmente superiori, ma i Romani facevano in modo da mantenere la loro superiorità culturale. In altre parole la lingua dei romani, le leggi, il governo continuarono continuarono ad esistere a fianco delle istituzioni germaniche. Insieme con questi adattamenti è un fatto che gli Ostrogoti, i Visigoti, i Vandali divennero cristiani. Tuttavia erano considerati eretici dalla chiesa di Roma perché erano stati convertiti da vescovi e preti ariani. Gli ariani credevano che Gesù Cristo non fosse di una identica sostanza con Dio. L'eresia ariana era stata creata da un prete di nome Ario e fu condannata nel 325 dal Concilio di Nicea.

Malgrado il fatto che la chiesa di Roma fosse ostile all'arianesimo, i Germani ammiravano la cultura romana. Essi non vollero mai distruggerla. Oltretutto i Germani erano popoli rurali e preferivano la vita di campagna alla vita di città. A partire dal 500 i Franchi furono convertiti al cattolicesimo. Come cristiani romani i Franchi furono avvantaggiati nel sottomettere i Goti e gli altri Barbari nell'Europa occidentale.

Il periodo storico che va dal 500 al 1000 viene chiamato primo medioevo. Poiché in seguito parleremo del regno dei Franchi è importante comprendere che durante il primo medioevo l'Europa è nata. Questo è un periodo di tempo in cui una distinta cultura europea occidentale cominciava ad emergere. Se noi guardiamo alla geografia, alle forme di governo, alla religione, alla cultura, alla lingua l'Europa occidentale diveniva una terra distinta sia dal mondo bizantino e sia dal mondo Musulmano.  Anche se questo periodo segna il declino del mondo romano, esso è anche il periodo del suo recupero e della sperimentazione di nuove idee e istituzioni.

La caratteristica cruciale dei primi secoli del Medioevo fu la fusione di tre distinte tradizioni culturli: la Greco-Romana, la Giudaico-Cristiana, la civiltà germanica.

Come l'Europa occidentale cadde sotto le invasioni germaniche il potere imperiale si spostò nell'impero Bizantino, cioè la parte orientale dell'Impero romano, con la sua capitale Costantinopoli. Le province orientali dell'impero romano erano sempre state più numerose di quelle occidentali. La loro civiltà era più antica ed avevano città più grandi e in maggior numero che in occidente.

Fu Costantino il grande che rese ancora più importante Bisanzio nel 330 rinominandola Costantinopoli e facendone la sede del governo imperiale. Costantinopoli divenne la sola capitale dell'impero e rimase così fino alla fine dell'VIII secolo, quando Carlomagno  rinforzò il suo regno. Anche se l'impero bizantino rimase in vita finché non fu distrutto dal Turchi nel 1453, la nostra attenzione sarà dedicata al primo periodo della storia bizantina fino all'anno 632.

Imperatori bizantini da Arcadio a Giustiniano

Arcadio (395-408), salito al potere appena diciottenne sotto la tutela del prefetto Rufino, fu imperatore imbelle, che si lasciò dominare dai suoi favoriti, e soprattutto dalla bella e ambiziosa imperatrice Eudossia

Teodosio II (408-450), figlio-di Arcadio, promulgò il famoso codice teodosiano, raccolta di tutte le leggi emanate dopo Costantino; e sotto di lui si diffusero le eresie dei nestoriani (che ammettevano nel Cristo due persone, l'umana e la divina) e degli eutichiani o monofisiti (che ammettevano nel Cristo una sola natura).

Marciano (450-457), cognato di Teodosio II per averne sposato la sorella Pulcheria, radunò il concilio di Calcedonia (451), che condannò i nestoriani e gli eutichiani, e diede ragione al papa Leone I, il quale in un « tòmos » famoso aveva stabilito esservi nel Cristo « due nature in un'unica persona ».

Zenone (474-491), detto l'Isaurico, giunto al potere dopo una lunga lotta di successione, vide sotto il suo governo la conquista dell'Italia per parte di Odoacre e di Teodorico.

Anastasio I (491-518),  favorì apertamente i monofisiti, rinfocolando le lotte religiose.

Giustino I (518-527), rozzo generale illirico, proclamato imperatore dai propri soldati, riaprì, dopo gli imperatori eretici Zenone ed Anastasio, la serie degli imperatori devoti alla Chiesa. Sotto il suo governo avvenne la visita del pontefice Giovanni I, inviato da Teodorico e accolto con riverenze e trionfi, il quale, per ricambio, incoronò Giustino imperatore (primo degli imperatori cristiani che ricevesse la corona dalle mani del papa).

Giustiniano

giustinianoIl più grande degli imperatori d'Oriente fu Giustiniano (482-565). il quale regnò per 38 anni (527-565). Giustiniano fu un riformatore sul modello di Cesare Augusto. Era desiderio di Giustiniano riportare l'impero -occidente e oriente- alla sua perduta grandezza. Infatti si disse che il suo desiderio di ripristinare l'impero era per lui un'ossessione. La sua maggiore realizzazione verso questo fine fu la raccolta completa del diritto romano. Giustiniano aveva compreso che un governo forte non poteva esistere senza buone leggi. Anche se i romani andavano orgogliosi delle loro leggi scritte, molti secoli di leggi scritte avevano creato una certa confusione.  Ai tempi di Giustiniano un uomo avrebbe potuto passare una vita a studiare le leggi romane senza riuscire a dominarle. Le leggi erano diventate troppo numerose nei secoli e spesso creavano confusione. Giustiniano creò una commissione di sedici uomini  per mettere ordine. Questi uomini lavorarono per sei anni e studiarono oltre duemila testi. Nel 534, la commissione produsse il Corpus Juris Civilis.  Il Corpus, scritto in latino, divenne il lavoro legale e standard fino alla metà del XIX secolo. Così com'è il Corpus è uno degli ordinamenti giuridici più sofisticati prodotti e simboleggiò gli sforzi di Giustiniano per creare un Impero riunito e ben governato.

Il Corpus iuris civilis si compone di quattro parti:

  • Istituzioni, trattato in 4 libri, che definisce i principi del diritto ad uso delle scuole.

  • Digesto o Pandette, in 50 libri, raccolta di sentenze dei maggiori giuristi classici, appartenenti ai primi tre secoli da Adriano a Giustiniano.

  • Novelle, raccolta delle leggi emanate da Giustiniano dopo la pubblicazione del codice (534-565).

teodoraGiustiniano era un uomo guidato dalla sua ossessione.  Egli fu aiutato dai suoi predecessori che erano stati abili a tenere lontane le invasioni barbariche, cosa che l'impero d'occidente non era più in grado di fare. Giustiniano fu anche aiutato da sua moglie Teodora (500-547), figlia di un custode dell'ippodromo, e non meno ambiziosa di suo marito. Insieme, lei e Giustiniano, apportarono nuova energia ad un regime vecchio e conservatore.

Nel 536 scoppiarono a Costantinopoli dei tumulti violentissimi contro le misure fiscali del governo. Fazioni rivali dei Blu e dei Verdi (ammiratori di opposte squadre di guidatori di carri da corsa) si scontrarono per le strade. Giustiniano avrebbe voluto abbandonare la città durante i tumulti, ma i generali Belisario e Narsete e la moglie Teodora lo persuasero a rimanere. Teodora prese su di sè l'incarico di reclutare un esercito personale che uccise 35.000 persone in un giorno solo.

In seguito alla vittoria Giustiniano spedì il suo esercito a riconquistare alcune zone perse dell'impero occidentale.

Nella politica estera Giustiniano mirò a ricostruire l'impero universale, mediante una serie di guerre che culminarono con la conquista dell'Italia:

  • guerra persiana, in cui fece le prime esperienze militari come capitano Belisario, che si svolse con alterne fortune durante quasi tutto il governo di Giustiniano. Nel 532 Giustiniano concluse con il re Còsroe la cosiddetta « pace perpetua », obbligandosi a pagare annualmente una data somma, in modo da potersi lanciare indisturbato contro l'occidente.

  • guerra contro i Vandali d'Africa (533-534), per la quale il pretesto fu fornito dalla detronizzazione del re Ilderico, amico di Giustiniano e favorevole alla popolazione romana. L'esercito bizantino, comandato da Belisario, in soli due anni debellò i Vandali, distruggendo ogni traccia della loro dominazione.

  • qualche anno dopo anche ai Visigoti della Spagna furono conquistate alcune regioni ed erette in provincia.

  • guerra gotica (535-553), di cui già si è parlato a p. 32 sg.

 

La religione

Oltre al riordinamento giuridico Giustiniano curò il riordinamento religioso ed economico dell'impero.

Dal punto di vista religioso, egli cercò ristabilire l'unità religiosa, cercando una via di mezzo nell'eterna questione tra ortodossi e monofisiti; ma, soprattutto per l'influenza della moglie Teodora, favorevole ai monofisiti per riguardo ai popoli dell'oriente, tale unità non fu ristabilita.

La religione, così come la legge serviva a Giustiniano per rafforzare il potere. Fin dal V secolo il patriarca di Costantinopoli incoronò gli imperatori a Costantinopoli, una pratica che rifletteva lo stretto legame tra potere politico e potere religioso. Nel 380 il Cristianesimo era stato proclamato religione dello stato. Tutte le altre religioni e sette erano denunciate come folli e insane. La Cristianità Ortodossa non fu tuttavia  l'unica religione dell'impero con un significativo numero di seguaci.  Né i governanti videro la religione come un mero strumento di potere politico. Di volta in volta diverse eresie come l'arianesimo (Gesù non sarebbe stato della stessa sostanza di Dio) o il monofisitismo (Gesù avrebbe avuto una sola natura, un composto umano-divino, non completamente umano e non completamente divino) o gli iconoclasti (che volevano impedire l'uso delle immagini nelle funzioni religiose) ricevettero l'appoggio imperiale. Persecuzioni e assorbimenti nelle festività cristiane servirono a tagliare molte pratiche religiose pagane.

C'era anche un gran numero di ebrei che vivevano nel mondo bizantino. Tuttavia i romani avevano considerato i giudei, in confronto ai cristiani di strette vedute, dogmatici e intolleranti e non avevano una grande simpatia per loro. Per la legge romana i Giudei avevano protezione legale fino a che non tentavano di fare proseliti tra i cristiani, di costruire nuove sinagoghe e di assumere pubblici uffici.  Mentre Giustiniano adottò una politica di conversione volontaria degli ebrei, gli imperatori successivi ordinarono a tutti gli ebrei di essere battezzati e garantirono l'esenzione fiscale a quelli che volontariamente si convertivano. Nessuno sforzo per convertire gli ebrei dell'impero ebbe successo.

Economia

Dal punto di vista economico, Giustiniano favorì in ogni modo lo sviluppo commerciale e industriale del paese, che, per la sua posizione geografica, era il naturale intermediario tra l'Occidente e l'Oriente.

Soprattutto Costantinopoli divenne il più grande mercato del mondo, a cui affluivano tutti i prodotti dell'Asia dell'Africa, e da cui ripartivano verso tutti i paesi del Mediterraneo e dell'Europa barbarica.

Fu introdotto, tra le altre cose, l'allevamento del baco da seta, che in seguito alla guerra con i Persiani non si poteva più importare dall'Estremo Oriente (552), fu coniata una nuova moneta, il soldo d'oro (circa 16 lire oro), con l'effigie dell'imperatore, che fu per molto tempo la moneta del commercio mediterraneo. Giustiniano fu infine benemerito dell'arte edilizia sacra e profana. A Costantinopoli Giustiniano costruì acquedotti per rifornire la città, ordinò personalmente la costruzione di almeno venticinque chiese di cui Santa Sofia è la più nota. La chiesa di Santa Sofia inizialmente fu costruita ai tempi di Costantino e ricostruita attorno al 400. Giustiniano diede l'incarico a due architetti greci, Isidoro e Artemio, di costruire un nuovo tipo di Chiesa, con una grande cupola al centro.  La cupola era alta 55 metri e ricopriva un'area di 2500 metri quadrati. L'interno era leggero e arioso e ricoperto di mosaici.

Durante il regno di Giustiniano l'impero contava più di 1500 città. La più vasta, con circa 350.000 abitanti, era Costantinopoli, incrocio culturale tra est ed ovest, nord e sud. Le città erano governate da consigli formati da circa 200 ricchi possidenti. Essi erano i decurioni e costituivano la crema intellettuale e politica dell'impero. Un censimento del V secolo ci dà il senso della grandezza e dello splendore di Costantinopoli. Secondo questo censimento c'erano cinque palazzi imperiali e nove palazzi dei principi, otto bagni pubblici e 153 bagni privati, cinque granai, due teatri, un ippodromo, 322 vie cittadine, 4388 case, 52 portici, 20 panettieri pubblici e 120 panettieri privati, 14 chiese. Il divertimento più popolare era il teatro, frequentemente censurato dal clero per spettacoli osceni, e le corse dei cavalli. Esistevano anche numerose taverne pubbliche.

Le differenze

Durante il regno di Heraclio (610-641) l'mpero prese una svolta decisamente orientale e antioccidentale. Heraclio parlava greco e non latino e il suo intero regno fu dominato dalla preoccupazione di resistere ai Persiani e agli Islamici che tentavano di invaderli. Gli eserciti islamici strariparono nell'impero dopo il 632, ma Costantinopoli fu attaccata direttamente solo nel 677 per la prima volta. Fino al regno di Leone III, agli inizi dell'VIII secolo, gli eserciti islamici furono sconfitti e la gran parte dell'Asia Minore fu conservata dai Bizantini.

Leone offese i Cristiani dell'occidente quando proibì l'uso delle immagini nelle chiese orientali e tentò di imporre l'ordine alle chiese occidentali. Questo creò un conflitto con i Cristiani d'occidente, che avevano sempre praticato l'adorazione di Gesù, Maria e dei santi mediante l'uso di immagini e icone. La proibizione delle immagini divenne la maggiore espressione dell'intromissione dell'impero d'oriente negli affari della chiesa, pratica alla quale la chiesa occidentale aveva sempre resistito.  Oltre a creare un nuovo motivo di divisione tra i cristiani d'oriente e d'occidente il provvedimento di Leone III provocò la distruzione di molte opere d'arte.

Durante il periodo del primo medioevo l'impero bizantino fu una barriera protettiva tra l'Europa occidentale e gli eserciti persiani, arabi e turchi. I Bizantini furono anche il veicolo maggiore del sapere classico e della scienza degli antichi, decadute nell'occidente fino al Rinascimento. Attraverso i secoli e mentre gli Europei occidentali erano occupati a creare una cultura nuova, le città dell'impero bizantino offrivano il modello stabile di una società altamente civilizzata tuttora presente.

Cause della durata dell'impero d'oriente

 L'impero d'Oriente, separato definitivamente dall'impero d'Occidente con un decreto di Teodosio del 395, durò assai più a lungo, e Costantinopoli fu conquistata dai Turchi quasi un millennio dopo che l'impero d'Occidente era caduto in potere dei barbari.

Tante possono essere le cause, qui ne mettiamo a fuoco solo alcune.

  • la posizione geografica: Costantinopoli era ricca di difese naturali e difficilmente espugnabile;

  • i Persiani e i Musulmani divennero un pericolo mortale solo più tardi, mentre i barbari furono dirottati verso occidente

  • burocrazia, esercito, diplomazia rendevano l'impero un organismo forte e compatto

La burocrazia, spesso gretta e rapace, purtuttavia rafforzava l'unità dell'impero. L'esercito e la flotta erano forti e ben curati, tanto da farsi rispettare dalle armate degli altri paesi a oriente e occidente.

Anche la diplomazia faceva la sua parte riuscendo a mettere i nemici gli uni contro gli altri, comprando i più forti e mettendoli contro i più deboli.

Anche la chiesa era al servizio della salvaguardia dell'impero suscitando vincoli e addomesticando potenziali nemici attraverso le conversioni.

La chiesa e lo stato si compenetrano: l'imperatore si faceva chiamare isapostolo (simile agli apostoli) e vescovo esterno; il patriarca di Costantinopoli era la voce dell'imperatore.

Lo scisma di Fozio

Nel secolo IX con lo scisma di Fozio, il distacco tra la Chiesa d'Occidente e la Chiesa d'Oriente, per lungo tempo latente, diventava definitivo, ed effimeri sarebbero riusciti i vari tentativi del papato per ricostituirne l'unità.

LA CIVILTA' BIZANTINA.

La civiltà bizantina fu per circa un millennio, dal VI al XV secolo, la più grande civiltà che conobbe l'Europa, di gran lunga superiore alla civiltà dell'occidente romano-germanico, che nella sua sostanza mantenne sempre qualcosa di primitivo e di barbarico. Questa superiorità derivò ad essa dal-l'essere una diretta continuazione della civiltà ellenistica e classica, che nell'oriente non si spense mai, mentre nell'occidente aveva subito una profonda eclissi per opera delle invasioni barbariche.

Costantinopoli, Alessandria, Atene, Antiochia, ecc. furono ancora per molto tempo centri famosi di cultura: soprattutto diffuso fu il gusto per la speculazione teologica, che, per la sottigliezza dell'ingegno greco, degenerò spesso in una vera mania, fino a trasformare delle questioni religiose in questioni politiche, con rivoluzioni e sommosse.

Caratteristica infine l'arte bizantina, che, per il suo fastoso gusto decorativo, molto risente delle tradizioni artistiche dell'Oriente. Capolavori di essa sono la Chiesa di S. Sofia a Costantinopoli, costruita per ordine di Giustina chiesa di San Vitale a Ravenna, e, in parte, la chiesa di San Marco a Venezia.

L'ORIENTE SLAVO E BULGARO

La civiltà bizantina, anche in ciò degnissima continuatrice della civiltà romana, ha il merito di aver iniziato una grandiosa opera d'incivilimento nell'oriente barbarico, invaso da innumerevoli tribù di Slavi e di Bulgari.

Gli Slavi, popolazione (secondo alcuni studiosi) di origine asiatica, poco bellicosa, dopo avere, fin dai primi tempi dell'impero romano, occupato le regioni dell'Europa centro-orientale, erano calati nel secolo V nella pianura danubiana, nelle terre lasciate libere dalle immigrazioni germaniche; e nel secolo VI si erano stanziati anche nella penisola balcanica.

(A proposito delle origini delle popolazioni slave riporto qui una nota che mi ha inviato lo studioso di Medioevo Russo, Aldo Marturano

"..... quell'indicazione sbagliata che gli slavi siano di origine asiatica. Gli Slavi ai documenti i ns. possesso sono un gruppo di genti portatrici di lingue indoeuropee di probabili origini sarmatico-scitiche, il cui centro culturale antico è proprio intorno a Kiev attuale. Prima del V-VI sec. non si può parlare di SLAVI perchè non ci sono documenti che comprovino laloro presenza come genti che parlino una lingua slava. Addirittura è un mistero come ma TRIESTE che Plinio nomina già con il nome TERGESTE nel I sec. porti tale denominazione tipicamente slava (T'RGOVISC'TE ossia MERCATO). Quanto ai Bulgari anch'essi migrati dall'Alto Volga intorno al VII sec. verso sud e verso il Danubio, sebbene turcofoni alle origini, erano popoli al di qua degli Urali e quindi europei. Pensa che gli Alani che dominarono la steppa ucraina fino al IX sec. migrarono coi Goti e fondarono con loro una regione che oggi ha come capitale una città fondata da genti di origini tunisine. la CATALOGNA ossia GOT-ALANIA e la città è BARCINO fondata dai Barqa (Annibale, Asdrubale, Amilcare) ed oggi è BARCELONA.")

Verso la metà del secolo VI gli Avari, popoli mongolici, che rappresentano, dopo gli Unni, la seconda grande ondata della migrazione asiatica, si avanzarono terribili nella pianura danubiana, e, incuneandosi tra gli Slavi, li divisero in Slavi settentrionali (Moravi Sloveni, ecc.) et in Slavi meridionali o Jugoslavi (Serbi, Croati, ecc.).

Gli Slavi, e soprattutto gli Avari, costituirono per parecchi secoli una pericolosa minaccia per l'impero bizantino; e più volte, approfittando dell'interminabile guerra persiana, invasero la Macedonia e la Tracia, fino ad assediare la stessa capitale. L'imperatore bizantino Michele III (fine del sec. IX) inviò tra gli Slavi i due famosi monaci Cirillo e Metodio, greci di Tessalonica, i quali convertirono G quei popoli al Cristianesimo e tradussero in slavo le Sacre Scritture, facendo uso della scrittura glagolitica, tratta dal corsivo greco, che prese poi il nome di alfabeto cirillico.

I Bulgari, popolazione anch'essa di origine asiatica, ma, a differenza degli Slavi, molto bellicosa, dopo aver occupato per qualche tempo le regioni settentrionali del mar Nero, erano calati, alla fine del secolo VII, nella par. orientale della penisola balcanica, sottomettendo le tribù slave che già vi si trovavano, e di cui adottarono gli usi e i costumi. Anche i Bulgari, come gli Slavi e gli Avari, costituirono per parecchi secoli una pericolosa minaccia per l'impero bizantino; e più volte, approfittando dell'interminabile guerra persiana, invasero la, Macedonia e la Tra fino ad assediare la stessa capitale.

Gli imperatori bizantini insignirono i re bulgari del titolo onorifico di zar (sec. VIII); e il citato imperatore Michele III (fine del sec. IX) indusse lo zar Boris a convertirsi al Cristianesimo e ad aprire il regno ai missionari greci.

Il successore di Boris, lo zar Simeone (sec. IX-X), che aveva dimorato come ostaggio Costantinopoli e conosceva perfettamente la cultura e i costumi bizantini, conquistò tutta la penisola balcanica, e fondò la Grande

Bulgaria, ma tentò invano di prendere Costantinopoli per farne la capitale. Alla sua morte i Bizantini riuscirono a riprendersi i territori perduti e a ristabilire la loro dominazione su tutta la penisola.

Nel secolo IX anche i Russi entrarono in contatto con l'impero bizantino; e un secolo dopo il russo Viadimiro, principe di Kiew, sposando una principessa bizantina si convertiva al cristianesimo (989), e portava in mezzo al suo popolo la civiltà bizantina.

In tal modo tutta l'Europa orientale, nel cuore del più fitto Medioevo, riceveva da Bisanzio quella impronta religiosa e civile che avrebbe mantenuto attraverso i secolipressoché inalterata.

Bizantini in Italia

L'Italia, dopo la conquista bizantina, divenne una provincia dell'impero d'Occidente, e per essa Giustiniano emanò una Prammatica Sanzione.

Le antiche istituzioni erano per la maggior parte decadute e lo stesso senato, simbolo dell'antica grandezza, aveva cessato interamente di esistere.

La Prammatica Sanzione mirò a dare un nuovo assetto al paese, ponendo una netta separazione tra poteri civili, affidati ad un prefetto del pretorio, e poteri militari, affidati ad un patrizio.

Ma lo stato continuo di guerra, in cui ben presto si trovarono i Bizantini in Italia, obbligò ad una fusione dei due poteri nella persona di un solo capo, l'esarca, residente in Ravenna.

Nelle province (le antiche province di Diocleziano) furono posti duchi, o, alla greca, strateghi, anch'essi con  poteri civili e militari.

La Prammatica Sanzione conferiva una grande autorità ai vescovi, ai quali furono i affidate molte mansioni municipali e provinciali, oltre a parecchie prerogative nel campo giudiziario.

In complesso il governo bizantino non fu benefico all'Italia, e ne peggiorò le già tristi condizioni economiche e sociali. Le lunghe guerre in occidente e in oriente avevano esaurito le risorse dello stato, e la burocrazia bizantina, con rapace fiscalismo mise in opera ogni mezzo per scoprire e mungere ogni sorgente di ricchezza.

Perciò quella stessa popolazione italica, che aveva salutato Belisario e Narsete come liberatori, non tardò a considerare i Bizantini come oppressori, e a sperare un qualunque mutamento che la sollevasse dal disagio in cui si trovava.

 

Inviare a francesco un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
Ultimo aggiornamento: 03-11-08