gli Ostrogoti
 

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TEODORICO (493-526)

Gli Ostrogoti erano situati in Pannonia mentre Odoacre compiva le sue conquiste come padrone d'Italia alimentando la gelosia di Zenone, imperatore d'oriente.

Teodorico era il loro re e godeva della stima di Zenone. Quando il figlio del re dei Rugi, morto in battaglia contro Odoacre, chiese a Teodorico di aiutarlo a vendicarsi Zenone non ebbe niente in contrario a che Teodorico invedesse l'Italia.

Teodorico scese in Italia e sconfisse Odoacre sull'Isonzo e quindi sull'Adda nel 489. Odoacre si rifugiò a Ravenna dove resistette per tre anni e infine si arrese dietro alla promessa di governare insieme con Teodorico.

Dopo poco tempo Odoacre fu fatto uccidere a tradimento da Teodorico durante un banchetto (493)

La politica interna di Teodorico

Obiettivo fondamentale fu la convivenza pacifica tra Goti e Italiani. Per ottenere tale scopo fece in modo da non creare conflitti d'interesse tra i due popoli.

Egli distribuì  ai suoi Goti il terzo delle terre; ma mantenne intatte le leggi e le istituzioni romane. Si circondò di consiglieri romani di grande valore come Simmaco, Boezio e Cassiodoro, riempì Ravenna di monumenti, emanò un editto che modificava in buona parte la giurisdizione tradizionale dei germani.

Ai Goti era assegnato il compito di combattere. Essi avrebbero avuto propri giudici e proprie chiese (erano seguaci dell'eresia ariana). Agli Italiani sarebbe toccato prevalentemente il lavoro dei campi e l'amministrazione dello stato. Anche gli Italiani avrebbero avuto proprie chiese e propri giudici. Proibiti erano i matrimoni misti.

Negli ultimi tempi della sua vita le cose cambiarono e il atteggiamento nei confronti degli Italiani divenne ostile.

Giustino, imperatore d'Oriente, aveva preso a perseguitare gli ariani d'Oriente, che in gran parte erano Goti, suscitando le proteste di Teodorico, il quale inviò a Costantinopoli lo stesso papa Giovanni I.

Poiché questi, ritornò con un rifiuto, Teodorico lo fece gettare in carcere a Ravenna, ove Giovanni poco dopo morì; gli nominò un successore di propria autorità  e iniziò una persecuzione contro i cattolici italiani, mandando a morte gli stessi consiglieri Boezio e Simmaco.

Poco dopo Teodorico moriva (526).

La politica estera di Teodorico

Teodorico cercò di mettere l'Italia alla testa dei regni romano-barbarici attraverso una politica di guerre, alleanze e matrimoni. Lo scopo finale era di ricostituire l'antico impero d'Occidente non più solo latino, ma latino-germanico. 

I principali fatti di tale politica:

  •  l'alleanza e la parentela con quasi tutti i principi dei regni romano-barbarici: Teodorico sposò la sorella di Clodoveo; diede in sposa una sorella al re dei Vandali, una figlia al re dei Visigoti, ecc.
  • la conquista di nuove terre, come la Rezia il Norico, la Pannonia, la Dalmazia ad oriente; e soprattutto la Provenza ad occidente, dopo una pericolosa guerra col re Clodoveo.

Clodoveo (481-511), re dei Franchi, popolazione germanica stanziata parte sul basso Reno (Franchi Ripuari) e parte lungo la Mosa e I'Yssel (Franchi Salii), dopo avere unificato i Franchi ed essersi, primo tra i barbari, convertito al cattolicesimo, mirava ad impadronirsi di tutta la Gallia romana.

Egli aveva già sottomesso il regno di Siagrio (ultimo avanzo della dominazione romana nella Gallia) ed altre popolazioni barbariche (Alemanni Burgundi, ecc.), e si gettò impetuosamente contro i Visigoti, ariani, che erano allora il popolo più potente della Gallia meridionale, vincendoli a Vouillé, presso Poitiers 506), dove lo stesso re dei Visigoti, Alarico II, fu ucciso.

Teodorico, la cui figlia aveva sposato l'ucciso re, intervenne allora contro i Franchi e riuscì a ricacciarli al di là della Garonna, ricostruendo il regno dei Visigoti sotto il suo protettorato e facendosi cedere la Provenza (510).

La guerra gotica

Alla morte di Teodorico l'imperatore d'oriente, Giustiniano, intimò guerra ai goti inviando in Italia il prode generale Belisario, che si era distinto per valore e abilità in guerre contro i Persiani e i Vandali.

Guerra gotica (535-553)

La guerra gotica durò ben 18 anni, e può dividersi in tre periodi:

  • primo periodo, dal 535 al 540, col sopravvento dei Bizantini.
  • Belisario, sbarcato in Sicilia con forze esigue (ma fidando nel favore degli Italiani), risalì la penisola dal sud, occupando Napoli e Roma, mentre un altro esercito bizantino minacciava dalla Dalmazia. I goti furono sconfitti e si arresero nel 540. Il re dei Goti Vitige fu portato a Costantinopoli come trofeo.
  • secondo periodo, dal 541 al 552, col sopravvento Ì dei Goti.
  • Dopo la resa di Ravenna Belisario fu richiamato in patria per combattere contro i Persiani che minacciavano i confini.
  • I Goti, approfittando dell'assenza di Belisario, guidati dal re Totila, riconquistarono l'Italia fatta eccezione per Ravenna.
  • Belisario fu rimandato in Italia, ma faceva pochi progressi perché dotato di forze insufficienti. Fu allora sostituito da Narsete.
  • terzo periodo, dar 552 al 553

Narsete, con un esercito potente che comprendeva tra le sue file anche i Longobardi, sconfisse i Goti a Tagina.

Nei due anni successivi Narsete, proclamato patrizio, provvide a disperdere gli ultimi residui dei Goti, dei quali parte presero servizio nell'esercito imperiale, e parte ritornarono presso le  proprie tribù al di là delle Alpi.

Questa guerra fu disastrosa per l'Italia, con centinaia di migliaia di vittime per guerra, fame e malattie. La popolazione diminuì moltissimo.

Dispersi gli Ostrogoti i Bizantini affidarono i loro possedimenti italiani a un governatore chiamato esarca (capo). L'esarca scelse come sede Ravenna, il porto adriatico dal quale più facilmente si raggiungeva Costantinopoli.

Sembrava che Giustiniano avesse ricostituito gran parte dell'antico impero, sembrava che il Mediterraneo fosse ritornato ad essere Mare Nostrum.

Il codice di Giustiniano

 La vera gloria di Giustiniano è legata la "Corpus iuris civilis", nel quale i giuristi bizantini selezionarono e raccolsero tutte le leggi elaborate dai romani nel corso dei secoli.

Governo oppressivo dei Bizantini

Il governo bizantino in Italia si rivelò pessimo. La penisola fu considerata un territorio da sfruttare con tasse pesantissime. Le classi dirigenti italiche furono sostituite da funzionari bizantini. Niente fu fatto per migliorare l'economia. Fu imposto il greco come lingua ufficiale. I bizantini erano in contrasto con il papa di Roma: insomma, essi apparivano agli Italiani come degli stranieri oppressori, più odiati degli invasori barbari.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 03-11-08