Staunton

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Howard Staunton (1810-1874)


ritratti e disegni ]


Howard Staunton (1810-74) , viene ricordato non solo come brillante scacchista ma anche come una delle maggiori autorità britanniche nel campo della letteratura Shakespiriana. Howard Staunton nacque in Inghilterra, Westmoreland, nel mese di aprile del 1810. Sembra sia stato figlio illegittimo di Frederick Howard, e sembra che Howard Staunton non sia il suo vero nome. Egli esordì come attore in drammi di Shakespeare.

Il suo interesse verso gli scacchi si manifestò relativamente tardi, intorno ai trent’anni, ma subito egli si impose all’attenzione di un mondo scacchistico ancora privo di grandi figure carismatiche.

Fu ufficialmente considerato come migliore giocatore del mondo dopo aver battuto il francese Saint-Amant nel 1843.

Egli si tuffò subito in moltissime iniziative riguardanti gli scacchi, e fondò nel 1841 il Chess Player’s Chronicle che diventò ben presto la pubblicazione in lingua inglese di riferimento.

Scrisse anche alcuni testi, tra cui il suo Handbook che verrà considerato per anni il miglior manuale scacchistico.

    

Nel 1840 egli sconfisse Popert in un match. Da maggio a dicembre tenne una rubrica di scacchi sulla New CourtGazette. Nello stesso anno fu eletto segretario del Westminster chess club.

Nel 1841 egli divenne editore del British Miscellany il quale diventò poi the Chess Player's Chronicle, la prima rivista scacchistica di successo dell'Inghilterra. Egli ne fu l'editore fino al 1854.

Nel 1842 giocò diverse centinaia di partite on Cochrane.   

Nel 1843 perse un incontro con il campione francese Saint Amant con il risultato di due vinte, una pareggiata e tre perse. Il match fu disputato a Londra tra a prile e maggio. In novembre Staunton andò a Parigi e il 14 dello stesso mese egli iniziò un secondo match contro Saint Amant. Il Match fu disputato al Cafe de la Regence e durò fino al 20 dicembre del 1843. Staunton vinse con 11 vittorie, 4 pareggi e sei sconfitte. Il premio per Staunton fu di 100 sterline. Staunton vinse l'incontro aprendo 1.c4 e quell'apertura divenne poi famosa come apertura inglese. Questo fu anche il primo match in cui furono usati i seondi: i secondi di Staunton furono Wilson, Evans e Worrel.

Nell'ottobre del 1844 egli tornò a Parigi per un incontro di rivincita, ma il giorno precedente l'inizio dell'incontro egli si ammalò di polmonite, e l'incontro fu annullato.

In febbraio 1845 egli fu assunto come giornalista dell'Illustrated London News. Fu giornalista per 29 anni, fino alla morte nel 1874. Il 9 aprile 1845 Staunton, in Gosport, giocò delle partite con Londra via telegrafo.

Nel 1846 vinse due match contro Horwitz e contro Harrwitz.

Nel mese di Luglio 1847 pubblicò a Londra the Chess-Player's Handbook. Esso fu pubblicato in Bohn's Scientific Library series. Staunton introdusse il gambetto Staunton (1.d4 f5 2.e4) contro Horwitz.

Nel 1849 pubblicò the Chess-Player's Companion and Chess Player's Text Book. Lo stesso anno si sposò all'età di 39 anni.

 L'otto settembre 1849 egli raccomandò il set di scacchi disegnato da Nataniel Cok e costruito da John Jacques. Da quel momento in poi su tutte le scatole di scacchi  che assunsero quella forma    fu stampata la scritta Staunton and Jacques.

Nel 1850 vendette il suo Chess Players Chronicle a R.B. Brien.

1851 - La sua abilità di organizzazione si concretò ai massimi livelli con il Torneo Internazionale di Londra del 1851 durante "Great Exhibition of Art and Industry" dove cercava indubbiamente la propria consacrazione.

Qui doveva però subire la prima e decisiva umiliazione al proprio narcisismo in quanto non riuscì nell’intento di vincere, ma dovette invece cedere virtualmente la palma di migliore del mondo ad Adolf Anderssen, trionfatore nel torneo.

Da allora Howard Staunton si ritirò in pratica dalle competizioni e si occupò esclusivamente della pubblicazione delle proprie riviste scacchistiche.

Nel 1852 pubblicò The Chess Tournament sul torneo del 1851. Staunton tentò di organizzare un match di rivincita con Andersen, ma quest'ultimo si era ormai ritirato dal gioco professionale.

 Nel 1853 si recò a Bruxelles per incontrare Lasa, la massima autorità scacchistica in Germania, per standardizzare le regole degli scacchi.

 Nel 1856 iniziò a lavorare su un'edizione annotata delle opere teatrali di Shakespeare. Tale opera fu pubblicata mensilmente da Novembre 1857 a Maggio 1860.

Nel 1858 fu sfidato in un match da Morphy, ma Staunton stava lavorando alla sua opera su Shakespeare e i suoi editori non accettarono di rompere il contratto.

Egli si comportò in maniera abbastanza discutibile nei confronti di Morphy: non solo non accettò la sfida, ma lo attaccò nelle sue pubblicazioni in modo triviale e pesante.

Nel 1860 pubblicò Chess Praxis, che includeva 168 pagine dedicate alle partite di Morphy. Comprendeva anche un codice di regole degli scacchi.

 Nel 1865 pubblicò Great Schools of England. Nel marzo del 1865 egli iniziò a pubblicare una rivista mensile di scacchi chiamata The Chess World. Egli continuò a pubblicare tale rivista fino a marzo 1869.

Il 22 giugno 1874 stava lavorando a un altro libro di scacchi quando subì un fatale atacco di cuore e morì nella sua libreria. Il cadavere fu sepolto a Kensal Green, in Inghilterra. Sulla pietra tombale una semplice scritta: Howard Staunton 1810-1874 e il disegno di un cavallo degli scacchi.

Reuben Fine vede nell’organizzazione, nell’aggressività e nel narcisismo i tratti dominanti della personalità di Staunton; dell’organizzazione abbiamo già accennato, mentre l’aggressività sembra fosse più manifesta fuori dalla scacchiera in quanto il suo gioco non mostrò mai particolari brillantezze.

Il narcisismo, che ricordiamo secondo Fine è una delle caratteristiche comuni a molti scacchisti, fu la causa del suo declino poiché la sconfitta del 1851 rappresentò una ferita irreparabile per il suo Io abituato alla gloria e agli elogi.

La sua aggressività e il suo narcisismo trovarono sfogo particolare nei confronti di Paul Morphy.

Howard Staunton, in conclusione, non è certo una delle figure più apprezzate della storia scacchistica, proprio per la sua scarsa sportività e la mancanza, in fondo, di veri apporti alla teoria del gioco.