|
"What can be said to be
permanent in this fleeting world, if not our remembrance of the deeds of
great men?" - Ludwig Bauer
'Chathurangam' o Scacchi, nome con
cui conosciamo il gioco oggi, ebbe origine in India e fu considerato come
la rica eredità indiana dei nostri Marahaja - la più antica partita
conosciuta fu quella giocata tra i Pandavas e i Gauravas menzionata nel
grande poema epico "Mahabharatha".
I Persiani appresero il gioco e lo
diffusero in Europa e dopo molte trasformazioni esso ha assunto l'aspetto
attuale.
Noi abbiamo avuto differenti scuole
di pensiero riguardo all'apprendimento e all'interpretazione degli
scacchi.
La scuola spagnola rappresentata da
Lucena, Ruy Lopez e la scuola italiana rappresentata da Greco
costituiscono il cosiddetto periodo romantico degli scacchi durante il
sedicesimo e diciassettesimo secolo.
La moderna scuola di pensiero
emergeva soltanto durante il diciottesimo secolo durante il quale il goco
subì una definitiva standardizzazione è l'attenzione fu spostata su un
logico sviluppo dei pezzi. evitando le debolezze, e sul ruolo dei pedoni
centrali. Questo periodo fu definito il periodo classico ed ebbe come
massimi rappresentanti Anderssen, Morphy, Steinitz, Zukertort, Tchigorin,
Tarrash, Lasker, Pillsbury, Rubinstein, Capablanca, Marshall.
Il periodo seguente fu quello degli
ipermoderni i cui rivoluzionari dettami inizialmente furono accolti con
scetticismo, ma che in seguito produssero molti Grandi Maestri.
Oggi viviamo nel periodo dei computer
e si suol dire che una partita ad alto livello oggi ha inizio solo dopo la
trentesima mossa o più tardi. Molte linee considerate in passato non
affidabili sono ora giocate con fiducia perché sono state testate insieme
ad altre migliaia con l'aiuto delle macchine.
Forse conviene tornare con lo sguardo
e con lo spirito al gioco e agli insegnamenti dei classici.
FRANCOIS-ANDRE DANICAN
PHILIDOR (1726-95)
"The Pawns are the soul of Chess" - Philidor
Questo maestro del diciottesimo
secolo fu il primo vero interprete del gioco degli scacchi come lo
intendiamo noi oggi. Infatti nel loro libro intitolato 'The World of Chess', Anthony Saidy
e Norman Lessing lo hanno posto nel capitolo intitolato 'The Dawn of
Understanding'. Quale titolo più adatto di questo? Philidor iniziò a
giocare a scacchi all'età di dieci anni e fu educato al gioco da Sirede
Legall, un forte giocatore francese. Nel 1745, Philidor si recò a
Rotterdam e quindi a Londra al seguito di una compagnia di
musicisti. A causa di una inaspettata cancellazione dei concerti la
sua attenzione fu spostata sugli scacchi per guadagnarsi da vivere. Nel
1747 egli giocò un match di 10 partite con Phillip Stamma, uno dei
giocatori più forti del suo tempo. Egli gli offrì il vantaggio della
mossa e le partite pari sarebbero valse come vittorie per Stamma. Egli
sconfisse Stamma con il punteggio di otto vittorie, un pari, una
sconfitta. Essendo un musicista professionista Philidor alternò per tutta
la vita il gioco degli scacchi alla musica professionale.
Philidor fu lontanissimo dal modo di
gocare dei suoi tempi e i suoi contemporanei no sembrarono mai comprendere
i suoi concetti. Egli comprese l'importanza dei pedoni, del centro, del
blocco, della profilassi, della mobilità ecc. Egli affermava che i pedoni
sono l'anima degli scachi e durante le sue partite egli mostrò la via per
aprire linee per l'attaco e per chiudere le linee di attacco degli
opponenti. Sfortunatamente nessuna registrazione è disponibile delle
partite di Philidor di quando egli era al top e quel poco che abbiamo sono
alcune partite di quando aveva superato i sessant'anni. Ma tuttavia
egli espose le sue idee nel suo libro "L'analyse du jeu des Eches" (The analysis of the
game) e i suoi concetti furono compresi e applicati dalle generazioni
seguenti. Egli ebbe anche il merito di far apprezzare il gioco degli
scacchi in Inghilterra, tanto che l'elite della società britannica fondò
un club chiamato "Parsloe's" al solo scopo di trattenere Philidor tra
loro. Philidor morì il 31 agosto del 1795 all'età di 69 anni. L'uomo che
per primo trattò gli scacchi in maniera scientifica fu giustamente
considerato il padre degli scacchi. La sua apertura, la difesa Philidor, è
ancora giocata anche ai più alti livelli e testimonia della profondità del
suo pensiero. Philidor fu anche un maestro dell'analisi. |