Philidor

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FRANCOIS-ANDRE DANICAN PHILIDOR
(1726-95)

"What can be said to be permanent in this fleeting world, if not our remembrance of the deeds of great men?" - Ludwig Bauer

'Chathurangam' o Scacchi, nome con cui conosciamo il gioco oggi, ebbe origine in India e fu considerato come la rica eredità indiana dei nostri Marahaja  - la più antica partita conosciuta fu quella giocata tra i Pandavas e i Gauravas menzionata nel grande poema epico "Mahabharatha". 

I Persiani appresero il gioco e lo diffusero in Europa e dopo molte trasformazioni esso ha assunto l'aspetto attuale.

Noi abbiamo avuto differenti scuole di pensiero riguardo all'apprendimento e all'interpretazione degli scacchi.

La scuola spagnola rappresentata da Lucena, Ruy Lopez e la scuola italiana rappresentata da Greco costituiscono il cosiddetto periodo romantico degli scacchi durante il sedicesimo e diciassettesimo secolo.

La moderna scuola di pensiero emergeva soltanto durante il diciottesimo secolo durante il quale il goco subì una definitiva standardizzazione è l'attenzione fu spostata su un logico sviluppo dei pezzi. evitando le debolezze, e sul ruolo dei pedoni centrali. Questo periodo fu definito il periodo classico ed ebbe come massimi rappresentanti Anderssen, Morphy, Steinitz, Zukertort, Tchigorin, Tarrash, Lasker, Pillsbury, Rubinstein, Capablanca, Marshall.

Il periodo seguente fu quello degli ipermoderni i cui rivoluzionari dettami inizialmente furono accolti con scetticismo, ma che in seguito produssero molti Grandi Maestri.

Oggi viviamo nel periodo dei computer e si suol dire che una partita ad alto livello oggi ha inizio solo dopo la trentesima mossa o più tardi. Molte linee considerate in passato non affidabili sono ora giocate con fiducia perché sono state testate insieme ad altre migliaia con l'aiuto delle macchine.

Forse conviene tornare con lo sguardo e con lo spirito al gioco e agli insegnamenti dei classici.

FRANCOIS-ANDRE DANICAN PHILIDOR (1726-95)
"The Pawns are the soul of Chess" - Philidor

Questo maestro del diciottesimo secolo fu il primo vero interprete del gioco degli scacchi come lo intendiamo noi oggi. Infatti nel loro libro intitolato 'The World of Chess', Anthony Saidy e Norman Lessing lo hanno posto nel capitolo intitolato 'The Dawn of Understanding'. Quale titolo più adatto di questo? Philidor iniziò a giocare a scacchi all'età di dieci anni e fu educato al gioco da Sirede Legall, un forte giocatore francese. Nel 1745, Philidor si recò a Rotterdam e quindi a  Londra al seguito di una compagnia di musicisti.  A causa di una inaspettata cancellazione dei concerti la sua attenzione fu spostata sugli scacchi per guadagnarsi da vivere. Nel 1747 egli giocò un match di 10 partite con Phillip Stamma, uno dei giocatori più forti del suo tempo.  Egli gli offrì il vantaggio della mossa e le partite pari sarebbero valse come vittorie per Stamma. Egli sconfisse Stamma con il punteggio di otto vittorie, un pari, una sconfitta. Essendo un musicista professionista Philidor alternò per tutta la vita il gioco degli scacchi alla musica professionale.

Philidor fu lontanissimo dal modo di gocare dei suoi tempi e i suoi contemporanei no sembrarono mai comprendere i suoi concetti. Egli comprese l'importanza dei pedoni, del centro, del blocco, della profilassi, della mobilità ecc. Egli affermava che i pedoni sono l'anima degli scachi e durante le sue partite egli mostrò la via per aprire linee per l'attaco e per chiudere le linee di attacco degli opponenti. Sfortunatamente nessuna registrazione è disponibile delle partite di Philidor di quando egli era al top e quel poco che abbiamo sono alcune partite di quando aveva superato i sessant'anni.  Ma tuttavia egli espose le sue idee nel suo libro "L'analyse du jeu des Eches" (The analysis of the game) e i suoi concetti furono compresi e applicati dalle generazioni seguenti. Egli ebbe anche il merito di far apprezzare il gioco degli scacchi in Inghilterra, tanto che l'elite della società britannica fondò un club chiamato "Parsloe's" al solo scopo di trattenere Philidor tra loro. Philidor morì il 31 agosto del 1795 all'età di 69 anni. L'uomo che per primo trattò gli scacchi in maniera scientifica fu giustamente considerato il padre degli scacchi. La sua apertura, la difesa Philidor, è ancora giocata anche ai più alti livelli e testimonia della profondità del suo pensiero. Philidor fu anche un maestro dell'analisi.