Emanuel Lasker nacque a Berlinchen, in Gearmania, il 24 dicembre
del 1868. Gli insegnò a giocare a scacchi ilò fratello maggiore, Berthold. Da
bambino Lasker dimostrò di essere portato per gli scacchi e per la matematica.
Inizialmente studiò a Berlino, in seguito aprofondì i suoi studi matematici
all'università di Erlangen.
Nel 1892 ottenne il suo primo importante successo in un piccolo ma forte
torneo a Londra, nel quale giunse primo con messo punto di vantaggio su
Blackburne. Dopo un certo numero di successi importanti cominciò a pensare
alla possibilità di diventare campione del mondo. Egli sfidò Tarrash, ma la
sua sfida fu rifiutata.
Lasker allora andò negli USA per sfidare Steinitz per il campionato del
mondo. Il match ebbe luogo nel 1894. Come nel precedente match Steinitz contro
Zukertort le partite furono giocate in tre città: New York, Philadelphia e
Montreal.
Il primo che avesse ottenuto 10 vittorie sarebbe stato il nuovo campione
del mondo.
Le prime sei partite si conclusero con due vittorie per parte e due patte.
Allora Lasker vinse le seguenti due partite. A Philadelphia Steinitz perse
tutte le partite: Lasker divenne campione del mondo a 25 anni nella città di
Montreal con uno score di 10 vittorie a cinque con quattro patte.
Lasker mantenne il titolo per 27 anni di seguito: un recordo imbattuto.
Tuttavia ci sono discussioni su chi sia stato il più grande tra i due:
Steinitz aveva 58 anni, mentre Lasker era giovanissimo. Il più contrario a
considerare Lasker un effettivo campione del mondo fi Tarrash, il quale
propose di disputare un torneo dei più grandi giocatori del mondo, il quale
decidesse il dilemma.
Il torneo fu disputato ad Hastings nel 1895, ma non fu vinto da Tarrash, né
da Lasker, né da Steinitz, bensì da Pillsbury, un americano al suo primo
grande torneo. Per risolvere il problema i primi cinque di Hasatings,
Pillsbury, Tchigorin, Lasker, Steinitz e Tarrash furono invitati a San
Pietroburgo, ma Tarrash non poté partecipare per motivi professionali.
Il torneo di san Pietroburgo consisteva in otto gironi nei quali ciascun
giocatore incontrava sei volte ciascun rivale. Lasker emerse come limpido
vincitore con due punti di vantaggio su Steinitz. Nel matche di rivincita per
il titolo mondiale disputato a Mosca nel 1896 Lasker battè Steinits col
punteggio di 10 a due con cinque patte: Questo risultato così schiaciante non
lasciò più dubbi in alcuno su chi fosse il vero campione del mondo.
Lasker demolì i principi di Steinitz perché il loro modo di concepire gli
scacchi era antitetico. L'antitesi può essere illustrata scacchismo può essere
illustrata e compendiata, confrontando il loro modo di giudicare il Gambetto
Evans accettato. L'uno e l'altro non ritenevano corretto il sacrificio del
Pedone bianco; mentre però le analisi di Steinitz furono dirette a dimostrare
in qual modo il Nero dovesse e potesse conservare il Pedone, respingendo
ancora oggi l'attacco e valorizzando il materiale di vantaggio, Lasker si
propose di sostenere una tesi del tutto diversa. A Lasker interessava cogliere
lo spirito informatore di una data posizione, e quindi il principio che anima
lo svolgimento della variante; secondo Lasker per il Nero non era perciò
importante conservare il Pedone ma conquistare una solida posizione, il che si
poteva ottenere proprio cedendo quel Pedone che Steinitz intendeva conservare.
Lasker colpi così il Gambetto Evans nella sua parte più vitale; e infatti fu
Lasker a mettere fuori gioco, specie dal punto di vista psicologico, la
partita principe del periodo romantico. Lasker non fu un vero teorico delle
aperture; nella fase iniziale di solito preferiva le semplificazioni (A: c6
nella Partita Spagnola); forte della sua eccellente tecnica nei finali e della
sua poliedrica conoscenza tattico-strategica del medio gioco.