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Passano 29 anni

Robert James Fischer

 
Nato: 9 Marzo 1943 Chicago, Illinois, USA
Nazionalità: USA - Stati Uniti d'America
Titolo: GM - Grande Maestro
Maestro Internazionale, 1957.
Grande Maestro, 1958.
Campione del Mondo, 1972-1975.
Campione USA, 1958, 1959, 1960, 1961, 1963, 1964, 1965, 1966.
 
 
Risultati più importanti

1958  5-6 all'interzonale di Prtorose dove vinse il titolo di Grande Maestro.
1959  5-6 al torneo dei Candidati di Bled/Zagreb/Beograd, vinto da Mikhail Tal.
1961  secondo all' Alekhin Memorial in Bled, Yugoslavia, vinto da Tal.
1962  Bobby vinse l'Interzonale di Stockholm con 13 vittorie, 9 pareggi, e nessuna.
1966  secondo al Piatigorsky Cup in Santa Monica, dietro Spassky.
1970 primo al Rovinj/Zagreb.
primo a Buenos Aires.
primo al Palma de Mallorca Interzonal.
1971  Bobby Fischer battè Mark Taimanov con 6 vittorie, zero vittorie e zero pareggi nei quarti di finale del torneo dei candidati in Vancouver, Canada.
Sconfisse Bent Larsen col punteggio di 5-0 nella semifinale dei candidati a Denver, Colorado.
Fischer sconfisse Tigran Petrosian con 5 vittorie, 3 pareggi, e una sconfitta a Buenos Aires per la finale dei Candidati.
1972  Bobby diventò campione del mondo col punteggio di 7 vittorie, 11 pareggi, 3 sconfitte di cui una per forfait.

Biografia

Il miraggio deI campionato deI mondo è cominciato a balenare sino dalla fanciullezza a Robert James Fischer, nato il 10 marzo 1943 a Chicago e iniziato dalla sorella Joan, a sei anni, al gioco degli scacchi. Trasferito poi a Brooklyn, ammesso ancora ragazzo nel celebre Manhattan Chess Club, egli ha trovato a New York l'ambiente adatto per accarezzare i suoi sogni e sviluppare il suo enorme talento di giocatore. E tutta la sua vita è stata protesa ben presto verso il massimo obiettivo: la conquista deI titolo mondiale.

A soli tredici anni, nel 1956, Fischer partecipava per la prima volta a un torneo di maestri negli Stati Uniti. L'anno dopo, vinceva il campionato nazionale libero (open) e quindi ripeteva il successo nel campionato ufficiale. Nel 1958 entrava (a quindici anni!) nell'elenco dei grandi maestri, classificandosi quinto al torneo interzonale di Portorose. Da allora, la sua carriera è stata una ripetizione di successi, fra cui citiamo anzitutto gli otto campionati statunitensi, il torneo di Mar deI Plata vinto nel 1960 ex aequo con Spasskij, la vittoria nel torneo di Stoccolma (1962). La sua ambizione era già così ardente che egli si dolse moltissimo di essere arrivato solo quarto nel torneo dei candidati di Curaçao (1962) vinto da Petrosian: data da quel momento la sua polemica con i grandi maestri russi, da lui accusati di fare «giuoco di squadra» (cioè di impegnarsi al massimo con gli stranieri e di pareggiare amichevolmente tra di loro). ln realtà non è ancora maturo: tre punti e mezzo lo dividono dal vincitore.

Ben presto arriveranno per lui le trionfali rivincite.

Montecarlo e Skopje nel 1967, Nathania e Vinkovci nel 1968 lo vedono primeggiare in maniera superiore. Splendide le vittorie di Rovigno-Zagabria (1970) e di Palma de Majorca dello stesso anno: in quest'ultimo torneo è la sua volta di lasciare a tre punti e mezzo di distanza il secondo classificato, Geller. Nel 1971 la selezione per il campionato deI mondo lo oppose a Taimanov (battuto a Vancouver per 6 a zero); a Larsen (sconfitto con lo stesso schiacciante punteggio a Denver) e infine a Petrosian, che dopo una vigorosa resistenza iniziale soccombeva, a Buenos Aires, per 6,5 a 2,5. Era libera così la via per il confronto finale col detentore deI titolo mondiale, Boris Spasskij.

Tuttavia il «match deI secolo », (così venne prontamente definita la sfida) è stato in forse sino all'ultimo momento. Molta pubblicità è stata fatta alle pretese di Fischer, ed invero si è assistito al singolare fenomeno di un incontro per il titolo mondiale combattuto non già alle condizioni volute dal detentore, ma a quelle fissate dallo sfidante. Fischer ha ottenuto che la «borsa » complessiva dell'incontro fosse portata a 138 mila dollari: ha scartato una dopo l'altra varie località proposte (notoriamente i suoi favori andavano a Buenos Aires, che i russi non gradivano): ha fatto fallire i grandi sforzi e sacrifici affrontati da Belgrado e dalla federazione scacchistica jugoslava, che avevano preparata un'organizzazione grandiosa, e finalmente si è risolto ad accettare Reykjavik, dove dopo altri contrattempi il match ha avuto inizio l'11 luglio.

Capricci da prima donna? Non si pub liquidare cosi in poche parole sprezzanti il comportamento deI campione americano.

Fischer si considera un artista professionista, anzi (sono parole sue) il solo autentico professionista degli scacchi; impone (lo ha sempre fatto) certe condizioni di ambiente, di illuminazione, di tranquillità al solo scopo di dare, quando giuoca, il meglio di se stesso. Né va dimenticata un'altra sua caratteristica biografica, che spiega molti lati della sua psicologia. Fischer non ha avuto maestri, è sostanzialmente un grandissimo campione autodidatta: la consapevolezza di non dovere nulla a nessuno lo condiziona nell'atteggiamento e nelle richieste. Un eccezionale talento naturale, uno studio incessante e un'applicazione ferrea hanno fatto di lui un degnissimo successore di Lasker, di Capablanca, di Alekhine. Molto deve essergli perdonato, perché per la popolarità deI giuoco degli scacchi egli ha fatto moltissimo. Nell'epoca dei mass-media, egli li ha validamente sfruttati, comparendo molte volte alla televisione ad illustrare il suo pensiero: ma si inalbera se le telecamere o le macchine cinematografiche lo riprendono a sua insaputa o, peggio, contro la sua volontà. Gli incidenti di Reykjavik sono stati quasi tutti provocati dall'aver trascurato la particolare mentalità deI giovane americano.

Unico momento di gloria scacchistica per l’Occidente fu l’ascesa di Bobby Fischer ai piu alti gradi del gioco.

Egli rappresentò, specie dopo il suo incontro con Spassky nel 1972, un punto di rottura con il passato per tutto il mondo scacchistico.

Da Fischer in poi il giocatore divenne "professionista", dedicandosi quasi esclusivamente al gioco nella sua vita.

Prima di Fischer i precedenti campioni avevano tutti trovato altri interessi in importanti settori: insegnamento, avvocatura, scienza etc.

Bobby Fischer dichiarò fin dall’adolescenza di non avere altro interesse al di fuori degli scacchi, e mantenne questa "vocazione" esclusiva per tutta la carriera.

Altro motivo di rottura, anche se temporanea, con il passato, è l’interruzione che finalmente si riuscì dare alla dominazione sovietica dei vertici scacchistici; dopo Botvinnik, campione dal 1948, fino al 1972, anno della vittoria di Fischer, solo giocatori sovietici si erano alternati al titolo.

Con l’incontro tra Fischer e Spassky si propose anche sulla scacchiera l’opposizione politica e militare tra Occidente e blocco sovietico, sublimando nel gioco le tensioni della Guerra Fredda.

Bobby Fischer nasce a Chicago il 9 marzo 1943, figlio di un fisico tedesco e di una svizzera; la sua infanzia non fu felice poiché i suoi genitori si separarono quando aveva l’età di due anni, ed egli in pratica non conobbe mai il padre.

Amche con la madre i rapporti non furono dei più felici e ben presto si guastarono e si interruppero del tutto.

Molta della sua infanzia la passerà davanti ad una scacchiera o in compagnia della sorella Joan.

Imparò a giocare all’età di sei anni e da allora gli scacchi sostituirono in lui ogni rapporto umano: con gli amici, con la famiglia, con le donne etc.

Fin da questa piccola età egli si rese conto che questo gioco sarebbe diventato la ragione della sua esistenza e ben presto abbandonò lo studio delle altre discipline per dedicarvisi completamente.

Meritò subito una scarsa, per non dire nulla, accettazione della sconfitta, ritenendosi, anche se a quel tempo non ne aveva ragione, ben superiore a qualunque suo avversario.

La sua passione e il suo impegno diedero i primi grandi frutti nel 1956 quando all’età di tredici anni vinse il Campionato degli Stati Uniti, e da allora venne considerato uno dei maggiori maestri del mondo.

Si impose anche in molti tornei internazionali attestandosi ai vertici scacchistici ed attirando l’attenzione su di sé anche per le stravaganze del suo carattere.

La prima cosa che salta all’occhio è la sicurezza nei propri mezzi e la mancanza assoluta di incertezze, almeno nelle dichiarazioni, sul fatto che un giorno sarebbe divenuto campione del mondo.

Tuttavia l’eccessiva concentrazione sul proprio Io ostacolò i suoi rapporti con le altre persone; nota è la sua avversione verso le donne, e più volte rifiutò di partecipare a tornei in cui erano presenti delle giocatrici.

Fine ricorda che l’unica donna il cui nome sia stato accostato a quello di Fischer fu una misteriosa signora Grumette di Los Angeles, molto più grande di lui; è facile, in chiave psicanalitica, vedere in questa figura una sostituzione della figura materna, distaccatasi da Bobby.

La figura paterna , secondo Fine, è sostituita nella vita di Fischer dalla sua conversione alla setta Worldwide Church of God, una sorta di mescolanza tra giudaismo vetero-testamentario e fondamentalismo avventista.

Tra l’altro chiede l’osservanza della dieta ebraica e del Sabato.

Il padre non conosciuto sarebbe così sostituito da un Dio a cui fare riferimento.

Tutte le ansie, le preoccupazioni, le frustrazioni, trovano in Bobby Fischer una sola ed unica valvola di sfogo: gli scacchi.

 

Bobby Fischer: il mito nell'anonimo online
 
Ex campione del mondo di scacchi, rimasto imbattuto, ricompare. Ma il suo è un nick anonimo che gioca con un gran maestro britannico. Dalla rete segnali di vita di un mito del mondo scacchistico

11/09/01 - News - Londra - L'eccitazione è alle stelle per tutti gli scacchisti: Bobby Fischer, campione del mondo di scacchi rimasto imbattuto e scomparso dalla circolazione dopo la conquista del titolo, ha dato un segno di vita via internet. O almeno questo è quello che crede il gran maestro britannico Nigel Short, una delle menti scacchistiche più apprezzate di questi anni.

 

Stando a quanto riportato dal Sunday Telegraph di Londra, infatti, Nigel Short ha dichiarato che nel corso dell'ultimo anno ha giocato contro Fischer via internet almeno 50 partite.

Short, che nel 1993 tentò l'assalto al campionato del mondo perdendo però contro Garry Kasparov, ritiene di essere convinto che il giocatore con cui ha combattuto tanti match sia proprio Fischer, sebbene abbia ammesso di non averne la sicurezza, in quanto lo "sconosciuto giocatore" non avrebbe mai ammesso la sua identità, trincerandosi dietro un nickname. Ma la "prova" sarebbe in una domanda rivolta da Short al suo sconosciuto amico, una domanda su Armando Acevedo, grande giocatore messicano. Short avrebbe chiesto "al nickname" se conoscesse Acevedo e la risposta sarebbe stata fornita immediatamente: "Siegen 1970". Proprio nel 1970 e proprio a Siegen, Fischer sconfisse Acevedo alle Olimpiadi di scacchi...

L'eccitazione di Short è al massimo, come ammette lui stesso: "Sono sicuro al 99 per cento di aver giocato con la leggenda degli scacchi. È assolutamente eccitante". Ed è di grande interesse che quello che è considerato forse il più grande giocatore della storia si sia fatto "vivo" proprio via internet.

Nei primi match combattuti contro il suo avversario, Short ha perso 8 a 0, lui che può vantare 6 partite alla pari con l'ex campione del mondo Garry Kasparov. Secondo Short, Fischer a 58 anni è ancora il più forte di tutti. E sebbene non sappia se dopo le sue dichiarazioni giocherà di nuovo con Fischer, Short ha dichiarato che quelle partite "sono per me quello che una sinfonia inedita di Mozart rappresenterebbe per un amante della musica".

Per capire la leggenda che circonda Fischer occorre tornare al 1972, in piena guerra fredda, quando l'allora giovanissimo campione americano, neppure 30enne, sconfisse il campione del mondo sovietico, Boris Spassky. Fu un campionato pieno di sorprese, dettate dalla personalità assolutamente eccentrica di Fischer che disertò diversi match, accusò l'avversario di avergli schierato contro un mago (a cui replicò con un fachiro) e via elencando. Da quel match che tenne il mondo in sospeso, sul quale pendeva la responsabilità di uno scontro USA-URSS su una scacchiera, venne tratto anche un ottimo film. Nonostante le condizioni sfavorevoli Fischer vinse il match, salvo poi sparire e fare rarissime apparizioni, senza mai partecipare ai più importanti tornei internazionali. Nel 1992 Fischer riapparve per vincere di nuovo contro Spassky in Serbia in una celebrazione del 20ennale della loro sfida, salvo poi scomparire di nuovo.

Di lui si è detto tutto: che fosse convinto che i sovietici l'avrebbero ucciso, che fosse tossicodipendente, che vivesse in un bunker e ora si narra che viva in Giappone. Per il momento parrebbe che la sua dimora sia internet.