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Il giocatore che inaugurò il predominio dell’est negli scacchi fu Alexander Aleckin, che divenne campione del mondo nel 1927 battendo Raul Capablanca. Alechin nacque a Mosca nel 1892, ed imparò a giocare dalla madre; a 16 anni aveva già ottenuto il titolo di maestro, anche favorito dalla ricchezza della famiglia. Nel 1929 conseguì la laurea in Giurisprudenza alla Sorbona. Dopo la Prima Guerra Mondiale fuggì dall’Urss e si trasferì in Germania, senza tuttavia rinunciare alla cittadinanza russa. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu un collaborazionista e negli anni della guerra divenne il principale vanto scacchistico del nazismo. Intorno al 1941, sulla Deutsche Schachzeitung, apparverò alcuni articoli con la firma di Alexander Alechin. Uno era intitolato Scacchi giudei ed ariani, un altro Il concetto ariano di attacco, titoli che fanno ben capire da che parte pendessero i favori di Alechin. Egli tuttavia si difese affermando più tardi che nulla fu scritto in realtà da lui, ma venne solo utilizzato il suo nome a scopo propagandistico. Il clima più ostile verso Alechin fu naturalmente quello che si creò in Urss, dove alcuni proposero addirittura di togliergli il titolo mondiale. Alechin stesso aveva nel 1929 tenuto un discorso antisovietico a Parigi ad una colonia di emigrati russi; tuttavia nonostante questo clima teso nel febbraio del 1946 Botvinnik inviò una sfida al campione del mondo per un incontro che doveva tenersi in Inghilterra nel 1947. Alechin accettò ma purtroppo il 24 marzo 1946 venne trovato morto in una camera d’albergo a Lisbona, probabilmente per collasso cardiaco. Reuben Fine definisce Alexander Alechin come il "sadico" degli scacchi. Egli, al contrario di Capablanca, amava profondamente il gioco degli scacchi, e faceva di tutto per abbattere nel modo più clamoroso il suo avversario. Secondo Fine lo stesso fatto che egli non volle più incontrare Raul Capablanca dopo averlo sconfitto nel 1927, ed addirittura non volle più sentirne il nome, dimostra che per Alechin l’avversario "doveva essere completamente sterminato e persino il suo nome doveva essere cancellato". Anche il sovietico dimostrò qualche squilibrio della personalità negli anni della maturità; egli cominciò a bere in modo smodato e spesso fu trovato ubriaco prima di incontri importanti ( anche durante il match con Euwe del 1935, che gli costò il titolo). Ebbe sempre dei rapporti problematici con le donne: si sposò cinque volte e alcune delle mogli furono molto più grandi di lui. Fine ritiene importante il fatto che egli abbia imparato il gioco dalla madre, e non da una figura maschile, in quanto per lui vincere significava battere la figura materna e restare vicino ad essa; per questo amava moltissimo gli scacchi. Dopo la morte di Alechin il titolo restò vacante. |